Prova

Mercedes Classe B 2008


Avatar Redazionale , il 28/05/08

13 anni fa - Piccoli ritocchi e tanta tecnoloigia

Pochi interventi al look e tanta tecnologia in più. E' questa la strategia per il restyling della piccola Sports Tourer di Stoccarda, che guadagna anche una versione a doppia alimenatazione benzina-metano e un sistema start-stop che spegne il motore nelle fermate.

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SUI GENERIS Berlina? Station wagon? Forse sarebbe meglio dire monovolume, pur se atipica. Oppure, per dirla come quelli della Mercedes, Sports Tourer. E' dal 2005 che la Classe B svolge il tema della macchina da famiglia a modo suo, fuori dagli schemi. Adesso, dopo tre anni di onorato servizio, si concede un piccolo lifting. Roba da poco, sia chiaro. La sagoma resta quella nota, con il muso corto e spiovente, la fiancata a cuneo, il padiglione alto e la coda mozza.

LUCI ROSSE A cambiare sono giusto alcuni dettagli. La mascherina trilama, per esempio, mette al centro la stellona a tre punte, si aggiusta il trucco ed è sottolineata da una presa d'aria più ampia e sportiva, ma se il frontale ha un look più importante il merito va anche in parte al cofano... Lungo la fiancata si segnalano invece nuovi specchi retrovisori mentre più dietro, in coda, la novità sono il paraurti e le luci. Nel loro caso, più che forma a cambiare è la logica di funzionamento, tanto che per loro viene usato l'aggettivo adattive. Ora, in caso di frenata brusca, iniziano a lampeggiare ridurre il tempo di reazione di chi segue e, con questo, anche il rischio di tamponamento.

MANO LEGGERA Nell'abitacolo il lifting è altrettanto leggero e tocca la consolle centrale, bordata da due listelli di alluminio e pronta a ricevere (a richiesta) sistemi di navigazione più evoluti, con anche comandi vocali e telefono integrato. Inediti sono anche alcuni tessutiche rivestono i sedili e i pannelli portiera. Nessuna modifica, invece, per certi dettagli in plastica dall'aria un po' economica, poco in linea con il blasone Mercedes.

PASSO LUNGO Degna invece quasi di un'ammiraglia appare l'abitabilità e non potrebbe essere diversamente, visto che il passo è di ben 278 cm su una lunghezza totale di 427 e che le ruote sono disposte agli angoli del pianale, cugino di quello della Classe A. Oltre che grande, l'interno della Classe B si conferma anche molto furbo. I sedili della fila posteriore possono infatti essere rimossi per lasciare maggior spazio ai bagagli e lo stesso si può fare anche con il sedile del passeggero anteriore, così da creare uno spazio libero che in lunghezza arriva fino a circa tre metri.

GASATISSIMA Con tanta versatilità e tanto volume utile a disposizione, si sopporta senza traumi il sacrificio di un centinaio di litri abbondanti imposto dall'eventuale installazione delle bombole per il metano della versione chiamata NGT e attesa sul mercato per il prossimo autunno. Per i bagagli ne restano sempre oltre 420, ai livelli comunque della miglior concorrenza. Questa variante a doppia alimentazione è sviluppata sulla base della B170, spinta da un motore due litri in versione da 116 cv e 165 Nm (184 km/h, 12,4 secondi nello 0-100 e un consumo medio di 7,5 metri cubi di gas ogni 100 km). Lo stesso motore ma senza metano è proposto anche in configurazione da 136 cv e 185 Nm sulla B 200 (196 km/h, 10,1 secondi e circa 13,5 km/litro) o da 193 cv e 280 Nm sulla B 200 Turbo (225 km/h, 7,6 secondi e circa 12,5 km/litro).

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BLUE E' VERDE A completare la gamma a benzina ci sono poi leB 170 da 1,7 litri, 116 cv e 116 Nm (184 km/h, 11,3 secondi e 14 km/litro abbondanti) e B 150 da 1,5 litri, 95 cv e 140 Nm (174 km/h, 13,2 secondi e 14,7 km/litro). Entrambe queste versioni, sempre dall'autunno, saranno disponibili anche in versione BlueEfficiency particolarmente attenta ai consumi e all'ambiente. Per rendere meno frequenti le visite al distributore, i tecnici di Stoccarda hanno studiato un sistema chiamato Eco start-stop. Questo dispositivo spegne il motore in fase di rallentamento dai 10 km/h in giù quando il cambio è in folle, pronto però a riavviarlo silenziosamente grazie a un alternatore starter che rimpiazza il normale motorino di avviamento.

