Pubblicato il 09/06/20

EMERGENZA COVID In questi giorni di graduale ritorno alla normalità, senza dimenticare l'emergenza Covid (qui lo speciale), il relativo intensificarsi degli spostamenti all’interno della propria regione e non, in tempi di Coronavirus Fase-2 ci viene raccomandato l’uso dell'app di tracciamento Immuni. Ma è davvero fondamentale installarla sul proprio telefono? Come mi tutela nei miei spostamenti? Funziona in tutte le regioni? E laprivacy? Per capire come funziona e come utilizzarla quando si viaggia, la nostra guida vi racconta tutto quello che c’è da sapere su Immuni e come usarla.

COS’È IMMUNI E A COSA SERVE

La schermata di benvenuto di Immuni

Dal primo giugno 2020 è disponibile per il download l'app Immuni, sviluppata dalla società milanese Bending Spoons. L'app serve per tracciare i contatti che si verificano tra le persone ed eventualmente segnalare - tramite una notifica agli utenti - se sono stati in contatto con una persona positiva al SARS-CoV-2, il virus che fa ammalare di Covid-19. In questo modo possono essere individuati più facilmente (e isolati) nuovi focolai dell’infezione.

L’obiettivo dell'app è avvertire gli utenti se sono entrati in contatto con una persona positiva e che sono quindi a rischio di contagio, anche se asintomatici (cioè senza alcun sintomo). Ci pensa una notifica automatica ad avvisare se si è stati esposti al virus, in questo modo si può decidere imemdiatamente di contattare il proprio medico di base per gli accertamenti del caso ed eventualmente auto-isolarsi per evitare di contagiare altre persone.

E SE RISULTO POSITIVO? SE MI ARRIVA UNA NOTIFICA?

IL MIO TAMPONE È POSITIVO Di base, non è obbligatorio segnalare all'app che si è positivi. Rientra nei comportamenti responsabili farlo, anche solo per proteggere le persone che ci sono state vicine e che potrebbero non essere solo estranei al supermercato, ma anche amici e familiari

RICEVO UNA NOTIFICA DI CONTATTO Se invece il telefono genera una notifica di contatto con un positivo, è necessario chiamare il proprio medico di base, che dovrebbe nel minor tempo possibile permettere di effettuare un tampone per verificare se il contagio c’è effettivamente stato oppure no. 

IN QUALI REGIONI È ATTIVA

Dall’8 giugno l'app Immuni è operativa, in via sperimentale, nelle regioni di Abruzzo, Liguria, Marche e Puglia. La fase di sperimentazione dovrebbe concludersi il prossimo 15 giugno, quando Immuni sarà attiva e funzionante in tutta Italia. Naturalmente, l'app può essere scaricata su qualsiasi telefono abilitato sul territorio nazionale, ma il caricamento dei dati e il tracciamento dei contatti è disponibile solo nelle regioni al momento impegnate nella sperimentazione.

COME USARE IMMUNI QUANDO SI VIAGGIA

Selezione della provincia nella app Immuni

Al momento del primo avvio, l'app Immuni chiede di specificare la provincia in cui si abita. Questa informazione serve alle autorità sanitarie per monitorare l'andamento della pandemia, controllare la diffusione dei contagi nelle diverse aree del paese ed eventualmente allertare solo quelle interessate. Adesso che sono possibili gli spostamenti tra comuni e tra Regioni, l’uso di un'app come Immuni diventa ancora più importante: uscendo di casa, anche solo per andare a lavorare, o per spostarsi in zone diverse da quelle in cui è stati durante la quarantena (per andare a trovare parenti e amici, banalmente), si entra in contatto con un numero maggiore di persone e aumenta quindi il rischio di un possibile contagio. L'app Immuni permette - se usata in maniera responsabile - di tenere sotto controllo i contatti e possibilmente arginare l’insorgere di nuovi focolai.

IMMUNI FUNZIONA ALL’ESTERO?

