Pubblicato il 28/02/2020 ore 16:25

APPUNTAMENTO A GINEVRA Manca ormai pochissimo all’arrivo nelle concessionarie (e sulle strade) dell’ottava generazione di Volkswagen Golf, presentata lo scorso dicembre. A pochi giorni dall’inizio del Salone di Ginevra, la casa tedesca ha presentato ufficialmente la versione sportiva della sua media più famosa e venduta, declinata secondo tre filosofie diverse: a benzina, a gasolio e ibrida plug-in. Stiamo parlando di Golf GTI, Golf GTD e Golf GTE. Tre approcci diversi, ma con un’unica filosofia di fondo: esaltare la guida sportiva e il divertimento al volante.

I nuovi fendinebbia di Golf GTI

44 ANNI DI STORIA La prima Golf GTI risale al 1976, ben 44 anni fa. Il nuovo modello è mosso da un duemila turbo a benzina a iniezione diretta da 245 CV (180 kW), che sviluppa 370 Nm di coppia. Il quattro cilindri è abbinato a un cambio manuale a sei marce, o su richiesta al DSG a doppia frizione da sette rapporti.

SEI ANNI DOPO La prima GTD è arrivata nel 1982, sei anni dopo la GTI. Il modello che debutta a Ginevra monta sotto il cofano un duemila quattro cilindri TDI da 200 CV (147 kW), capace di erogare la ragguardevole coppia di 400 Nm. Il motore chiude con due catalizzatori SCR (Selective Catalytic Reduction) che servono a ridurre le emissioni inquinanti. Di serie, Golf GTD monta il cambio a sette rapporti a doppia frizione DSG.

Volkswagen Golf GTE: visuale laterale

TECNOLOGIA PIÙ RECENTE Per questioni meramente tecnologiche tocca arrivare fino al 2014 per la prima Golf GTE ibrida plug-in. Il nuovo modello monta il 1.4 quattro cilindri turbo a benzina da 150 CV (110 kW) accoppiato a un motore elettrico da 115 CV. In modalità GTE i due motori funzionano insieme, fornendo una potenza complessiva di 245 CV, come la GTI a benzina. La batteria a ioni di litio da 13 kWh (il 50% in più di capacità rispetto al modello precedente) consente un’autonomia, in modalità solo elettrica, di quasi sessanta km. A sei marce il cambio DSG a doppia frizione. La velocità massima in EV è di 130 km/h. 

COME CAMBIANO FUORI Al netto delle differenze sotto il cofano e i piccoli dettagli estetici di ciascuna versione, le GTx di Volkswagen hanno diversi elementi esclusivi: il paraurti anteriore è molto più aggressivo di quello delle berline normali, con una presa d’aria con disegno a nido d’ape, a tutta larghezza, che integra gli inediti fendinebbia a LED. La linea che corre lungo il cofano è diversa per ciascuna motorizzazione: rossa per la GTI, blu per la GTE e argento per la GTD. Per tutte, minigonne nere e pinze dei freni rosse, a sottolineare ulteriormente - se mai ce ne fosse bisogno - il carattere sportivo delle vetture.

Interni della Golf GTI

... E DENTRO L’ABITACOLO All’interno, le Volkswagen Golf GTx introducono le stesse novità viste nella presentazione di ottobre, compreso il nuovo infotainment e il cruscotto digitale. In più, le versioni sportive hanno caratterizzazioni specifiche: il volante sportivo ha la finitura e il logo dedicato alla versione: rosso con la scritta GTI, blu con la scritta GTE, e argento con la scritta GTD. Immancabile il tessuto scozzese a quadri delle sedute, uno dei marchi di fabbrica storici della Golf GTI, con impunture diverse nei tre colori che caratterizzano le diverse versioni. I sedili sono sportivi e avvolgenti, con il poggiatesta integrato.
 


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