Pubblicato il 19/06/20

BONUS BICICLETTE E MONOPATTINI: COME FARE PER

Oltre agli incentivi per l'automobile, ci sono anche quelli per la mobilità a due ruote (quella sostenibile) gongola. Il bonus fino a 500 euro disciplinato dal Decreto Rilancio sull'acquisto di biciclette (elettriche, ma anche tradizionali), oppure di monopattini elettrici e altri mezzi di trasporto di natura simile, per il settore intero è un impulso di portata storica. Appreso della nuova misura e dell'aumento degli stanziamenti dedicati (ora fino a 210 milioni di euro), ora la domanda è ''come fare'', ovvero come usufruire delle agevolazioni. In realtà, la procedura è semplice semplice, benché ancora non sia attiva. Prima, però, inquadriamo il tema (scontrino ''parlante'' incluso).

BONUS BICI E MONOPATTINI: LA MISURA

L'articolo 205 del cosiddetto decreto Rilancio stabilisce che il buono mobilità per l’acquisto, a partire dal 4 maggio 2020 e fino al 31 dicembre 2020, di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di ''veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica'' (monopattini, hoverboard, segway o monowheel), è riconosciuto nella misura del 60% della spesa sostenuta e, comunque, di importo non superiore a 500 euro.

Bonus bici e monopattini fino a 500 euro

BONUS BICI, CHI HA DIRITTO A RICEVERLO

L'incentivo all'acquisto di biciclette, monopattini e affini è riservato ai residenti maggiorenni nei capoluoghi di Regione, nelle Città metropolitane, nei capoluoghi di Provincia, infine nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti. Chi abita in località scarsamente popolate resta insomma con un palmo di naso. Per il bonus non sono previsti tetti di reddito, né presentazione di certificazioni ISEE. Nota bene: il bonus ha anche valore retroattivo e si applica agli acquisti effettuati dallo scorso 4 maggio, ma comunque fino a quelli effettuati entro il 31 dicembre 2020.

LE CITTÀ METROPOLITANE

Le ''città metropolitane'' sono aree che comprendono, oltre alla città che ne dà il nome, anche diversi comuni limtrofi: sono enti nati nel 2014, in sostituzione alle province ormai abolite, con l'obiettivo di sfruttare al meglio molti servizi integrati, dai trasporti alle infrastrutture. Le aree delle città metropolitane coincidono con quelle della provincia di cui riprendono il nome, con l'eccezione dei - pochi- comuni che hanno deciso di non farne parte. 

Non tutte le ex-province sono diventate città metropolitane. La popolazione complessiva delle città metropolitane sfiora i 22 milioni, più di un terzo di quella di tutto lo Stivale. Ecco l'elenco completo delle città metropolitane attualmente esistenti sul territorio italiano, i cui residenti possono quindi richiedere il bonus biciclette:

  • Roma (di cui fanno parte 121 comuni)
  • Milano (di cui fanno parte 133 comuni)
  • Napoli (di cui fanno parte 92 comuni)
  • Torino (di cui fanno parte 316 comuni)
  • Bari (di cui fanno parte 41 comuni)
  • Palermo (di cui fanno parte 82 comuni)
  • Catania (di cui fanno parte 58 comuni)
  • Bologna (di cui fanno parte 55 comuni)
  • Firenze (di cui fanno parte 41 comuni)
  • Venezia (di cui fanno parte 44 comuni)
  • Genova (di cui fanno parte 67 comuni)
  • Messina (di cui fanno parte 108 comuni)
  • Reggio Calabria (di cui fanno parte 97 comuni)
  • Cagliari (di cui fanno parte 17 comuni)

COME SI RICHIEDE IL BONUS

Al momento, accantonate le ipotesi di app e piattaforme online specifiche, il rimborso (per un acquisto già effettuato) o il buono mobilità (per acquisti da effettuare) potranno essere richiesti collegandosi - a partire dal 4 novembre - a una pagina del sito del Ministero dell'Ambiente, dove inserire i propri dati anagrafici e l’IBAN su cui far accreditare il rimborso. Chi ha già comprato bici o monopattino (o altro mezzo di mobilità leggera) potrà a questo punto caricare la fattura - o scontrino parlante, relativo all'acquisto purché effettuato dopo il 4 maggio. Chi invece deve ancora comprare, potrà scaricare il buono da utilizzare come sconto sul prezzo finale. Il buono così ottenuto avrà validità 30 giorni.

CHI PRIMO ARRIVA I buoni (o i rimborsi) saranno emessi sulla base dell'ordine di arrivo delle richieste, e questo potrebbe portare al tanto temuto - e spesso smentito - click day, oltre che causare problemi di intasamento dei server, già verificatisi in passato con iniziative analoghe. Sul sito sarà pubblicato un countdown con l'importo aggiornato in tempo reale dei fondi ancora disponibili. Il governo assicura però, nel caso di esaurimento della disponibilità economica, che le domande inevase verranno rimborsate tramite un apposito rifinanziamento nella prossima legge di bilancio.

LO SCONTRINO PARLANTE

La fattura non è dunque l'unico documento utile a ricevere il bonus dalla piattaforma. L'alternativa è quella del cosiddetto ''scontrino parlante''. Introdotto nel 2007 accanto al comune scontrino fiscale, lo scontrino parlante o descrittivo consiste in un documento dettagliato, che da un lato registra specificatamente la tipologia, la quantità e la natura dei prodotti acquistati, dall’altro riporta il codice fiscale dell’acquirente, così che possa detrarre (o scaricare) la spesa sostenuta nella propria dichiarazione dei redditi. Per capirci, quello rilasciato dalle farmacie dietro l'acquisto di medicine è un esempio di scontrino parlante.


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