Immuni può essere scaricata in tutto il mondo, e dopo l'ultimo aggiornamento è possibile utilizzarla anche all'estero, almeno nei paesi dell'Unione Europea che prevedono app basate sul modello decentralizzato (quello che maggiormente tutela la privacy dei cittadini) utilizzato anche da Immuni, e realizzato con il protocollo Apple-Google. Al momento, i paesi che supportano questo protocollo sono Germania, Belgio e Svizzera - che però non fa parte dell'Unione Europea. Francia e Spagna, invece, non hanno ancora una app utilizzata a livello nazionale. Rimane la limitazione per i dispositivi iOS, per cui le notifiche di esposizione vengono disattivate all’estero: in questo caso, l'app può collegarsi al server (per esempio, per scaricare le chiavi degli utenti risultati positivi al virus, vedi paragrafo successivo) solo se ci si trova all’interno dell'Unione Europea. Se invece è l’utente stesso a risultare positivo, è necessario trovarsi fisicamente in Italia per poter caricare i propri ID sul server.

COME FUNZIONA IMMUNI

Immuni è una di quelle app che è più complicato spiegare che non utilizzare. Di fatto, l’utente che la utilizza non deve fare nulla, almeno fintanto che non riceve una notifica di contatto con una persona contagiata. È però giusto provare a spiegarne le meccaniche di base, per comprendere l’importanza e l’utilità che un simile strumento può avere nel contrastare la diffusione del virus.

I permessi della app Immuni

Una volta avviata, Immuni chiede solo di utilizzare il Bluetooth per controllare la vicinanza con altri dispositivi. Il protocollo Bluetooth Low Energy utilizzato da Immuni funziona anche con l'app disattiva e a schermo spento: come per gli auricolari, quindi, consuma pochissima batteria, in una percentuale irrisoria rispetto al normale. Ogni quindici minuti circa l'app genera un codice identificativo casuale, che il telefono “emette” tramite segnale Bluetooth e che può essere ricevuto da dispositivi che si trovano nelle vicinanze (persone che fanno la fila in farmacia o viaggiano vicine in metropolitana, per esempio). I due telefoni si scambiano un codice identificativo ID e registrano al loro interno questa interazione. Il segnale Bluetooth misura anche - con una buona approssimazione - il tempo di vicinanza con altri dispositivi e la distanza minima raggiunta.

Notifica di esposizione al contagio

Se un utente di Immuni fa un tampone e risulta positivo, quando viene contattato dall'operatore sanitario potrà decidere di utilizzare l'app per segnalare il suo caso ai possibili contatti e avvertire automaticamente le persone incrociate nei giorni precedenti, le cui rispettive app sono entrate in contatto. Di fatto, l’operatore chiede all’utente di leggere un codice usa e getta generato dall’applicazione, nella pagina “Caricamento dati”, di indicare la provincia in cui vive e il giorno nel quale ha iniziato ad avere i sintomi. A questo punto, l'app trasferisce tutti gli ID generati nei giorni precedenti e li carica sul server centrale; quest’ultimo effettua un controllo incrociato e quando rileva gli ID dei telefoni che sono entrati in contatto con quello della persona contagiata, invia una notifica ai loro proprietari, informandoli di essere stati vicini a un positivo. Non viene mai detto quando questo contatto sia avvenuto, né dove, ma soprattutto non con chi a tutela della privacy. Si tratta di dati che il sistema, semplicemente, non possiede e che non può quindi divulgare. Il funzionamento e il “dialogo” tra diversi produttori di telefoni (Apple e Google) è stato reso possibile da una inedita - e per certi versi storica - collaborazione tra i due colossi della tecnologia, che hanno sviluppato una piattaforma volta a permettere alle app come Immuni di funzionare correttamente.

IMMUNI GARANTISCE LA PRIVACY?

Caricamento dei dati di ImmuniL'app Immuni utilizza la tecnologia Bluetooth Low Energy (BLE), utilizza codici generati casualmente che non contengono alcun tipo di informazione personale dell’utente o del suo dispositivo. Il codice generato dall'app cambia diverse volte ogni ora. Immuni non raccoglie dati di posizione o localizzazione geografica di alcun tipo, compresi quelli del GPS. In questo modo, Immuni NON può sapere dove si è stati, o con chi ci si è incontrati. Allo stesso modo, Immuni non raccoglie alcun dato personale: non chiede e non può accedere a nome, cognome, numero di telefono, email o altri dati sensibili. Inoltre, i dati salvati sullo smartphone e le connessioni tra telefono e server sono cifrati; tutti i dati, presenti sul device o sui server di Immuni, vengono cancellati quando non più necessari e in ogni caso non oltre il 31 dicembre 2020.

