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Salvo Sardina

ARRIVEDERCI INDY Doveva essere la gara più importante dell’anno e, perché no, forse di una carriera intera. E invece la 500 Miglia di Indianapolis di Fernando Alonso è finita ancora prima di cominciare. 34esima la posizione che l’asturiano ha conquistato in griglia di partenza al termine delle qualifiche e del successivo ripescaggio. Peccato, però, che nella Indy500 i posti disponibili siano “solo” 33 e che, dunque, il tentativo di assalto alla Triple Crown del motorsport dovrà essere come minimo rimandato di almeno un anno.

ALONSO NO, KAISER SÌ L’eliminazione del due volte campione del mondo coincide oltretutto con una storia di sport che ha quasi dell’incredibile. Ed è quella della “piccola” Juncos Racing portata in pista da Kyle Kaiser: senza sponsor né (evidentemente) soldi, la vettura del ventitreenne californiano era finita rovinosamente contro il muro nel corso delle prove libere. E i meccanici avevano dovuto fare gli straordinari per rimetterla in pista in tempo per le qualifiche. Ed è stato proprio Kaiser, ultimissimo a effettuare il proprio tentativo di ripescaggio, a mettere fine alle speranze di un Alonso fino a quel momento ancora aggrappato alla trentatreesima posizione.

PROCESSO MCLAREN Sul web ovviamente non si parla d’altro. La nuova sconfitta di Golia per mano del Davide di turno ha scatenato l’inevitabile processo nei confronti della McLaren. Molto competitiva con il supporto del Team Andretti nel 2017, praticamente mai in corsa per le posizioni di vertice in questa avventura solitaria in cui l’unica alleanza è stata quella siglata con il team inglese Carlin Racing, che si è visto eliminare ben due vetture su tre (esclusa quella di Fernando): l’unico a qualificarsi è stato l’espertissimo Charlie Kimball, mentre per l’ex Formula 1 Max Chilton e per Patricio O’Ward il destino è stato lo stesso di Alonso. Insomma, ci si interroga sull’ennesima scelta sbagliata del management di Woking, che evidentemente si è appoggiato a un team non all’altezza delle aspettative degli sponsor, nonché dei proclami di Triple Crown.

PAGENAUD FESTEGGIA Dopo il Bump Day, una sorta di ripescaggio per determinare gli ultimi tre accessi in griglia, è stata la volta della Fast 9. E, cioè, la qualifica dei nove piloti più veloci del sabato. A spuntarla è stato Simon Pagenaud, campione IndyCar 2016 e autore della pole position con una media di 229.992 miglia orarie (circa 370 km/h). Il francese sarà seguito in griglia da Ed Carpenter, Spencer Pigot (il più rapido in Q1) e Ed Jones. Poi il rookie Colton Herta e il vincitore della scorsa edizione Will Power. La bandiera verde sulla Indy500 sventolerà nel tardo pomeriggio italiano di domenica 26 maggio. In Italia la gara sarà trasmessa in diretta streaming online su Dazn.  


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