EURO-BATOSTE La miglior difesa è l'attacco: vale su un campo di calcio, vale anche in concessionaria. O FCA torna a sfornare nuovi modelli, o in Europa per il settimo Gruppo al mondo non si aprono scenari rosei. I dati di gennaio sono chiari: in un contesto di flessione generale (-4,6%), Fiat Chrysler perde quasi il 15% nei volumi (-14,9%) e altri decimali di share (dal 6,7% al 6,0% di quota). Colpisce in particolare la crisi del brand Fiat (-19,6%), ancor di più quella di Alfa Romeo (-36,1%): entrambi soffrono la rispettiva concorrenza, l'una quella dei generalisti, l'altra il maggior dinamismo di altri marchi sportivi. Urgono prodotti nuovi, il mercato non aspetta.

NON È UN'EUROPA PER VECCHI Persino la locomotiva Jeep inizia il 2019 con un "meno" in pagella (-1,9%), e senza il traino del suo unico marchio globale, FCA in Europa ha poche chance, contro le corazzate Volkswagen, PSA e Renault, esse pure in perdita a gennaio, ma in misura assai più contenuta. A breve distanza dai risultati 2018 economico-finanziari, una performance più che lusinghiera benché l'outlook non sia dei più ottimisti, il Gruppo torna a fare i conti con una gamma anzianotta e un piano produttivo che - a distanza di quasi un anno dagli annunci del compianto Marchionne -. ancora stenta ad esprimere novità nel vero senso del termine.

SE CI SEI, BATTI UN COLPO Il Salone di Ginevra si avvicina, tuttavia nemmeno al rendezvouz più prestigioso in campo internazionale FCA sembra avere assi da spendere. Nuovi allestimenti per Fiat Tipo e 500X, il soft restyling di Alfa Romeo Giulietta, l'edizione plug-in hybrid di Jeep Renegade e Compass. Troppo poco per muovere gli equilibri e invertire il trend, ancor di più alla luce di una sempre più probabile hard Brexit (ma questo vale per il settore auto nel suo insieme). E pensare che Giulia e Stelvio fanno incetta di riconoscimenti anche all'estero: il prodotto piace, serve tuttavia un ciclo generazionale al passo coi tempi. Serve il Suv compatto Alfa Romeo, serve nuova 500. Serve una mossa.


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