Autore:
Lorenzo Centenari

TO BE OR NOT TO BE? Calma, innanzitutto. Il punto non è se il Suv compatto Alfa Romeo vedrà un giorno la luce, oppure no. Quello è pressoché certo, la discriminante è semmai il fattore tempo. La produzione di un C-Suv sarebbe in programma per i primi mesi del 2020 nella fabbrica di Pomigliano, il dubbio riguarda la presenza o meno di una concept che ne anticipi le forme già al Salone di Ginevra del prossimo marzo. Dalle ultimissime indiscrezioni, tutto lascia pensare che un prototipo sarà della partita. Ripetiamo, massima cautela. Ma se davvero così fosse, che piacevole sorpresa.

GIORGIO NON C'È Il nuovo utility vehicle del Biscione troverà posto un gradino sotto Stelvio, e a smentita delle ipotesi passate, non sostituirà Giulietta, che al contrario sopravviverà almeno ancora un paio d'anni. A differenza di Stelvio, invece, il baby-Suv non adotterà una versione asciugata della piattaforma Giorgio: il pianale sarà invece il medesimo di Jeep Renegade e 500X, per una meccanica quindi a trazione anteriore con l'opzione dell'integrale, e soprattutto in grado di ospitare la soluzione ibrida plug-in, quella cioè che proprio Renegade (insieme a Compass) porta al debutto a Ginevra.

IL SUV DEL DESTINO Non resta ora che attendere martedì 5 marzo, giorno in cui il Palexpo aprirà i battenti a stampa e operatori, mostrando tutta la verità sulla presunta anteprima Alfa Romeo. Un Suv compatto sta oggi al mercato come un'utilitaria il decennio scorso: è il prodotto più hot del momento, quello capace da solo di decidere le sorti di una marca. Generando volumi, ma anche lucidando l'immagine stessa del brand. Alfa non presenta nuovi modelli da due anni esatti: a Ginevra 2017 la premiere di Stelvio in edizione standard (dopo che la Quadrifoglio aveva messo fuori il naso a Los Angeles 2016). I tempi sono maturi. Stay tuned.


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