Pubblicato il 06/04/20

DI NECESSITÀ VIRTÙ Tempi duri per il Vecchio Continente, stretto ormai da diverse settimane nella morsa del Coronavirus. Se da un lato l’Europa fa i conti con un numero di vittime e contagiati ancora davvero molto preoccupante, alcune regioni della Cina, le prime in ordine di tempo a essere colpite da Covid-19, iniziano un lento e graduale ritorno alla normalità. Negli ultimi giorni alcune filiali cinesi di Tesla, cercando di conciliare business e sicurezza dei clienti, hanno iniziato a sperimetare una formula di test drive intelligente: una prova auto senza contatto diretto con il venditore, in Cina la chiamano: contactless test drive.

LA SICUREZZA PRIMA DI TUTTO Come risaputo, l’infezione da Coronavirus è causata principalmente dall’esposizione a particelle di aerosol infette, contenute in starnuti e colpi di tosse, emesse da un contagiato. Ciò rende praticamente impossibile la presenza in contemporanea di due o più persone in abitacolo, poiché verrebbe meno la protezione garantita dalla distanza di sicurezza (1/1,5 metri). Per ovviare a questo problema la filiale cinese di Tesla permette a chiunque sia interessato, di prenotare online il proprio test drive. Giunti sul luogo di partenza un operatore Tesla sblocca da remoto l’auto scelta, la quale è stata preventivamente igienizzata. Una volta a bordo il cliente può seguire un video tutorial trasmesso sul grande display al centro della plancia sul funzionamento dell’auto e in un secondo momento iniziare la sua prova.

Tesla Model S all'interno della Città Proibita

SOLUZIONE SMART Al termine del test drive, l’auto viene riconsegnata allo showroom e l’abitacolo accuratamente sanificato. Qualora il cliente rimanesse soddisfatto, la procedura d’acquisto può essere perfezionata online, senza bisogno di recarsi personalmente in concessionario. I clienti hanno a disposizione 7 giorni o 1.000 km per restituire l’auto, nel caso non ne fossero rimasti del tutto convinti. Il contactless test drive è una soluzione intelligente e sicura, del tutto in linea con i vincoli igienico-sanitari anti-contagio. Una formula che, a tempo debito, potrebbe essere replicata con successo anche in Europa.


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