SCARICARE IMMUNI È OBBLIGATORIO?

Schermata di stato di Immuni

Non c’è nessun obbligo di scaricare o installare Immuni. Tuttavia, più persone utilizzano l'app, migliori sono i risultati che possono essere ottenuti dal tracciamento dei contagi e nella prevenzione di possibili, nuovi focolai di Covid-19. Non ci sono studi che certifichino l’effettiva utilità concreta di app come Immuni per il contenimento di una pandemia, del resto è una situazione relativamente nuova per tutti. Di sicuro, volendo semplificare al massimo la questione, “male non fa”: senza compromettere la privacy dei suoi utenti, Immuni aiuta il lavoro degli operatori sanitari, permettendo di snellire alcuni passaggi chiave nella ricostruzione dei contatti e delle catene dei contagi. Inoltre, il suo utilizzo contribuisce a stimolare il senso di responsabilità di ciascuno, sottolineando quanto sia importante che tutti facciano la loro parte. Una raccomandazione che vale anche per mascherine, distanziamento sociale, lavaggio delle mani ecc. Al momento, Immuni è già stata scaricata da due milioni di dispositivi

SU QUALI TELEFONI POSSO SCARICARE IMMUNI

Aggiornamento del sistema operativo per l'installazione di Immuni

L'app Immuni può essere scaricata su telefoni Android e iPhone e da oggi anche dalla maggior parte di quelli marchiati Huawei e Honor, che hanno un sistema operativo basato su Android ma personalizzato dall’azienda cinese. Bending Spoons sta lavorando per eliminare gli ultimi problemi legati ai telefoni Huawei che impediscono ad alcuni dispositivi il download dell'app Immuni.

REQUISITI E MODELLI SUPPORTATI Per quanto riguarda i telefoni Android, Immuni richiede uno smartphone con Bluetooth Low Energy, Android versione 6 (Marshmallow, API 23) o superiore e Google Play Services versione 20.18.13 o superiore. Per gli iPhone, occorre un telefono con iOS versione 13.5 o superiore. I modelli di iPhone che supportano iOS 13.5 sono:

  • 11, 11 Pro, 11 Pro Max
  • XR, XS, XS Max,
  • X,
  • SE (2a generazione)
  • 8, 8 Plus
  • 7, 7 Plus
  • 6S, 6S Plus
  • SE (1a generazione)

Apple sta attualmente lavorando per cercare di rendere compatibile la piattaforma di tracciamento dei contatti anche sui dispositivi più vecchi.

IL MIO TELEFONO È COMPATIBILE? 

Per verificare se il proprio telefono è compatibile con l'app Immuni, è sufficiente aggiornare il sistema operativo all’ultima versione disponibile.

ANDROID Aprite le impostazioni del dispositivo e selezionate “Google”: se nella parte superiore della schermata c’è la frase “Notifiche di esposizione al Covid-19”, allora il telefono è già aggiornato. Diversamente, sarà necessario effettuare l’aggiornamento del sistema operativo e di Google Play Services.

IOS Andate nelle impostazioni del telefono, alla voce “Generali - Aggiornamento Software”. Se il sistema operativo installato è almeno iOS 13.5, non serve fare altro; diversamente, verificate la presenza di aggiornamenti. Per controllare che il dispositivo supporti il tracciamento dei contatti, andate in “Impostazioni - Privacy - Bluetooth”, dove dovrebbe essere comparsa la voce “Raccolta log di esposizione al Covid-19”.

Come soluzione ultima, potete provare a scaricare l'app Immuni dallo store del vostro telefono e seguire le istruzioni che compaiono a video.

COME SCARICARE IMMUNI

L'app Immuni è disponibile sugli store dei rispettivi produttori ai seguenti link:


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