Autore:
Salvo Sardina

DUBBIO 2020 Il sogno della Triple Crown del motorsport è – per il momento – tristemente svanito. L’impresa eroica della piccola Juncos Racing di Kyle Kaiser ha di fatto messo fine alle speranze di Fernando Alonso di entrare nella storia aggiungendo la vittoria della Indy500 a quelle del Gran Premio di Monaco F1 e della 24 Ore di Le Mans. Al contrario delle attese, invece, l’asturiano non è neppure riuscito a prendere il via alla sua seconda edizione della 500 Miglia, palesando in maniera chiara tutti gli errori compiuti dalla McLaren nella preparazione – decisamente approssimativa – di una gara complicatissima come quella che si corre nel catino di Indianapolis. Svanito questo grande obiettivo, quali saranno i prossimi passi del bicampione di Oviedo? In quali competizioni gareggerà nel 2020 il trentasettenne spagnolo?

FUTURO Quel che è certo è che Alonso fra una decina di giorni correrà un’altra delle grandi classiche del motorsport, la 24 Ore di Le Mans già vinta nell’edizione 2018. Un appuntamento, quello del prossimo 14 e 15 giugno, decisamente importante se non altro perché il campione iberico si giocherà con la sua Toyota TS050 Hybrid (anche) la vittoria nel Wec. E poi? L’addio al mondiale endurance è stato già confermato e, anche se in assenza di annunci ufficiali, alla luce del test effettuato qualche settimana fa con la Toyota Hilux, sembra ormai scontata la partecipazione di Fernando alla prossima edizione della Dakar. Tutto il resto, però, resta ancora avvolto da un alone di dubbio.

TRA F1 E INDY In concomitanza con i test F1 in Bahrain, l’asturiano aveva mostrato di sentire ancora il fascino della massima serie confidando di essere disponibile a un ritorno in caso di chiamata da parte di un top team. E se in precedenza il due volte campione del mondo aveva lasciato intuire la volontà di partecipare a tempo pieno alla stagione IndyCar, adesso arriva una chiusura nei confronti del circus americano: “Se farò ancora la Indy500, allora l’approccio sarà ancora quello dell’evento singolo. Al momento, correre l’intero campionato sarebbe un impegno troppo gravoso. Non sarebbe neppure utile correre le prime quattro o cinque gare del campionato, perché la 500 Miglia è la prima del calendario su un ovale… Questo vuol dire che non ci sono altre occasioni per prepararsi al meglio”.

NIENTE MCLAREN? Fernando non ha mancato però di muovere una velata critica alla McLaren, vera grande responsabile del fallimento del progetto Indy 2019: “Se vai a Indianapolis, devi essere uno dei contendenti alla vittoria, non un turista. Vedremo in futuro quali altre possibilità ci saranno per tornare ma, se lo farò, sarà prendendo in considerazione tutte le opportunità che si presenteranno. Scegliendo infine quella più competitiva”. Parole che suonano quasi come un comprensibile addio a un team che, dal 2015 a oggi, non ha regalato grosse soddisfazioni ad Alonso. La risposta del Ceo, Zak Brown, non si è però fatta attendere: “Non abbiamo scelto di correre a Indianapolis per Fernando anche se sarebbe stata una storia fantastica vincere con lui, visto che abbiamo già vinto insieme a Monte Carlo. Chissà, magari in futuro correremo insieme la 24 Ore di Le Mans, ma sicuramente la McLaren esiste da molto tempo e continuerà a esistere anche dopo il ritiro di Alonso. La sua presenza non è determinante per la nostra decisione se tornare o meno alla Indy500”.


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