Pubblicato il 02/03/2020 ore 14:25

L'EREDITA' DI BARCELLONA Archiviati i test invernali, il mondo della F1 guarda avanti, verso l'atteso debutto della stagione 2020 in programma a Melbourne. Come sempre, le prove invernali ci lasciano in eredità alcuni argomenti che stanno monopolizzando le discussioni tra appassionati e addetti ai lavori in questo periodo dell'anno. Dopo tre giorni al Circuit de Catalunya, passiamo in rassegna i temi più discussi in sala stampa nelle ultime giornate di pre-stagione.

  • DIFFICILE STILARE UN RANKING

Come sempre, interpretare quanto si è visto in pista e stilare una classifica delle forze in campo al termine dei test è un esercizio difficile e spesso utile più che altro ad attirare click in questo periodo dell'anno. Le varie analisi di tempi, velocità, settori e microsettori per quanto accurate hanno sempre valore limitato, in quanto ciò che si vede in pista è condizionato dai carichi di benzina, dalle gomme utilizzate, dai giri del motore e da qualsiasi altra cosa i team utilizzino per nascondere il reale potenziale o per mettersi in evidenza celando le difficoltà. Se la Mercedes rimane chiaramente la macchina da battere, cosa dire della Ferrari? Il team di Maranello è l'unico, assieme all'Alpha Tauri/Toro Rosso, ad aver peggiorato la prestazione rispetto ai test 2019, però nell'ultimo giorno Charles Leclerc ha completato una simulazione gara veramente molto convincente. E la Red Bull? Come da tradizione impegnata in un lavoro diverso dalle altre scuderie, ha mostrato lampi di un potenziale davvero impressionante. E poi c'è il resto dello schieramento che, con la ritrovata competitività di una sorprendente Williams, è ancora più ravvicinato. La Racing Point si candida al ruolo di quarta forza, ma la McLaren non sembra aver perso lo smalto dell'anno passato e la Renault è apparsa meno arrendevole di quanto lasciavano intendere le dichiarazioni invernali. Meno convincenti appaiono per ora Haas e Alfa Romeo, ma per un'idea chiara dei valori in pista ci risentiamo a primavera inoltrata...

  • NON È TUTTO ARGENTO QUELLO CHE LUCCICA

La Mercedes ha ottenuto il miglior tempo dei test invernali, ha percorso più giri di tutti e ha stupìto con l'introduzione del sistema DAS. Insomma, le Frecce d'Argento sono le consuete macchine da guerra e ancora una volta partono con i favori del pronostico. Non tutto è filato liscio però: la power-unit ha dato preoccupanti segni di fragilità, costringendo allo stop in pista sia Valtteri Bottas sia Lewis Hamilton. Il finlandese, nel corso della prima settimana, è stato appiedato da un problema elettrico mentre l'inglese, nei secondi tre giorni, ha dovuto interrompere la sua simulazione di gara per un'anomalia al sistema di lubrificazione. A ciò si aggiungono le lamentele provenienti dalla Williams, scuderia che utilizza lo stesso motore, e che ha registrato ben tre problemi al propulsore nel corso dei sei giorni di prove a Barcellona. Insomma, un campanello d'allarme che non farà dormire sonni sereni ai tecnici di Brixworth, località dove vengono costruite le power-unit Mercedes.

F1 Testing: la Mercedes W11 di Lewis Hamilton rientra ai box dopo lo stop in pista

  • RACING PAINT

La Mercedes W10 del 2019 colorata di rosa, come maliziosamente viene descritta la RP20, è stato il caso più discusso di queste settimane. La Racing Point ha giocato con il regolamento, presentando una monoposto che pare un'autentica fotocopia di quella campione del mondo l'anno passato, ma in assenza di prove concrete su un passaggio di progetti tra le due parti il team di Lawrence Stroll non corre alcun rischio. In una stagione in cui le vetture sono tutte degli sviluppi di quelle del 2019, e con un piano di crescita molto breve a causa della rivoluzione regolamentare del 2021 alle porte, l'idea della Racing Point potrebbe pagare dividendi molto alti, specie nelle prime gare dell'anno (se si disputeranno...). Anche Alpha Tauri, con Red Bull, e soprattutto Haas, con Ferrari, hanno molto di monoposto viste in azione l'anno passato, ma nel caso della RP20 la pratica è stata estremizzata. E così, come avviene invece a norma di regolamento nella MotoGP, potremmo avere un team ''clienti'' che in alcune situazioni potrebbe accorciare di molto la distanza enorme che negli ultimi anni ha separato i top team dal resto del gruppo. Le prestazioni viste nei test lasciano intendere che la Mercedes rosa possa tranquillamente ambire al ruolo di quarta forza, peraltro spesso interpretato nel recente passato dalla sua antenata Force India.

F1 Testing 2020: la Racing Point RP20 nel box

  • L'INCOGNITA CORONAVIRUS

Anche il dorato mondo della F1, che spesso da fuori sembra vivere in una propria bolla isolato da tutto ciò che accade al di fuori, si trova a dover fare i conti con l'emergenza sanitaria legata al coronavirus. In una Barcellona in cui tutto sommato la vita scorreva senza gli estremismi che stiamo vedendo in Italia, sebbene proprio alla vigilia della seconda settimana di test si siano registrati i primi casi di Covid-19 nella zona, faceva specie vedere team e vertici della F1 preoccupati per quello che sarà il futuro del campionato. Il motivo è semplice: il destino dei primi gran premi stagionali, per una volta, non dipende dai protagonisti del Circus. Saranno i governi delle nazioni ospitanti ad avere l'ultima parola e, dopo la Cina, anche le tappe del Bahrain e del Vietnam sono al momento fortemente in dubbio. Maggiori aperture arrivano dall'Australia anche perché, con una decina di giorni a disposizione, le squadre si stanno preparando per imbarcarsi verso Melbourne e per le loro abitudini logistiche essere ancora privi di certezze a due settimane dall'inizio del campionato è una cosa inconcepibile. Non stupitevi se arriveremo al debutto in Europa previsto con il GP Olanda di inizio maggio con un solo gran premio alle spalle, una situazione che potrebbe non dispiacere a chi è rientrato dai test di Barcellona con tanto lavoro da fare.

  • IL PASTICCIACCIO BRUTTO FIA-FERRARI

Ultimo ma non ultimo, esattamente come avvenuto nella realtà, trattiamo il misterioso accordo raggiunto tra la FIA e la Ferrari. Il fumoso comunicato emesso dalla Federazione nel tardo pomeriggio di venerdì - con i test agli sgoccioli, i team già intenti a smontare le attrezzature e gli incontri con la stampa terminati - ha lasciato spiazzata tutta la sala stampa di Barcellona. L'impressione generale è quella di un goffo tentativo di chiudere un argomento, quello delle indagini sulla power-unit Ferrari, che probabilmente nasconde al suo interno più di una pratica decisamente borderline, se non oltre. L'interpretazione che va per la maggiore è che il team di Maranello possa esserne uscito vincitore, non avendo ricevuto penalizzazioni, squalifiche o altre sanzioni avverse, pur avendo giocato molto con le zone grigie del regolamento. Allo stesso tempo, non sembra esclusa l'ipotesi che i dubbi degli avversari siano stati alimentati da azioni di spionaggio degne della celeberrima spy-story del 2007 tra Ferrari e McLaren, come racconta Giorgio Terruzzi sulle pagine del Corriere della Sera. Insomma, sospetti e trame oscure continuano a circolare nel paddock.


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