Pubblicato il 31/03/20

DIVERTIAMOCI CON LE BANDIERE Sono utilizzate sin dagli albori delle corse per comunicare informazioni ai piloti, ma vengono usate anche adesso che siamo nell’epoca del collegamento radio praticamente ininterrotto tra abitacolo e muretto, sia in versione tradizionale sia in formato digitale, sui pannelli luminosi disseminati lungo la pista e con i led sul volante-computer. Stiamo parlando delle bandiere di gara, da sempre quasi un sinonimo di competizione automobilistica. Quella a scacchi, ad esempio, è praticamente uno dei paradigmi del motorsport, talmente emblematica da essere ormai entrata nel linguaggio comune: così, l’espressione “vedere la bandiera a scacchi” è utilizzata nei discorsi di tutti i giorni per indicare la volontà o l’obiettivo di portare qualcosa a compimento. In totale, le bandiere in Formula 1 sono dieci, anche se quelle usate praticamente in ogni sessione ufficiale sono giusto la metà. La Fia ne regolamenta addirittura la dimensione, imponendo una grandezza di 60x80 centimetri, ad eccezione di quella a scacchi che può essere anche più grande, fino a 80x100. E allora… Divertiamoci con le bandiere del motorsport per conoscerne il significato, anche se (utile dirlo subito) stavolta non ci sarà nessuno Sheldon Cooper a illustrarcele con il suo esilarante linguaggio nerd. Pronti?

BANDIERA A SCACCHI

Non ha bisogno di grandi presentazioni, la bandiera a scacchi. Come detto, si tratta di un simbolo ormai entrato nell’immaginario collettivo, al punto da meritare addirittura una emoji apposita sui nostri smartphone. La bandiera a scacchi è quella che viene sventolata al traguardo di ogni gara e che decreta, quindi, la fine della corsa: transitare sotto o davanti a una bandiera a scacchi implica universalmente che il gran premio si è concluso. Anche quando… non si è concluso affatto: nel Gp del Canada 2018 e poi anche in quello del Giappone 2019, tanto per citare i due casi più recenti, la bandiera a scacchi è stata infatti sventolata per errore con un giro di anticipo rispetto a quanto inizialmente previsto. Il risultato? A riprova del fatto che la bandiera “fisica” vince su tutto (pannelli luminosi e comunicazioni radio comprese) in entrambi i casi la gara è terminata in concomitanza con lo sventolio, nonostante la maggior parte dei piloti fossero stati avvisati via radio dell’errore.

La bandiera a scacchi in Formula 1

I perché della bandiera a scacchi: storia di un simbolo iconico.

Ma perché la bandiera a scacchi è… a scacchi? Inizialmente per decretare inizio e fine delle competizioni si utilizzava la bandiera del Paese ospitante: la Union Jack per la Gran Bretagna, il tricolore per l’Italia e così via. Il primo Gran Premio di Monte Carlo del 1929 ha però subito posto un grosso dubbio, perché la bandiera del Principato, bianca e rossa, rischiava di confondersi con altre bandiere usate in gara per segnalare situazioni di pericolo (che vedremo più avanti). Così, il fondatore dell’Automobile Club del Principato di Monaco, Antony Noghes – che aveva fortemente voluto organizzare il Gp sulle stradine monegasche e alla cui memoria è intitolata l’ultima curva del leggendario circuito cittadino – pensò, da grande appassionato del gioco degli scacchi, di sostituire la bandiera del Principato con quella a quadretti bianchi e neri. Un simbolo inconfondibile presto adottato anche da tutti gli altri circuiti.

BANDIERA GIALLA

La bandiera gialla è utilizzata per indicare una situazione di pericolo generico che non richiede l’interruzione della corsa. Il regime di bandiera gialla consente dunque di continuare a gareggiare, anche se vieta il compimento di manovre di sorpasso. I piloti devono obbligatoriamente rallentare ed essere pronti eventualmente anche a cambiare traiettoria rispetto a quella utilizzata in condizioni normali. La bandiera gialla può essere fissa – e cioè esposta senza movimento da parte del commissario – nel caso in cui ci sia un ostacolo sul percorso o può anche essere sventolata in caso di incidente in cui si richiede un più alto livello di allerta. Ancora più grave è l’entità del pericolo nel caso in cui ogni singolo marshal sventoli due bandiere: in caso di doppia bandiera gialla, il pilota non deve soltanto rallentare ma deve farlo in maniera decisa ed essere pronto addirittura a fermarsi per evitare il pericolo.

