Autore:
Marco Borgo
Pubblicato il 29/12/2019 ore 18:00

RITORNO A LE MANS Il marchio francese ha annunciato nelle scorse settimane il proprio ritorno nelle gare di durata del FIA World Endurance Championship ed alla 24 ore di Le Mans. Questo avverrà a partire dalla stagione 2022-23 e andrà a ravvivare una classe che ora vede nella co-esistenza di due vetture di prestazioni e concezione diverse (LMP1 ibride e convenzionali), una penuria di concorrenti e, di riflesso, di azione in pista.

PASSATO VINCENTE La Peugeot ritorna a competere su di un terreno che l’ha vista nel passato cogliere importanti vittorie nei due periodi in cui ha militato nell’endurance targato Le Mans. Sotto la guida di Jean Todt le vetture francesi gareggiarono sul circuito della Loira dalla stagione 1991 al 1993. In questo periodo il modello 905 spinto da un motore V10 vinse fin dalla prima gara stagionale del 1991 a Suzuka. Dopo aver ceduto alla Jaguar, la squadra francese mette le mani sul titolo la stagione successiva con cinque vittorie su sei gare ed un centro a Le Mans ad opera di Derek Warwik, Yannick Dalmas e Mark Blundell, prestazione ripetuta un anno più tardi monopolizzando i tre gradini del podio.

La Peugeot 908 impegnata nella 24 Ore di Le Mans 2011

L'EPOCA DIESEL A questa breve esperienza, peraltro con nove vittorie su diciassette gare, ha fatto seguito un impegno in Formula 1 da parte di Peugeot che non ha riproposto gli stessi successi. Nel 2007, quindi, il ritorno all’endurance con cinque stagioni cariche di trionfi. Nel 2009 il primo centro a Le Mans con il motore diesel battendo la nuova rivale Audi. Dopo aver contribuito a rilanciare l’endurance appoggiando il rilancio di una nuova serie mondiale patrocinata dalla FIA (il WEC, ndr) la Peugeot si fermerà nuovamente all’alba del nascente mondiale endurance nel 2012 per far ritorno una decina di anni dopo con le nuove ‘Hypercar’. La casa francese ha scelto in Rebellion un partner importante per la sua nuova avventura e, se l’accordo dovesse essere raggiunto, anche Oreca sarà della partita. I tre fattori comporranno un pacchetto che sarà garanzia di nuovi successi.

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REBELLION La squadra svizzera ha corso finora schierando le vetture per conto proprio correndo, sia in Europa che nell’endurance mondiale senza lesinare qualche puntatina in America. Sarebbe dunque la prima volta che la squadra transalpina si trova a gestire le vetture di un marchio in forma ufficiale. Da tempo in LMP1, sempre nella classe non-ibrida, la squadra di Alexandre Pesci ha corso nel 2017 in classe LMP2, anno di transizione tra i due modelli di vetture progettate con il supporto di Oreca che hanno fatto seguito ai prototipi costruiti dall’ormai scomparsa LOLA fino al 2013.

L'ORECA LMP2 impegnata nel campionato IMSA

ORECA Il marchio francese altro non è che la vecchia squadra corse di Hugues De Chaunac che, acquisite le strutture e le attrezzature della Courage Competition, diventa un costruttore di riferimento per i prototipi destinati alle gare endurance. L’esordio avviene nel 2009 con due LMP1 alle quali affianca le vetture prodotte per il monomarca ‘Formula Le Mans’ (sorta di piccole LMP2, ndr). De Chaunac trova subito terreno fertile per la sua azienda nel campo delle LMP2 dove negli anni successivi continua ad essere incluso tra i costruttori ammessi a produrre le vetture destinate ai team privati, mentre le varianti delle stesse vengono adottate anche dall’Acura nell’IMSA e in versione LMP1 dal team Rebellion a cui fornisce il proprio supporto tecnico. Parallelamente ha gestito le operazioni in pista fin dall’inizio dell’avventura della Toyota a Le Mans nel 2012. Dopo la fase progettuale potrebbe quindi essere delegata in toto all’Oreca la costruzione della vettura che dal 2022 correrà con i colori Peugeot.


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