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Infiniti G37 Coupé


Avatar Redazionale , il 11/05/07

14 anni fa - Il lusso Nissan in versione coupé

Arriva l'erede della coupé che ha sdoganato il lusso Nissan nei quartieri alti americani. Quelli presidiati da nobildame tedesche, bellezze mediterranee o anglosassoni. Affinamenti stilistici e balzelli motoristici parlano di una tensione verso la perfezione tutta orientale. Nel 2008 arriverà in Europa, dove l'attesa infinita sta per terminare.

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QUANTA PAZIENZA Mentre l'attesa volge al termine anche per noi europei, il marchio luxury Nissan prosegue il suo percorso di avvicinamento all'Olimpo motoristico. La Infiniti G37 affina i toni sportivi e aumenta la percezione di qualità percepita ed esibita. Crescono dotazione tecnologica, raffinatezza telaistica e meccanica, cilindrata e cavalli, rispondendo idealmente alla rivale di riferimento: la BMW 335i. Dal 2008 potrebbe interessare anche i piedi raffinati e sportivi. O serve altro per detronizzare le ultime certezze dell'automobilista globalizzato che, almeno in Italia, se vuole il massimo va sul sicuro?

SERIE G Parliamo di Infiniti e ci viene in mente la regoletta per imparare a riconoscere la gamma. Meglio studiare: Infiniti Europe sta aprendo il proprio head quarter in terra svizzera e tra pochi mesi i concessionari apriranno le serrande. Se c'é una lettera sola senza essere seguita dalla X si tratta di una berlina o un coupé, e il numero che segue di solito indica la cilindrata effettiva. Se c'é la X si tratta di Suv o gipponi da Shwarzy. Da noi il marchio Infiniti si è visto solo sull'FX, che con le sue forme da gattone ha attirato i più desiderosi di distinguersi oltre che aver arricchito gli importatori di auto esotiche. G37, regola rispettata dunque... ci troviamo di fronte all'evoluzione della precedente G35. In versione con due sole porte. Altrimenti ci sarebbe anche la G sedan.

BASE BUONA L'elegante coupé ha forme pressoché ignote da noi, ma che negli States appartengono alla normale fauna automobilistica e neppure della più rara. Iniziamo dalle certezze: la base buona. Telaio e motore erano e rimangono di base quelli della 350Z. Leggermente stiracchiato il primo leggermente rinforzato il secondo. Cuori sportivi e nasini all'insù diffidenti non possono dire niente: le qualità di base non si discutono. Il rilancio Infiniti, che dopo aver stentato nei primi Anni '90 miete vendite e consensi quasi come Lexus, passa per una differenziazione decisa da linee e stile della gamma per "comuni mortali". Quella con il marchio Nissan. Ma, per una volta, andiamo al contrario.

Da 35 A 37 Partiamo dal numero sulla targhetta di riconoscimento e poi da tutto quello che sta sotto, a partire dal motore. La differenza potrebbe sembrare poca, ma all'appello rispondono 37 cavalli aggiuntivi rispetto alla versione più cattiva della G35. Da 293 a 330. Mica male come inizio. Il motore resta quello di sempre, con cubatura aumentata quanto basta, da 3500 a 3700 cc, con i suoi sei cilindri al molibdeno. Del resto, le Infiniti sono rivolte in primis agli americani o ai nuovi mercati ricchi, leggasi Emirati Arabi ad esempio, e si sa che per chi guida a stelle e strisce "non c'é nulla come i centimetri cubi". Oltre ai puledri, sempre benvenuti, non manca la coppia: siamo a 380 Nm.

SMOKING O BICIPITI? I muscoli non mancano quindi, e si possono scegliere accoppiati ad un automatico 5 marce, anche con i comandi al volante in stile F1, per guidare in smoking. Oppure un bel manuale 6 marce di solida intonazione sportiva per chi vuole tenere in allenamento i bicipiti. Ma sarebbe riduttivo e ingiusto parlare solo di numeri e potenza o trasmissioni più o meno automatiche. Il successo e l'apprezzamento delle sportive e, più in generale, delle auto di lusso alla "giapponese" passa per una ricerca dell'eccellenza meccanica, tecnica e progettuale, o quantomeno di rispetto di tutti gli ingredienti necessari.

IN ORDINE SPARSO Alla scheda tecnica della G37 non manca niente. Motore anteriore e trazione posteriore, quattro dischi autoventilanti da 13 pollici con pinze a quattro pistoncini davanti e due dietro. Ma anche doppio albero a camme in testa e ventiquattro valvole, il tutto governato dalla fasatura variabile che, insieme ad una respirazione da centometrista, promette una linea rossa del contagiri a quota 7500 giri.

STERZATA E ancora, per fare la vera differenza tra le curve, non come certe finte sportive che deludono con sterzi letargici e sovrappeso da cumenda, ci sono quattro ruote sterzanti che lavorano in sincrono con un servosterzo variabile in rapporto alla velocità e una centralina con sensori che calcolano anche una miriade di parametri per interpretare lo stile di guida del momento. La sana e robusta costituzione continua con una struttura di carrozzeria resa ancora più rigida, +36%, rispetto alla G35. Che già non aveva deluso i piedoni fini. Le sospensioni sono multilink tutte in alluminio e regolabili.