Una bandiera gialla sventolata in Formula 1

Safety Car, Virtual Safety Car, Full Course Yellow e Slow Zone: i tanti modi per neutralizzare una gara.

Se accompagnata dal cartello SC, la bandiera gialla implica la presenza in pista della Safety Car a ricompattare il gruppo. La bandiera può anche essere affiancata in Formula 1 da un cartello con le lettere VSC mentre, in altre categorie, è possibile trovare le lettere FCY o SZ. Nel primo caso (VSC) si indica l’attivazione del regime di Virtual Safety Car che impone alle monoposto di girare a bassa velocità senza oltrepassare un tempo limite minimo imposto da pista a pista e controllato dai piloti con un “delta time” sul volante. Le lettere FCY o SZ stanno per Full Course Yellow o Slow Zone e impongono di percorrere l’intero giro (nel caso di FCY) o un singolo tratto di pista (nel caso di SZ) con il limitatore di velocità inserito. Si tratta di strumenti simili che servono a neutralizzare una gara in situazione di pericolo, senza però annullare i distacchi come avviene nel caso dell’ingresso fisico della macchina di sicurezza.

Bandiera gialla con cartello Full Course Yellow in una gara del Wec

BANDIERA ROSSA

Nel caso in cui la situazione di pericolo sia gravissima, con detriti in pista che rendano impossibile la regolare prosecuzione della sessione, o con la necessità di facilitare l’intervento dei servizi di soccorso medico, la Direzione Gara opterà per l’esposizione della bandiera rossa. Un segnale che indica inequivocabilmente la sospensione della sessione: tutti i piloti saranno obbligati a procedere molto lentamente fino a raggiungere i box per attendere nuove indicazioni dai commissari sull’eventuale ripartenza. Non sempre, però, una bandiera rossa deve farci preoccupare: se, infatti, durante la gara viene utilizzata solo in caso di gravi incidenti o di condizioni meteo che rendano impossibile la prosecuzione della corsa, nelle prove libere o nelle qualifiche, è molto più facile vederla sventolare. I commissari possono esporla anche per un semplice guasto tecnico di una delle macchine in pista, al fine di spingere l’Ufficiale di gara (per ragioni di sicurezza e per velocizzare le attività dei commissari) a interrompere le prove. In qualifica, peraltro, in casi del genere l’interruzione è addirittura imposta dal regolamento in modo da non pregiudicare lo spettacolo, bloccando il timer e dando la possibilità ai concorrenti di tornare in pista senza “sprecare” neanche un secondo della sessione.

Un commissario sventola una bandiera rossa in Formula 1

BANDIERA VERDE

Un po’ come un semaforo in ognuno dei nostri incroci, la bandiera verde indica che tutte le precedenti situazioni di pericolo sono state rimosse e che si può tornare a correre al 100%. La bandiera verde è anche sventolata all’inizio di ogni sessione per indicare alle prime macchine che scendono in pista che non sono presenti ostacoli sul percorso, o alla ripartenza dopo un regime di Safety Car o dopo una bandiera rossa.

La bandiera verde sventolata all'inizio dei test precampionato F1 2020 a Barcellona

BANDIERA BLU

La bandiera blu è la bandiera che viene sventolata ai piloti lenti quando, alle loro spalle, sopraggiungono colleghi più veloci. Si tratta di una bandiera che vediamo spesso in gara quando i leader raggiungono e doppiano le macchine in coda al gruppo che, una volta ricevuta la bandiera blu – sventolata dai commissari ma oggi soprattutto indicata da led luminosi sul volante – devono lasciar strada in sicurezza e nel minor tempo possibile. La bandiera blu può anche essere utilizzata in qualifica o nelle prove libere per indicare a chi è appena uscito dai box di lasciar passare le auto impegnate in un giro cronometrato.  

