Pubblicato il 25/02/2020 ore 15:35

ASPARK WHAT? L'aspetto di una Batmobile, la forza detonante di un ordigno termonucleare. Ad Aspark Owl, la prima supercar made in Japan completamente elettrica, tutto si può contestare tranne che al Salone di Ginevra si presenti fuori forma fisica. Non mille cavalli, bensì il doppio: 2.012 CV di potenza, 0-100 km/h  in 1,67 secondi, insomma ecco il profilo della classica creatura che riemerge dagli abissi della tecnica per scatenare il panico su terraferma. Noi però un'osservazione, all'ennesima serie speciale a tiratura limitata (50 pezzi) che tortura batterie e pneumatici alla ricerca dei confini della fisica, la muoviamo: Aspark Owl, chi ti ha mai cercato? 

Aspark Owl, un powertrain elettrico spaziale

ELETTRO-FOLLIE Di fascino trasuda da ogni poro, così come in chiave dinamica siamo certi che il prodotto di questa società di engineering con sede a Osaka sappia il fatto suo. Non fosse altro per le sue performance classe dragster. Una potenza da fine del mondo (2012... i cavalli come l'anno delle profezie Maya), una coppia sradica-edifici di 2.000 Nm. Una velocità (scontato) superiore ai 400 km/h. Chi mai, tuttavia, sarà disposto a spendere 2,9 milioni di euro per mettersi in garare un esemplare di Aspark Owl? Un capolavoro che per quanto sopraffino in senso di design e aerodinamica, non può solleticare l'immaginazione come invece saprebbero una Bugatti, una Ferrari, una Lamborghini a emissioni zero. Espressioni di realtà industriali con un heritage da favola, sostanzialmente oggi ''costrette'' all'elettrificazione da normative sempre più severe.

Aspark Owl, 50 esemplari a 2,9 milioni di euro

FINE A SE STESSA Passi anche per Tesla Roadster, il prodotto di un brand che da startup che era una decina di anni fa, si è guadagnato un posto nell'Olimpo a suon di innovazione e di volumi significativi. Ma con la tecnologia elettrica, in tempi recenti, è tutto un fiorire di proposte inedite e dalla credibilità tutta da costruire. Alcune riusciranno nell'impresa, come a suo tempo fece Pagani nell'ambito dei motori tradizionali, ma le altre? Ginevra sarà buon termometro per giudicare quale grado di accoglienza strapperà il nostro ''Gufo'' supersonico e le altre. Un delizioso esercizio di stile e di elettromeccanica, ma che poco aggiunge alla comunità della mobilità su quattro ruote. Oggi più che mai impegnata a estrarre soluzioni sostenibili come emissioni, ma anche e soprattutto come costi alla portata delle masse.


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