Autore:
Lorenzo Centenari

ERRE DURA Ha la "erre", ma non è per niente moscia. Altro che difetto di pronuncia: la letterina magica, e Mercedes-AMG GT Roadster spicca il volo. Con GT R Roadster, la divisione high performance della Stella chiude il cerchio: sia a tetto rigido che in configurazione cabriolet, la supersportiva ha ora un top di gamma da far tremare i polsi (e i padiglioni del Salone di Ginevra che ne ospitano la premiere mondiale). Già, perché dietro la "R" si nasconde la versione più brutale del V8 biturbo da 4 litri di cilindrata, quella da 585 cv di potenza e 700 Nm di coppia. Risultato: velocità massima di 317 km/h, accelerazione 0-100 km/h in 3,6 secondi. Tenerla lontana dalle piste sarebbe un sacrilegio.

ELETTRONICA Forza bruta, ma non solo. Oltre all'8 cilindri nel suo formato migliore, Mercedes-AMG GT R Roadster si distingue anche per un pacchetto estetico e aerodinamico specifico. Al di là di spoiler anteriore maggiorato, dell'enorme ala posteriore regolabile e del doppio estrattore posteriore, va infatti sottolineata la presenza di una paratia mobile che lavora nel sottoscocca, abbassandosi all'occorrenza, modificando i flussi d'aria e aumentando così la deportanza. Il risultato è un carico verticale, sull'asse anteriore, di 40 kg superiore rispetto ad AMG GT vulgaris. Attivo è anche l'assetto Ride Control, che il pilota può comunque settare in tre modi diversi agendo sull'AMG Dynamic Select o attraverso la Drive Unit. Le tarature sono tre: Comfort, Sport e Sport Plus, oltre a Race, senza contare la possibilità di intervenire manualmente sul precarico delle molle. 

EN PLEN AIR Come gli altri modelli roadster, anche Mercedes-AMG GT R open-air (solo 750 esemplari) dispone infine di capote in tessuto a tre strati automatica con struttura leggera in alluminio, magnesio e acciaio. Nel tettuccio è poi inserito un tappetino insonorizzante che migliora il comfort acustico. Disponibile una nuova tonalità esclusiva, proposta anche per AMG GT R: è la raffinata vernice opaca grigio grafite magno designo. Perché d'accordo le performance, ma anche l'occhio vuole la sua parte.


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