Autore:
Federico Sardo

LE PROTESTE AL SALONE DI FRANCOFORTE Un nutrito gruppo di attivisti eco ha bloccato l'ingresso principale al Salone di Francoforte nel giorno della sua apertura al pubblico. Diverse centinaia di militanti si sono riuniti indossando una tuta bianca e mascherine anti smog per protestare contro il ruolo dell'industria automobilistica per quanto riguarda l'inquinamento del nostro pianeta.

TINA VELO Il principale dei molti gruppi di attivisti che hanno organizzato questa protesta è Sand im Getriebe, che significa "sabbia negli ingranaggi". La sua portavoce è Tina Velo (pseudonimo utilizzato per evitare rischi alla propria incolumità), che ha definito le principali case automobilistiche "assasini climatici" e il trasporto automobilistico come qualcosa di superato. Poca simpatia anche per l'elettrificazione, che il gruppo interpreta come un fenomeno soltanto di facciata. Recentemente Velo ha anche partecipato a un dibattito organizzato dal quotidiano berlinese Tagesspiegel con il CEO di Volkswagen, Herbert Diess, attaccando la "falsa immagine verde" della Casa automobilistica.

IL BLOCCO Per quanto Velo rivendichi lo strumento della disobbedienza civile e di azioni anche fuori dalla legge per portare avanti la protesta del suo movimento, il blocco dell'ingresso del pubblico non è stato totale né violento. Le entrate laterali erano comunque accessibili, e i manifestanti fuori dall'ingresso hanno intrattenuto poliziotti e visitatori con numeri di giocoleria. Oltre a Sand im Getriebe, di questa rete di collettivi fanno parte anche Extinction Rebellion, Ende Gelände e Attac, non nuovi a proteste di questo tipo, sia nell'occasione di vari saloni automobilistici che direttamente contro aziende particolarmente inquinanti.

Salone di Francoforte, la protesta di Greenpeace

GREENPEACE Anche Greenpeace non ha mancato di protestare contro l'inquinamento messo in atto dall'industria motoristica, gonfiando un pallone nero da 1.400 metri cubi contenente l'equivalente di 2,5 tonnellate di CO2. “I Suv venduti nei primi sette mesi in Germania hanno raggiunto la stessa quantità di emissioni ancora prima di aver percorso 30 metri”, ha dichiarato un portavoce del movimento, sostenendo che il  9% delle emissioni globali di CO2 sarebbe generato dai principali 12 costruttori mondiali di automobili.

 

 


TAGS: salone di francoforte 2019 francoforte 2019 proteste iaa 2019 tina velo