Pubblicato il 27/05/20

IL FATTACCIO Abbiamo più volte detto come il simracing sia stato uno dei grandi protagonisti di questa quarantena forzata e a motori spenti. Ma anche di come, talvolta, l’esasperata applicazione del professionismo alle corse “in salotto” abbia generato mostri. Un esempio è quanto accaduto lo scorso weekend a Daniel Abt, reo di aver fatto correre a proprio nome un simdriver professionista e di essersi fatto beccare, con tanto di squalifica dalla gara e multa da 10.000 euro da devolvere in beneficienza. La bravata ha però avuto ripercussioni ulteriori e inaspettate visto che Audi ha poi diramato una nota in cui si ufficializzava la sospensione con effetto immediato di Abt dalle proprie attività sportive.

Formula E 2019-2020: Daniel Abt al volante della sua Audi

LA SPIEGAZIONE Ormai fuori dal team Formula E della casa degli Anelli, Daniel ha pubblicato un lungo video YouTube fornendo agli appassionati la propria versione dei fatti: “L’idea era che sarebbe stato divertente far correre un simdriver professionista per dimostrare ai miei colleghi di cosa sono capaci questi ragazzi. Volevamo documentare la cosa e creare una storia interessante per i fan. Non era minimamente mia intenzione ottenere un buon risultato per apparire più forte, non ci sono soldi in palio né questi piazzamenti sono rilevanti dal punto di vista personale e professionale. Non c’era alcuna ragione di mentire agli appassionati né di mantenere alcun segreto, ho persino mandato messaggi Whatsapp ai piloti con alcuni indizi su cosa stavamo facendo. Sapevo che con l’analisi degli IP saremmo stati scoperti e che avremmo potuto usare una VPN per mascherare il fatto che il ragazzo guidava dall’Austria. Ma non l’abbiamo fatto proprio perché non c’era alcuna intenzione di tenere il segreto!”.

LA ROTTURA CON AUDIAppena la notizia è stata data dai media – ha proseguito Abt – sono stato etichettato come truffatore senza che avessi la possibilità di spiegare cosa era realmente successo. Posso capire che il nostro scherzo è andato un po’ oltre e ammetto che non abbiamo pensato attentamente all’effetto che si sarebbe generato. Questo è stato un grosso errore, per cui accetto la serietà delle conseguenze di ciò che ho fatto. Sono però felice che il simdriver sia stato relativamente lasciato fuori dalla vicenda e che l’opinione pubblica se la sia presa soltanto con me. Sono da poco stato informato da Audi che le nostre strade si divideranno da questo momento in poi. Non correrò più in Formula E con loro e la nostra collaborazione può ritenersi definitivamente conclusa. È un tipo di dolore che non avevo mai provato prima di adesso, ma era estremamente importante raccontare la mia versione dei fatti e al contempo scusarmi con la mia famiglia, i miei amici, Audi, i miei sponsor, la Formula E, l’Unicef e tutti i fan che mi hanno supportato in queste stagioni”.

Formula E 2019-2020: Daniel Abt (Audi Sport)

LA SOLIDARIETÀ Daniel Abt non è però rimasto solo e, anzi, ha comunque incassato la solidarietà di alcuni colleghi. Il bicampione in carica della Formula E, Jean-Eric Vergne, su Twitter ha espresso il proprio disappunto per l’eccessiva serietà con cui è stata presa la competizione virtuale: “Questo è un gioco che va preso seriamente ma non dimentichiamo che si tratta pur sempre di un gioco. Allora cosa dovremmo dire di quei piloti che commettono incidenti volontariamente, per i quali perderebbero la licenza nelle corse reali? Sono stato buttato fuori dalla maggior parte delle gare online per condotta antisportiva, gli altri piloti mi hanno usato come strumento per frenare!”. In un’intervista web anche il pilota ufficiale Bmw nelle competizioni GT, Nicky Catsburg, ha espresso solidarietà ad Abt manifestando l’intenzione di non effettuare più alcuno streaming delle proprie gare virtuali. Una proposta poi raccolta anche dall’attuale leader della classifica Formula E, Antonio Felix Da Costa e dal pilota Jaguar, James Calado.


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