SCARPA GIUSTA Le misure delle scarpe possono variare in base ai gusti personali o agli allestimenti, ma di regola ci sono dei 225/45 davanti e dei 245/40 dietro con il sistema di controllo della pressione a ricordare quanto possa cambiare il comportamento di qualsiasi auto, anche una Panda, con un minimo di attenzione alla "gomma gonfia". Sistema di controllo della stabilità, come batteria completa di airbag e pedaliera collassabile, di serie. Barra stabilizzatrice anteriore e posteriore fanno parte dello standard per la guida svelta e, volendo, si può ottenere pure il differenziale autobloccante.

DOUBLE FACE Acquistare un coupé da sparo non significa avere per forza voglia di stabilire un record da casello-a-casello, o affrontare il misto con impeto garibaldino. Per i viaggi tranquilli, con musica da camera di sottofondo e gentile compagnia di lato, non manca in primis un bel cruise control intelligente, che calcola la distanza con il veicolo anteriore e mette in pressione il sistema frenante anticipando i pestoni dei distratti. Ma non solo. Gli interni eleganti e rinnovati offrono una serie di comodità e amenità davvero... infinite.

ORIENTAMENTO Non manca la plancia orientata verso il guidatore e non manca la consolle centrale di dimensioni importanti. Come il misto di pelle e alluminio. I pezzi di bravura sono poi disponibili a seconda dei diversi allestimenti, negli States sono tre ma chissà quando arriverà da noi cosa succederà. I paddle del cambio automatico dietro il volante sono in magnesio, volendo ci sono sedili sportivi regolabili su 14 parametri differenti e, per chi proprio non usa mai i mocassini, c'é pure la pedaliera "maranza" in alluminio.

STEREO INFINITO A corollario di un'illuminazione retroluminescente bianca-violetta ci sono diverse opzioni di impianto stereo, fino alle versioni Bose con 14 altoparlanti per gli incontentabili. Navigatore touch screen, hard disk da 9 giga per fare spazio a mappe foto e gallery fotografiche, specchi riscaldabili e telecamera posteriore per gli abbonati al torcicollo sono solo alcune delle amenità di bordo. Magari non essenziali d'accordo, ma vivere bene piace a tutti.

AFFINAMENTO E poi arriviamo allo stile. Per alcuni completamente nuovo, meglio partire da un confronto col passato. Superficialmente si potrebbe pensare ad un'opera di affinamento. Sbagliato. Anche se la G37 sembra quasi uguale alla G35, a meno di essere dei fan del marchio, in realtà si deve parlare di rinnovamento nella continuità. Proprio come fanno i grandi marchi con posizioni acquisite sul mercato ed una brand-image a prova di bomba. Più grande, più larga più lunga e con il telaio stiracchiato rispetto alla generazione uscente. Le misure dicono 4,65 metri di lunghezza, 1,82 di larghezza e 1,39 d'altezza. Tutte le linee, seppur simili al passato, sono "cosa altra". Andando a vedere con occhio da chirurgo si scopre che neppure un pannello di carrozzeria é rimasto uguale alla 35.

ELLESTYLE La G37 rimane una coupé elegante. Molto raffinata e forse anche troppo pulita. Con pochi tocchi sopra le righe.L'opera di riconoscimento passa essenzialmente attraverso i gruppi ottici anteriori. A noi piace pensarli figli di uno stile ispirato alla lettera L,con la loro forma bislunga che si allarga verso il centro e si alza verso le estremità. Soluzione piacente e relativamente personale che funziona bene soprattutto nel frontale scenico e di presenza. Con la parte alta dei fari che accompagna il giro ruota e disegna muscoli tonici e pronti all'uso.

LEVIGATA Altri particolari parlano di grinta, dalla grigliatura sportiva della mascherina centrale, di presenza ma senza esagerazioni inutili, alle tre bocche nella parte bassa del paraurti, con quella centrale bella aperta. Le minigonne scavate in una fiancata levigata e un posteriore che sfugge via e si concede solo il tocco dello spoilerino e dei due scarichi sembrerebbero parlare il linguaggio della sobrietà. Come un profilo a goccia della cupola abitativa che la fa sembrare una scultura di lamiera affusolata.

MUSCOLOSA L'insieme stilistico rappresenta perfettamente quello che dovrebbe essere il carattere della G37: una vera sportiva ma senza spigoli. I fari posteriori a led chiudono una linea che sembra pensata più per durare che per far battere il cuore al primo sguardo. Mancanza di emozione o garanzia di classe e sobrietà con la garanzia di usarla anche tra 5 anni per andare a teatro senza vergognarsi? Ai posteri...

SCELTE CORAGGIOSE La G37 trova la sua ragione d'essere in un mix di qualità. Certo le auto non giudicano e non si comprano solo con la ragione o per la scheda tecnica. Il fattore emozione, tradizione e riconoscimento possono fare sempre la differenza. Ma la compensazione del "portafoglio" (in america i prezzi tagliano pesantemente - tra i 5 e i 10.000 dollari in meno - quelli delle rivali con nobili origini) potrebbe convincere anche gli snob più convinti. In Casa Infiniti si sentono sicuri al punto da dare evidenza sul loro sito web a uno strumento per confrontare le loro auto con le rivali. Tempo di scelte coraggiose? Forse, dal 2008.


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Pubblicato da Luca Pezzoni, 11/05/2007
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