Pubblicato il 03/05/20

EMERGENZA CORONAVIRUS, MUOVERSI IN AUTO IN FASE 2

Tutto cambi affinché tutto resti (grossomodo) come prima, salvo qualche gentile concessione. Vedi visite ai parenti (ma guai solo a pensare a organizzare a un barbecue con zii e nipoti, e sempre dietro l'ormai familiare autocertificazione, giunta alla sua quinta ''release''). Con una settimana di anticipo, domenica 26 aprile il premier Conte già firmava e illustrava il Dpcm che disciplina la mobilità durante questa benedetta ''Fase 2'' dell'emergenza COVID-19, in vigore da lunedì 4 maggio. Chi sperava che le maglie si allentassero definitivamente, rimane deluso: i movimenti dovranno ancora essere motivati, a spasso senza valide ragioni non ci vai. Quindi: quali effetti su circolazione di auto e moto? Quali aperture vengono introdotte, e quali comportamenti restano invece off-limits? Ecco il quadro aggiornato, in larga parte corrispondente alle nostre precedenti proiezioni. 

(NB: per tutti gli ultimi aggiornamenti sulla situazione spostamenti dal 25 maggio al 3 giugno, ti rimandiamo al nostro successivo articolo). 

SPOSTAMENTI IN AUTO FINO AL 3 MAGGIO

Fino a domenica 3 maggio compresa, innanzitutto, le disposizioni restano le stesse oggi in vigore. Vale a dire divieto di spostamento in auto (ma anche in moto, in bicicletta, in monopattino, infine sulle proprie gambe, a meno che non si passeggi ''in prossimità'' dell'abitazione) all'interno e al di fuori del proprio Comune di residenza o domicilio, fatta eccezione per gli spostamenti motivati da ragioni di lavoro, di salute o di necessità, come la spesa di prodotti alimentari o di medicinali. La prassi prevede come lasciapassare ancora il ''vecchio'' modulo di autocertificazione. Tema sul quale torneremo tra un attimo.

COVID Fase 2, spostamenti solo per necessità

APERTURA CARTOLIBRERIE E ABBIGLIAMENTO PER BAMBINI

Soffermiamoci proprio sul termine ''necessità'': dal 14 aprile il penultimo Dpcm emanato da Giuseppe Conte introduceva la riapertura di attività commerciali come librerie, cartolerie, negozi di abbigliamento per bambini e neonati (oltre ad attività produttive come silvicoltura e industria del legno): uscire di casa per acquistare materiale didattico o di cancelleria, oppure per rinnovare il guardaroba del proprio pargolo, rientra perciò tra le motivazioni consentite dalla legge. Occhio a non ''bluffare'': conservare lo scontrino e fornire i maggiori dettagli possibili sulle proprie intenzioni può essere una buona idea per non incorrere nelle sanzioni. In prospettiva: apertura negozi al dettaglio in programma per il 18 maggio, apertura bar e ristoranti dal 1° giugno (ma dal 4 maggio è già possibile il ritiro di cibo da asporto).

SPOSTAMENTI IN AUTO DAL 4 MAGGIO

Proprio come suggerivano gli ultimi rumors, gli spostamenti sono possibili all’interno di una stessa Regione esclusivamente per motivi di lavoro, di salute, necessità, oppure (novità) per fare visita a parenti e congiunti (fidanzati ''stabili'' inclusi), sempre mantenendo le distanze interpersonali (e tra fidanzati?...), sempre dietro apposita autocertificazione. E a proposito del modulo per l'autodichiarazione: in realtà non ne è stasto emesso un altro, o meglio, è sempre lo stesso, ma senza alcune voci. Sarà in tutti i casi sufficiente utilizzare il modulo in vigore anche in precedenza, specificando l'eventuale visita a parenti o congiunti nello spazio riservato alle dichiarazioni spontanee (qui il link per scaricare il modello dal sito internet del Ministero dell'Interno). Gli spostamenti fuori Regione sono invece consentiti solo per motivi di lavoro, di salute, di urgenza e per il rientro presso propria abitazione. Obbligatorio l’utilizzo delle mascherine sui mezzi pubblici. A partire dal 4 maggio possono inoltre riprendere le attività manifatturiere, di costruzioni, di intermediazione immobiliare e il commercio all’ingrosso. Riaprono anche i concessionari auto, ma attenzione: la visita a un autosalone deve essere anticipata dalla prenotazione. Per tutte queste categorie, già a partire da lunedì 27 aprile era già in realtà possibile procedere con tutte quelle operazioni propedeutiche alla riapertura, come la sanificazione degli ambienti e per la sicurezza dei lavoratori. Matura ora a tutti gli effetti, per decine migliaia di persone, la motivazione per salire in auto e recarsi al lavoro.  

