Autore:
Lorenzo Centenari

THE INCHES SPEECH Perché la guida, come la vita, è una questione di centimetri. E il celebre discorso di Al Pacino nei panni di Tony D'Amato, coach di football dalla dialettica profonda nel cult movie Ogni Maledetta Domenica, calza a pennello anche alla new mobility. Sensori, centraline e computer dalla impressionante potenza di calcolo sono fondamentali, sostiene Bosch, ma non sufficienti: la guida autonoma sarà al 100% completa, e il più possibile sicura, solo quando interverrà il terzo fattore, cioè una localizzazione ultraprecisa. Al Salone di Ginevra 2019, un assaggio delle tecnologie che la multinazionale tedesca della componentistica mette a disposizione delle Case auto.

Sensore Bosch guida autonoma

SEGNALI DAL FUTURO Una delle aree che vedono Bosch in prima linea è proprio la precisione della localizzazione del veicolo, elemento cruciale di ogni programma di self-driving car. Un pacchetto che comprende hardware, software e servizi genera un sistema ridondante che in termini di efficacia, al momento, non ha eguali al mondo. Lato hardware, ecco innanzitutto il sensore di movimento e posizione, accessorio che include un'unità ricevente ad alte prestazioni per i segnali GNSS (Global Navigation Satellite System), ma non solo. Per neutralizzare la naturale dispersione del segnale, Bosch ha stretto accordi con Sapcorda per accedere a una rete di stazioni di riferimento terrestri in grado di correggere le imprecisioni delle informazioni. I dati raggiungono infine il veicolo tramite cloud o satelliti geostazionari.

Bosch, rilevamento auto via satellite

GUIDARE ALLA CIECA Grazie a sensori di velocità ruote e angolo di sterzata, il sistema è in grado di riconoscere anche direzione ed andatura con estrema precisione. Pur prodigioso, il sensore di movimento e posizione non è tuttavia sufficiente a stabilire l'esatta posizione del veicolo. Serve un software particolarmente intelligente che processi i dati, e sappia che farne in caso di interruzione del segnale GNSS. Quando ad esempio il veicolo entra in galleria, il sensore Bosch può così continuare a determinare la posizione del veicolo per diversi secondi. Questo perché il software calcola la posizione in base all'ultimo punto per il quale erano disponibili informazioni satellitari. Se il segnale GNSS si oscura per un periodo più lungo, come extrema ratio l'auto farà riferimento alla mappatura stradale elaborata da Bosch stessa.

Bosch, mappatura radar della strada

MAPPATURA TOTALE A generare la mappatura, e a rilevare elementi stazionari come linee di mezzeria, cartelli e guardrail, sono infine i sensori video e radar, questi ultimi ancor più affidabili perché funzionanti anche al buio, e dal maggiore raggio di rilevamento. Un modulo di comunicazione integrato invia al cloud i dati, utilizzati poi per ricostruire una mappa indipendente, a sua volta parte di una mappa estremamente accurata. Il sistema è dunque ridondante: l'autonomous car rileva autonomamente gli elementi stradali, quindi li confronta con la la mappa per verificare che corrispondano a quelli in archivio. Ecco così che la geolocalizzazione raggiunge una precisione dallo scarto inferiore al centimetro. Quell'unità di misura (credit: Al Pacino) che fa la differenza tra vivere, e morire.


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