Autore:
Luca Cereda

THINK DIFFERENT Un altro scooter elettrico? Nì. Perché è il concetto è diverso: il sistema Kymco Ionex, presentato all'apertura del Tokyo Motorcycle Show, impone di ripensare a come usare lo scooter a batteria.

VUOTI A RENDERE Atteso anche a Eicma 2018, il concept taiwanese si basa sulla condivisione delle batterie. Batterie che sono moduli asportabili, ricaricabili a casa come in stazioni pubbliche, appositamente realizzate o ospitate negozi, locali e servizi all'interno delle città. Si arriva, si lascia il pacco batterie scarico e se ne noleggia uno “pieno”. Le stazioni, oltretutto, sono intese come servizi aperti a più fornitori di batterie, per sviluppare la rete di ricarica più facilmente.

QUANTO DURA Sotto la pedana dello scooter – il Many, che è solo il primo di dieci modelli Kymco destinati ad essere equipaggiati con il sistema Ionex – si possono installare due batterie da 40 km di autonomia ciascuna. Ce n'è poi anche una terza permanente (core battery), che viene ricaricata dalle batterie asportabili ed è capace di spingere per altrettanti 40 km lo scooter “vuoto”, se avete appena riconsegnato le batterie asportabili scariche. Volendo, poi, quando si fa il pieno si possono infilare fino a due ulteriori batterie take away nel sottosella. Arrivando, così, a un'autonomia complessiva di 200 km (ma anche, forse, a un peso da trasportare non indifferente...).

PRO E CONTRO Parlando di prestazioni, non si va oltre i 65 all'ora. Numeri adeguati a uno scooter dalla vocazione urbana, per il quale, al momento, è difficile stabilire un prezzo (sia di listino sia di costi di gestione) e soprattutto pronosticare un futuro. Da un lato ci sono gli indubbi vantaggi dello sharing, nell'abbattere i costi e nel semplificare le modalità di ricarica; dall'altro ci sono i rischi dell'utilizzo multiplo: furti, vandalismo, ecc. Ne sapremo di più in occasione della fiera del ciclo e del motociclo di Milano.   


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