Pubblicato il 04/06/20

GRAN FINALE Ha appassionato i fan della Formula E in questo periodo di pandemia. E anche fatto discutere in seguito a quanto accaduto a Daniel Abt, licenziato da Audi dopo aver – per uno scherzo decisamente riuscito male – lasciato il proprio sedile a un simdriver professionista. Parliamo del Race At Home Challenge, attraverso il quale la categoria full electric ci ha fatto compagnia in tutti gli scorsi weekend raccogliendo (cosa che più conta) più di 100.000 euro in favore dell’Unicef. Nel weekend ci sarà il gran finale, con un doppio appuntamento che decreterà il campione tra i piloti e tra i professionisti della simulazione.

Formula E 2020: Pascal Wehrlein (Mahindra Racing)

LOTTA PER IL TITOLO La grande lotta sarà quella che vedrà contrapporsi Pascal Wehrlein e Stoffel Vandoorne. I due, che si sono anche incontrati in F1 prima di diventare rivali sulle piste reali e adesso anche virtuali della Formula E, sono separati in classifica soltanto da un punto. Cosa che lascia presagire un grande spettacolo in entrambe le gare che saranno trasmesse come al solito sui canali social Formula E, sabato 6 e domenica 7 giugno a partire dalle 16.15. Ospite speciale della tavola rotonda organizzata nelle scorse ore con i media specializzati, il pilota tedesco di Mahindra Racing ci ha raccontato le proprie impressioni alla vigilia delle due tappe decisive del trofeo eSport.

Formula E, Race at Home Challenge 2020: Stoffel Vandoorne vittorioso a New York

PASCAL IL CACCIATORECacciatore o preda? Preferivo essere preda – ha raccontato, sorridente, Wehrlein – perché avrebbe voluto dire che ero io, a trovarmi in vantaggio in classifica. Ma sarà comunque una lotta molto intensa tra me e Stoffel. Non sono sorpreso di andare così bene al simulatore, ero abbastanza abituato a lavorarci sia prima di ogni gara in Formula E, sia per il mio ruolo come pilota di sviluppo in Ferrari F1. Quindi passavo già molto tempo al sim prima della pandemia ed è stata solo questione di abituarsi a rFactor2 e trovare il giusto setup. Certo, fa un po’ male che la mia prima vittoria in Formula E sia stata virtuale, non l’avrei mai detto… Sono andato molto vicino al primo posto nella realtà, ho anche fatto alcuni podi ma non è ancora mai successo di salire sul gradino più alto. E anche se vincere al sim mi ha reso felice, non posso dire che si tratti della stessa cosa. Ero contento quando è successo, ma non ho certo gridato o alzato i pugni al cielo. Sarò molto più felice quando succederà in una gara reale. Spero presto”.

Formula E, Race at Home Challenge 2020: Lucas Muller (Mahindra) sorpassa un rivale

SPAZIO AI PROFESSIONISTI (DEL SIM) Se da un lato c’è la competizione tra piloti che, però, non vedono l’ora di tornare a guidare per davvero, l’altra faccia della medaglia è quella dei simdriver, che invece stanno al pc per passione e professione. E che, grazie al Race At Home Challenge, riusciranno a coronare il sogno di guidare una vera monoposto di Formula E, quando ovviamente il campionato elettrico sarà in grado di ripartire. Tra i contendenti al titolo c’è il giovane Lucas Muller, che su rFactor2 guida proprio la Mahindra numero 94 di Wehrlein e che si allena (virtualmente) con Pascal condividendo trucchi e consigli per andar forte. “Sono ragazzi – aggiunge il tedesco ex F1 – che ogni giorno passano molte ore al simulatore e ne conoscono tutti i segreti. È incredibile vedere quanto sono veloci!”.

Formula E, Race at Home Challenge 2020: il trofeo della competizione disegnato dai fan

IL SOGNO DI LUCAS Dal canto suo, Lucas – terzo in classifica a 3 punti da Peyo Peev e 56 dal leader Kevin Siggy – 19 anni da Heidelberg, assapora il sogno di una vita dopo aver ammesso che la cosa più vicina a una vera auto da competizione è stata, al massimo, il kart a noleggio: “Poter guidare una macchina di Formula E sarebbe pazzesco! Spero di potercela fare a vincere il premio e di certo farò del mio meglio. Ma so anche che gli altri sono molto veloci e che sarà molto dura. La chiave per il successo? Cercare di ottenere una buona prestazione in qualifica perché questo tipo di gare la posizione in griglia può contare più del passo gara. Sorpassare è molto difficile…”. Comunque andrà, il successo è assicurato, grazie ai fondi raccolti per l’Unicef e alle dirette andate in onda in più di 150 Paesi. Grande partecipazione dei fan anche per quanto concerne il contest dedicato al design del (bellissimo, vedi foto sopra) trofeo finale. Domenica scopriremo, tra gli altri, chi potrà esporlo con orgoglio nel proprio salotto di casa.


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