Pubblicato il 12/03/2020 ore 00:22

LOCKOUT Un altro sforzo, un'altra prova di maturità e senso della comunità. Il coronavirus non dà segni confortanti, allora il premier Conte parla alla nazione e intima chiusura di bar, negozi, ristoranti, centri estetici, insomma ogni attività commerciale esclusi alimentari, farmacie e parafarmacie, edicole, tabacchi e benzinai. È l'ennesima misura draconiana, forse il colpo di grazia alla tenuta psicologica (oltre che finanziaria) di chissà quanti piccoli imprenditori e semplici cittadini. Da giovedì 12 marzo, tutto chiuso, o quasi. E per le strade? Chiuse anche quelle?

SALVO ESIGENZE In realtà il provvedimento preso dal Governo mercoledì 11 marzo non coinvolge la mobilità delle persone, disciplinata come i giorni precedenti dal decreto ''Io resto a casa''. Ovvero: spostamenti consentiti solo in caso di ''necessità reale''. Cioè per esigenze di lavoro, di salute, di rientro al proprio domicilio, di altre mansioni improrogabili come la spesa di generi alimentari e la visita a un parente stretto che necessita di cure domestiche (in allegato, il video-vademecum della Polizia di Stato). Autocertificazione alla mano (leggi la nostra mini-guida), anche in caso di controlli di Carabinieri, Polizia o Vigili Urbani non avrete nulla da temere (salvo che sia dichiarato il falso, visto che sui propri spostamenti le Forze dell'ordine potrebbero indagare). In tutti gli altri casi, si rimane a casa propria. Cioè lo stesso posto dove, da oggi in avanti, ci prepareremo anche il caffè: la torrefazione all'angolo non può più servircelo.


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