DIESEL UBER ALLES Le Classe B più vendute sono però quelle a gasolio, entrambe spinte da un turbodiesel da due litri, declinato con due diversi livelli di potenza. Quello più soft equipaggiala B 180 CDI e ha 109 cv e 250 Nm (183 km/h, 11,3 secondi e circa 19 km/ litro) mentre quello più prestante è destinato alla 200 CDI, con i suoi 140 cv e 300 Nm (200 km/h, 9,6 secondi e circa 18 km/litro). A fare da comun denominatore per entrambe c'è il filtro per il particolato che diventa di serie. Il fronte degli allestimenti registra altre novità, con l'ingresso nella dotazione standard dei cerchi a cinque razze da 16" e delle finiture in legno per le versioni Chrome e del sistema Audio 20 con Bluetooth e dello sport pack con cerchi da 17" per quelle Sport. Quanto infine ai prezzi, il listino si apre con i 23.860 euro della B 150 per arrivare ai 30.640 della B 200 Turbo Sport. Poco sotto, a 29.520 euro, si colloca la Classe B più venduta, la 200 CDI Sport, come anche la novità a metano, la B 170 NGT BlueEfficiency che viene 29.650 euro.

SUA ALTEZZA Sulla Classe B non si sale, né si scende. Il sedile è semplicemente lì, all'altezza giusta, a portata di natica, per la gioia della suocera operata all'anca o della zia che ha come nemico giurato l'ago della bilancia. Una volta a bordo, ci si trova seduti in modo sportivo, neanche si fosse su una supercar. Il motore è mezzo sdraiato, a mo' di sogliola sotto il pavimento, e fa sì che le gambe siano distese più in alto che su una qualsiasi auto da famiglia. Il volante completa degnamente il quadretto, piazzato in verticale e finalmente dotato di serie anche della regolazione in profondità.

SPALLA A SPALLA I passeggeri hanno a loro volta di che stare allegri. L'accessibilità è ottima, grazie all'ampio angolo di apertura delle porte. Una volta seduti si scopre che lo spazio abbonda in lunghezza, meno in larghezza. Anche chi gioca a basket come pivot ha centimetri a iosa per le ginocchia, mentre tre adulti di corporatura normale stanno sui sedili posteriori spalla a spalla come se fossero in barriera ad aspettare una punizione di Francesco Totti. Meglio dunque, se possibile, viaggiare in due come pascià.

GIROTONDO La posizione di guida non è l'unica cosa sportiva della Classe B. Anche l'assetto ha una taratura che mette in primo piano il piacere di guida. Le sospensioni limitano bene il coricamento laterale e il baricentro più alto della media si fa sentire solo quando si esagera. La Classe B entra in curva rapidissima eseguendo gli ordini di unosterzo molto diretto e preciso per gli standard della categoria e della Casa. Una volta in traiettoria la scorrevolezza è buona e le eventuali correzioni brusche non fanno in tempo a provocare scompensi. L'Esp ha una taratura piuttosto prudenziale e interviene tempestivamente per tenere questa Mercedes sulla retta via.

VENGA, DOTTO' Sullo sconnesso la Classe B si comporta senza infamia e senza lode. Le buche più secche si sentono un po' nell'abitacoloma non tanto da mettere a rischio il lavoro del dentista. Sul pavé e sui lastricati dei centri storici, insomma, la Classe B strappa una sufficienza, stessa che ottiene anche alla voce visibilità. Nella zona posteriore, in particolare, il taglio delle lamiere non regala una gran visuale. Per chi ha un'avversione ai parcheggi c'è la possibilità di ordinare il sistema Park Assist che, alla prova dei fatti, mantiene tutte le promesse che fa. Una volta attivato, passando accanto alle auto in sosta, segnala un eventuale buco sufficiente a parcheggiare. A questo punto basta schiacciare un pulsante sul volante, mettere la retro e gestire cambio e freni nelle manovre, secondo quanto indicato dai sensori. Il resto lo fa la centralina, sterzando al momento e nel modo giusto.

BEST-SELLER A penalizzare il comfort di marcia è più che altro una certa rumorosità, derivante dalla somma della voce sonora dei motori e di una certa rombosità di fondo. Il fenomeno è chiaramente più accentuato sulle versioni a gasolio, che fanno comunque la parte del leone nella raccolta degli ordini, con la B 200 CDI incontrastata nel ruolo di best-seller. Difficile dar torto ai clienti. E' questo infatti il motore più in forma ed equilibrato del lotto. Il suo pregio maggiore è la regolarità dell'erogazione, con la curva di coppia che si esprime ai massimi livelli con costanza dai 1.600 ai 3.000 giri e garantisce una buona elasticità e rilanci veloci. Ciò, nonostante il fatto che per il cambio siano stati scelti rapporti un po' lunghi, con la sesta che è una sorta di overdrive buona soprattutto per abbattere giri e consumi nei percorsi autostradali.

VAI COL LISCIO La stessa meccanica spinge anche la versione180 CDI, anche se con potenza e coppia ridimensionate. Che la parentela sia stretta lo conferma il fatto che i due turbodiesel abbiano lo stesso temperamento. In questo caso, però, la vivacità ai regimi più elevati è inferiore, cosa che sconsiglia di strapazzare inutilmente il pedale dell'acceleratore. Meglio snocciolare le marce una dopo l'altra o, addirittura, optare in partenza per il cambio Autotronic. Si tratta di un automatico a variazione continua che fa salire un po' la rumorosità meccanica ma permette una guida più comoda e rilassata in ogni frangente, con una progressione liscia come l'olio.


Pubblicato da Paolo Sardi, 28/05/2008
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