Autore:
Salvo Sardina

DA INDIANAPOLIS A DAKAR Probabilmente non è ancora venuta in mente a nessuno con tutte le rotelle al proprio posto, l’idea di organizzare un logisticamente improbabile rally raid da Indianapolis a Dakar. Eppure Fernando Alonso, in qualche modo sembra intenzionato a provarci. Il campione asturiano, due volte iridato Formula 1, sarà infatti al volante di una Dallara DW12 nella prossima edizione della 500 Miglia di Indianapolis sognando una vittoria che gli regalerebbe la tanto agognata Triple Crown del motorsport. Ma, in attesa del prossimo 26 maggio – data necessariamente evidenziata in rosso sul calendario di tutti i veri appassionati – Fernando si è dilettato in Sudafrica al volante della Toyota Hilux che ha trionfato nell’ultima edizione della Dakar, il rally raid più famoso al mondo.

ECLETTICITA’ Certo, non c’è ancora niente di ufficiale. E, a conti fatti, quella effettuata con Toyota – brand per il quale Alonso corre anche a Le Mans – altro non è se non un test di carattere fondamentalmente promozionale. Ma è anche vero che il campione di Oviedo non è certo estraneo a questi salti di categoria in categoria, dall’ovale di Indy a Le Mans, dalle liscissime piste di Formula 1 alle dune desertiche dei rally raid. Insomma, tanto per citare le parole del suo amico Carlos Sainz Sr. (che oggi è pilota della Mini Dakar) alla radio spagnola Cadena Ser: “Fernando si trova adesso in una fase della carriera in cui si sente aperto per ogni sfida. E quella di Dakar è una sfida pazzesca”.

TEST A scortare Alonso nel suo primo approccio con la Toyota Hilux che nel 2019 ha regalato il successo allo specialista Nasser Al-Attiyah, c’era un altro vincitore della Dakar: Giniel De Villiers, trionfatore nell’edizione 2009. “Ho provato diverse categorie e molte auto negli ultimi due anni – ha spiegato Fernando all’indomani del test – e sono felice di avere avuto ancora un’altra opportunità di provare qualcosa di molto diverso rispetto a quello che sono stato sempre abituato a guidare. È stato divertente, diverso ma allo stesso tempo molto interessante. Le dune sono molto difficili da leggere, è complicato capire l’altezza e quanto velocemente puoi affrontarle. La macchina però si comporta bene, c’è un buon grip e un bel bilanciamento, potenza dal motore e dai freni. Tutto sembra davvero incredibile. Sono solo i primi passi con questa vettura, ma mi sono subito trovato a mio agio, di sicuro più di quanto non mi sarei aspettato nonostante il grande calore all’interno dell’abitacolo”.

BELLO PER LO SPORT Alonso, insomma, è carico e si diverte. E nessuno probabilmente si stupirebbe se un po’ più in avanti annunciasse la partecipazione alla Dakar 2020 con Toyota. “Se Fernando dovesse venire da noi – ha spiegato il boss Toyota Dakar, Glyn Hall, al quotidiano iberico Marcasono sicuro che potremmo fare un gran bel lavoro per lui. Sarebbe bello per il nostro team, bello per il nostro sport e, in generale, per tutto il movimento. E lui sicuramente si potrebbe godere la sfida. La Dakar è una competizione incredibilmente difficile, ma sappiamo dalla Formula 1 che lui è un gran lottatore”.


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