Fase 2 Coronavirus, no agli spostamenti liberi tra le regioni

SPOSTAMENTI FUORI REGIONE A PARTIRE DAL 1° GIUGNO?

Su pressione delle amministrazioni locali, prende piede l'ipotesi di una riapertura alla circolazione anche al di fuori della propra regione di domicilio o residenza già a partire dal 1° giugno anche in assenza di una delle solite motivazioni di lavoro, di salute, di massima urgenza o di rientro presso il domicilio stesso. In questo modo sarebbe nuovamente possibile fare visita a parenti residenti in una regione differente dalla propria, raggiungere le proprie seconde case al di fuori di regione (e ivi soggiornarvi), più altre attività delle quali presto conosceremo i dettagli. Attenzione: innanzitutto, la data è ancora in fase di definizione, il 1° giugno è soltanto l'ipotesi più accreditata e difficilmente quella definitiva sarà precedente (semmai, potrebbe slittare in avanti). In secondo luogo, la libertà di spostamento tra regioni sarà disciplinata in base a determinati parametri. Come ad esempio l'andamento della curva epidemiologica.

SPOSTAMENTI IN AUTO E PASSEGGERI A BORDO

Una circolare del Ministero dell'Interno disciplina anche gli spostamenti in auto con passeggeri a bordo. La norma non è in realtà molto particolareggiata, vale in ogni caso la regola secondo la quale, in caso di trasporto di persone conviventi, non esistono limitazioni. mentre se si ''scarrozza'' un amico, un collega, chiunque insomma viva altrove, la circolare impone che questo sieda nella fila posteriore, cercando di tenere un metro di distanza e senza nessuno al proprio fianco.

FASE 2 ED AUTOCERTIFICAZIONE TRAMITE APP

Un passo indietro, di nuovo, all'autocertificazione. Ha ora anche un nome (Immuni) l'app per smartphone che, nelle intenzioni del Governo, prima o poi sostituirà il classico modulo cartaceo. L'app come servizio attraverso il quale ogni cittadino, dopo essersi registrato sull'apposita piattaforma (su base volontaria), dichiari il proprio stato di salute in relazione al contagio da Coronavirus, oltre alle motivazioni e agli estremi del proprio percorso in auto. Grazie alla tecnologia Bluetooth, l'app installata sul proprio dispositivo personale sarà in grado di rilevare i codici degli smartphone che di volta in volta il cittadino incrocerà sul suo cammino. In caso di positività di un individuo, i soggetti nelle sue prossimità verranno avvisati, senza che l’informazione sull’identità del malato possa essere ricostruita. L'efficacia di un'app per tracciare il contagio sembra tuttavia subordinata a un piano di screening sanitario collettivo tramite tamponi o test sierologici. Dal 4 maggio, in ogni caso, le ragioni degli spostamenti dovranno ancora essere certificate con il solito modello ''analogico''.

PER GLI ANZIANI, FASE 2 SENZA POSTICIPO

A maggio gli italiani godranno quindi di una quota minimale di maggiore libertà di spostamento, e senza distinzioni per fasce d'età. Le intenzioni di una ripartenza scaglionata in base all'età anagrafica degli individui sembrano al momento non esprimersi: l'ipotesi cioè che uomini e donne over 70 (addirittura, over 60?), la fascia cioè che le statistiche indicano chiaramente come la più colpita dalle conseguenze dell'infezione, per uscire di casa (a piedi, e in auto) dovessere attendere, non trova riscontro nel Dpcm. Tutti uguali di fronte alla ''legge''.


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