Pubblicato il 27/03/20

ESPORT USA Il motorsport statunitense batte quello europeo 25 a 3. Non stiamo dando i numeri, anzi sì. Perché per ammazzare la noia in quarantena, anche il circus della IndyCar – ieri è arrivata la comunicazione dello slittamento ad agosto della mitica 500 Miglia di Indianapolis – si sta dando da fare per creare competizioni virtuali con tutti i crismi dell’ufficialità. Ma, mentre la Formula 1 ha dato vita a uno spettacolo ai limiti del ridicolo, con pochi piloti (c’erano solo Lando Norris, Nicholas Latifi e Nico Hulkenberg) ufficiali sulla griglia virtuale del GP del Bahrain, simulata con F1 2019 Codemasters – ne abbiamo parlato nell’ultima puntata del podcast RadioBox con il professionista del simracing e pilota Ferrari Esport, Amos Laurito – la IndyCar riesce a fare di più. Molto di più.

Zhou al comando del GP Bahrain 2020 virtuale

IL SIMULATORE C’è da dire che a venire incontro alla “F1 statunitense” c’è l’accordo con quello che al momento viene considerato come il miglior simulatore professionale in circolazione: non parliamo infatti di un gioco qualunque ma di iRacing, la piattaforma in abbonamento che raccoglie consensi pressoché unanimi da parte dei piloti professionisti, primo fra tutti quello stesso Max Verstappen che ha invece snobbato le competizioni organizzate dalla Formula 1 sul gioco Codemasters. Il simulatore Usa ha infatti la licenza ufficiale IndyCar e quindi dispone nel proprio pacchetto delle Dallara DW12 in configurazione stradale e ovale, utilizzate nel campionato e ovviamente nella Indy500.

PIATTO RICCO Ma non finisce qui, perché in attesa del via ufficiale della stagione – per il momento la prossima tappa in calendario non ancora cancellata è il double header di Detroit, previsto nel weekend del 31 maggio – la categoria statunitense ha previsto una mini-serie virtuale che vedrà schierati in pista ben 25 piloti ufficiali, che corrono attualmente o che hanno corso di recente in IndyCar. Ci sarà il campione in carica Josef Newgarden e i compagni-rivali Will Power e Simon Pagenaud, le “star” Scott Dixon, James Hinchcliffe, Tony Kanaan e Graham Rahal, ma anche gli ex Formula 1, Marcus Ericsson, Sebastien Bourdais, Alexander Rossi, Scott Speed e Felipe Nasr.

Il logo della IndyCar iRacing Challenge

CALENDARIO E FORMAT Un piatto, insomma, davvero ricco per una serie che promette di trasferire al simulatore le spettacolari battaglie che avremmo dovuto vedere in pista. Si correrà ogni sabato per circa 90 minuti, con 10 minuti di qualifica e con setup uguali per tutti i partecipanti. Semaforo verde, con ovvio streaming gratuito su YouTube, domani 28 marzo sul circuito di Watkins Glen scelto al termine di una votazione dei tifosi online. Seguirà poi, il 4 aprile, la tappa virtuale al Barber Motorsport Park per passare poi su un circuito scelto a maggioranza dai piloti e uno sorteggiato a caso, prima del gran finale tra il Circuit of the Americas e una pista “dei sogni” non presente nel calendario Indy (magari Spa o Monza). Divertimento assicurato, anche in quarantena.


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