Pubblicato il 21/08/20

BONUS TAXI Tra gli incentivi introdotti dal decreto Rilancio c’è anche quello, meno conosciuto di altri, relativo alle corse con i taxi e le auto NCC. Gli obiettivi di questo incentivo sono molteplici: favorire la ripresa del settore dei trasporti non di linea, un settore colpito dal lockdown e dall’introduzione delle misure di sicurezza anti-contagio; favorire la mobilità di disabili, malati e famiglie con problemi di spostamento; ridurre al minimo il rischio di contagio per le persone più deboli, che possono sfruttare mezzi meno affollati e più sicuri di quelli pubblici. Vediamo come funziona.

Bonus taxi: per residenti nelle grandi città

COME FUNZIONA Il cosiddetto Buono Taxi prevede il parziale rimborso della spesa sostenuta per ogni corsa effettuata con un taxi o una NCC, fino al 50% della spesa e comunque non oltre i 20 euro, e può essere utilizzato per gli spostamenti effettuati dal 15 luglio fino al 31 dicembre 2020. 

CHI PUÒ UTILIZZARLO Il buono può essere utilizzato da persone disabili (con mobilità ridotta, o con patologie accertate) e appartenenti ai nuclei familiari più esposti agli effetti economici della pandemia, purché residenti nelle grandi città: comuni di capoluogo di città metropolitana o di provincia. In totale, la platea di possibili e potenziali passeggeri è di circa 1,8 milioni di persone.

I FONDI La somma stanziata inizialmente era di 5 milioni di euro, che è stata rifinanziata nel decreto agosto e portata a 35 milioni di euro. Questa misura dovrebbe garantire un beneficio per ciascun titolare di licenza taxi o NCC stimato in circa 600 euro. Al momento, si legge nel documento del governo, le autovetture adibite al servizio di noleggio con conducente sono circa 28.000 e quelle adibite al servizio taxi circa 29.000.

Bonus taxi: come funziona

COME SONO DIVISI I FONDI Toccherà al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il compito di gestire questo fondo. Entro la metà del prossimo mese andrà varato un decreto attuativo che definisce l’assegnazione delle risorse, con i seguenti criteri: 

  • il 50% dei fondi (17,5 milioni di euro) è assegnato in proporzione alla popolazione residente in ciascun comune interessato
  • il 30% dei fondi (10,5 milioni) in proporzione al numero di licenze taxi o autorizzazioni per il servizio di NCC rilasciate dai comuni
  • il 20% dei fondi (7 milioni) verrà ripartito in maniera uguale tra i comuni interessati

LAVORO PER I COMUNI Toccherà ai singoli comuni organizzare le procedure operative per le richieste del buono: le amministrazioni locali dovranno come prima cosa individuare le famiglie e i singoli che hanno diritto al contributo, e garantire una corsia preferenziale per l’accesso a questi rimborsi, privilegiando coloro che non hanno già sostenuto altre forme di sostegno pubblico. I buoni non saranno cedibili, non saranno soggetti al calcolo delle imposte né rientreranno nel calcolo dell’ISEE.


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