Una bandiera blu sventolata sulla pista di Monte Carlo

BANDIERA BIANCA

Anche la bandiera bianca indica una situazione di pericolo, in maniera molto simile ma leggermente diversa a quanto accade con la bandiera gialla semplice. Nelle gare europee, infatti, la bandiera bianca avvisa circa la presenza di un’auto che procede lentamente sul percorso, in seguito a un incidente o per problema tecnico. I piloti che sopraggiungono devono prestare dunque particolare attenzione a un potenziale ostacolo in movimento (se la macchina fosse ferma ci sarebbe invece la bandiera gialla). Nelle gare americane, come la IndyCar o la Nascar, invece, la bandiera bianca – sventolata solo sul traguardo – indica che è in corso l’ultimo giro.

BANDIERA NERA

È la bandiera che nessun pilota vorrebbe mai vedersi sventolata davanti: la bandiera nera, spesso accompagnata da un cartello con il numero della macchina a cui è riferita, indica infatti la squalifica dalla sessione. Ben più frequente in passato, adesso è un simbolo rarissimo visto che le squalifiche vengono decise in… tribunale o in seguito alle verifiche tecniche di fine gara. In passato spesso veniva esposta a chi riceveva una penalità (di solito uno Stop & Go) e non si fermava ai box per scontarla entro i canonici tre giri di tempo ma oggi, con le sofisticate comunicazioni radio tra muretto e pilota, è diventata una vera rarità.

Bandiera nera sventolata a Michael Schumacher nel Gp di Gran Bretagna 1995

BANDIERA BIANCA E NERA

Anche la bandiera bianca e nera – la divisione tra i due colori è con una linea diagonale che parte dall’angolo in basso a sinistra per arrivare a quello in alto a destra – come la bandiera nera indica un provvedimento disciplinare a carico di chi la riceve. Si tratta però di un provvedimento blando e, più precisamente, di un avviso che, in caso di reiterato comportamento scorretto, ci sarà una vera e propria sanzione (o addirittura una squalifica dalla gara). In sostanza, una sorta di ammonizione che però, sul momento, non produce altre conseguenze dirette. Ben nota ai videogiocatori impegnati magari in qualche taglio illecito della pista, nella realtà la bandiera bianca e nera viene utilizzata raramente. L’ultima volta che ne abbiamo parlato è però molto recente: nel Gp d’Italia 2019 fu esposta (virtualmente) al ferrarista Charles Leclerc, poi vincitore della gara, reo di essersi difeso un po’ con troppa foga nei confronti di un attacco di Lewis Hamilton alla Variante della Roggia. In quel caso, la Direzione gara ravvisò il comportamento non proprio ortodosso del pilota monegasco, pur ritenendo che non ci fossero gli estremi per una sanzione diretta.

BANDIERA NERA E ARANCIONE

Ancora più raro è vedere una bandiera nera con un cerchio arancione al centro. Si tratta di una bandiera esposta nei confronti di quelle auto, indicate da un cartello con il numero di gara, che stanno creando una situazione di pericolo in pista, in seguito a un incidente o per motivi tecnici (ad esempio, una perdita di olio o altri liquidi). La bandiera nera e arancione impone a chi la riceve di fermarsi immediatamente ai box, pena la squalifica dall’evento. Si tratta però, come dicevamo, di comunicazioni che avvengono più che altro via radio tra il Direttore di gara e il muretto che gestisce la macchina danneggiata. Oggi la bandiera sarebbe utilizzata solo nel caso di problemi nel mettersi in comunicazione con il pilota in questione.

Bandiera nera con cerchio arancione utilizzata in una gara di MotoGP

BANDIERA GIALLA E ROSSA

L’ultima bandiera utilizzata in Formula 1 sarà invece molto più familiare agli appassionati di corse. La bandiera gialla e rossa a strisce verticali è usata infatti per segnalare ai piloti che la pista in quel punto è potenzialmente scivolosa. In caso di incidente in seguito al quale c’è stato uno sversamento di benzina, olio o altri liquidi, può essere accompagnata dalla bandiera gialla, altrimenti può essere esposta da sola – nei pannelli luminosi ci sarà probabilmente il simbolo delle tre gocce azzurre su fondo nero – qualora la pista iniziasse a essere scivolosa a causa dell’arrivo della pioggia. Può essere infine utilizzata anche in ripartenza dopo una Safety Car o una bandiera rossa (e quindi nonostante la bandiera verde), se i commissari ritengono che la pista possa essere ancora scivolosa dopo l’utilizzo del filler, la “polvere” utilizzata per assorbire i liquidi sull’asfalto.


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