Pubblicato il 14/09/20

AL VERTICE DELLO SPORT Il 2021? Sarà a tutti gli effetti l’anno di Alpine. A margine di un’annata molto difficile che vede varie case automobilistiche ridimensionare o abbandonare i propri programmi corsaioli, non soltanto il brand premium sportivo del gruppo Renault ufficializza l’esordio in Formula 1 con un testimonial d’eccezione come il rientrante Fernando Alonso, ma conferma di essere ai nastri di partenza del prossimo campionato mondiale endurance, a competere per la vittoria assoluta nella classe regina. La direzione tracciata dal nuovo Ceo del gruppo, Luca De Meo, è chiara: portare l’iconico marchio transalpino al vertice del motorsport, con un impegno sia in LMP1 che in F1 – e ovviamente nei rally e nel GT, habitat naturali per il gioiellino A110 – di fatto senza precedenti nella storia recente delle corse.

F1, GP Italia 2020: il CEO della Renault Luca De Meo

L’ANNUNCIO Dopo l’annuncio di domenica scorsa a Monza circa il rebranding del team di Formula 1, Alpine ha comunicato ufficialmente oggi la notizia (già circolata nel weekend) del passaggio dalla categoria LMP2 del Wec alla classe regina. Il che comporterà per il solo 2021 un incremento degli sforzi economici e sportivi per un marchio che ha già conquistato nella categoria cadetta ben tre delle ultime quattro edizioni della 24 Ore di Le Mans (2016, 2018 e 2019) oltre che due campionati del mondo endurance. Insomma, il salto di classe è considerato evoluzione naturale dell’impegno degli ultimi anni, che porterà Alpine a battagliare (tra gli altri) con lo squadrone Toyota per il successo assoluto a Le Mans e nel mondiale.

24 Ore di Le Mans 2019, André Negrao al volante della sua Alpine A470

PARTNERSHIP Tanti cambiamenti per il neonato Alpine Endurance Team, che per il momento conferma l’impegno nel Wec solo per il 2021 in attesa di svelare i progetti per gli anni successivi, quando sarà necessario il passaggio a una Hypercar o a una LMDH – scelta al momento considerata come la più probabile – sulla base dei nuovi regolamenti approvati da Fia e Aco. Quella che non cambierà sarà però la gestione del team, che continuerà a essere affidata al vincente team Signatech di Philippe Sinault, insieme al quale la casa francese ha raccolto i successi negli scorsi anni e con cui spera di centrare il poker a Le Mans la prossima settimana. Il programma LMP1, che dovrebbe cominciare già con i primi test in novembre una volta terminata la stagione Wec 2019-2020, sarà poi anche seguito dalla pay-tv francese Canal+, che documenterà passo dopo passo l'esordio del team tra i “grandi” delle gare di durata.

Fernando Alonso riceve in regalo una Alpine A110

MACCHINA E PILOTI Se sono ancora da annunciare i piloti per la prossima stagione – il management vuole prendersi tutto il tempo necessario per valutare le migliori alternative, considerando anche che in LMP1 non ci sono le limitazioni che impongono l’ingaggio di un “Silver” a fianco dei più esperti e performanti categorizzati come “Gold” e “Platinum” (qui la nostra intervista al campione del mondo LMP2 2018-2019, André Negrao) – certa è la scelta del telaio Oreca che in questa stagione è stato utilizzato dal team svizzero Rebellion Racing, che abbasserà le saracinesche a fine 2020. Il telaio e il powertrain Gibson saranno poi ulteriormente sviluppati da Alpine e Signatech sulla base delle regole Wec 2021, anche con la possibilità di beneficiare delle infrastrutture e del know-how del team di Formula 1. E chissà che, sempre dalla F1, in ottica 24 Ore di Le Mans non possa arrivare anche una mano da un certo Fernando Alonso, che a La Sarthe ha vinto nel 2018 e nel 2019: per il momento è solo una suggestione, ma è chiaro che la presenza dell’asturiano nella grande Classica endurance sarebbe la ciliegina sulla torta di un programma sportivo decisamente ambizioso…


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