Pubblicato il 18/06/21

MODERNO PETER PAN ''Time is running out'', il tempo sta finendo, come cantano i Muse. Una regola generale che vale un po' per tutti, anche per i moderni Peter Pan come Valentino Rossi, che dopo 26 stagioni in MotoGP sembra essere giunto a un passo dall'addio. Complici e carnefici sono le delusioni di questo avvio di stagione 2021, parenti strette della crisi di fine 2020 quando il Dottore - dall'essere uno dei piloti più veloci in griglia, è scalato nella seconda e terza parte della classifica dopo aver incontrato il covid e sei zeri consecutivi in classifica. Da lì in poi non sono più arrivati i riscontri attesi, ma solo tanti bocconi amari da ingoiare, soprattutto per uno che per gran parte della carriera è stato abituato ad abbuffarsi di vittorie e podi. Ma oggi il Dottore di Tavullia non siede più a quel tavolo, all'interno di una griglia di partenza iper-competitiva, super-livellata e largamente irrispettosa, che lo sta costringendo a nutrirsi degli avanzi.

MotoGP Italia 2021, Mugello: Valentino Rossi (Yamaha)

UTOPIA 46 Il cronometro non mente, e d'altra parte è a esso che Valentino si era affidato a inizio stagione, spiegando che se avesse continuato a lottare per le prime cinque posizioni, se si fosse sentito vivo e competitivo in sella, avrebbe provato a continuare la sua carriera ancora un altro anno, e magari un altro ancora, e ancora. Ma il sogno utopistico (degli irriducibili tifosi, più che il suo) di chiudere in sella a quota 46 anni, tanti quanti ne segnala il numero che l'ha accompagnato per oltre 400 gran premi, si sta facendo giorno dopo giorno più lontano. Oggi il centauro italiano per antonomasia ha 42 primavere e qualche fisiologica difficoltà a tenere il passo, non tanto per problemi fisici quanto tecnici. In un universo parallelo in cui la MotoGP non è aiutata dall'elettronica e le gomme sono più simili a quelle dei suoi anni migliori, probabilmente Rossi ce la sta facendo, ma purtroppo - o per fortuna, a seconda dei punti di vista - viviamo in questo.

Test Qatar 2021, Luca Marini (Team VR46 Esponsorama Ducati), Valentino Rossi (Yamaha Petronas)

SIMBOLICO ASSEN Mancano due gran premi per la pausa estiva, quello di questo fine settimana al Sachsenring - con le prove libere di oggi che hanno inchiodato Valentino nelle ultime posizioni in griglia (complice anche una caduta nelle FP2) - e quello del prossimo weekend ad Assen, su una pista che ha regalato tante gioie al Dottore, tra cui l'ultima vittoria quattro anni fa, il 25 giugno 2017. Quanto sarebbe bello farcela ancora, su quel tracciato che più volte l'ha consegnato alla leggenda? Sarebbe un bell'elemento per decidere se chiudere in bellezza o continuare, ma allo stato attuale delle cose sembra più una romanticheria, sebbene Rossi non sia diventato un brocco improvvisamente a 42 anni, anzi. Il problema è che manca quel feeling che ha avuto con tante sue moto in passato, specie con tante versioni vecchie della Yamaha M1 che sella in questa stagione. Lo ritrovasse anche solo per una gara, avrebbe tutto per farcela: esperienza, velocità, fantasia, malizia, tecnica.

 Valentino Rossi (Ferrari 488 GT3 - Monster VR46 Kessel), 12 ore del Golfo 2019

COME MIKE In ogni caso, le due gare di questo giugno diventano il crocevia della sua intera carriera. Tra una decina di giorni Rossi potrà staccare e riflettere, su cosa vuole fare da grande. Un futuro in MotoGP ce l'ha già costruito, come dirigente del suo team VR46 che il prossimo anno debutterà nel Mondiale, probabilmente con Ducati, ma in queste ore si sta facendo avanti anche l'ipotesi che il Dottore possa fare quel salto che oltre 15 anni fa stava per fare in altri ambiti, ossia dalle due alle quattro ruote. Allora si parlava addirittura di un posto con la Ferrari in Formula 1, oggi la marca è sempre la stessa, ma cambia la categoria, l'Endurance, dove si è già costruito una discreta esperienza nel GT con il team Kessel. Potrebbe essere questo il futuro del Dottore, d'altra parte un certo Mike ''the Bike'' Hailwood ha lasciato a metà un'impresa epica, vincendo i suoi bei mondiali nelle moto e salendo due volte sul podio della 24 ore di Le Mans senza vincerla, chissà che Rossi non possa avere nuovi obiettivi da raggiungere a breve.


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