Prova

Lancia Delta


Avatar Redazionale , il 06/06/08

13 anni fa - Punta senza mezzi termini al vertice del suo segmento

Semaforo verde per la prima novità del secondo centenario Lancia, la nuova Delta, che detta il futuro stilistico della Casa torinese e punta senza mezzi termini al vertice del segmento C. E anche a qualcosa di più

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COM'E' Oltre venticinque anni fa, la Delta originaria è stata la prima del suo segmento a proporre, in dimensioni compatte, contenuti e comfort appartenenti ad auto di categoria superiore. Questa qualità, che ha decretato il successo della prima generazione della compatta Lancia, è stata ri-elaborata ed enfatizzata sulla sua terza erede, che introduce anche ulteriori elementi di innovazione nei riguardi della concorrenza.

SOPRA LA MEDIA La nuova Delta fa infatti parte della ristretta elite delle compatte premium - in compagnia di Alfa 147, BMW serie 1, Audi A3 e Volvo C30 - ma per dimensioni e contenuti potrebbe tranquillamente far parte della categoria superiore, quella delle berline Premium. Con 4,5 metri di lunghezza, 1,8 di larghezza e un passo di ben 2,70 metri, infatti, questa Lancia esce molto dalla media del segmento.

FUORI DAL CORO Passo chilometrico, due volumi e la volontà di unire nella stessa carrozzeria elementi classici a linee attuali, hanno così portato ad un'estetica piuttosto originale e non proprio di gusto "ellenico". Più bella dal vivo che in foto, però, la Delta è sicuramente riconoscibile come una Lancia ed è una voce fuori da coro in un momento dove una certa fascia di autovetture tende ad assomigliarsi sempre di più.

MANIGLIE DELL'AMORE Rispetto ai prototipi visti nei Saloni internazionali e alle foto che sono circolate prima della presentazione ufficiale, l'auto non ha subito particolari modifiche. Così, nel frontale sono ancora l'enorme calandra Lancia e i fari dotati di luci diurne a led a rubare la scena, mentre il posteriore dai fianchi larghi è sempre il profilo migliore, grazie al lunotto privo di cornice a vista e alle luci a led molto tecniche.

PROFILONE La fiancata è invece meno attraente, perché la notevole lunghezza del passo fa sembrare la Delta poco compatta, nonostante il tetto "flying bridge" e l'ampia vetratura laterale facciano di tutto per riequilibrare l'impatto un po' indigesto dell'alta linea di cintura. In questo senso aiutano molto anche le ruote di dimensioni più grandi (17 o 18 pollici) disponibili in opzione e quasi obbligatorie se si vuole dare un po' di dinamismo in più alla fiancata.

UNA SU MILLE
La scelta tra ben quattro diverse opzioni per i cerchi in lega è solo una delle possibili personalizzazioni. In realtà, l'operazione - tra optional, allestimenti, rivestimenti dei sedili, colori dell'interno o dell'esterno - può trasformarsi velocemente in un rompicapo, dato che le combinazioni possibili arrivano a superare le 1000 alternative.

SEMPRE TURBATA Più semplice, almeno sulla carta, appare invece l'offerta di motorizzazioni, dato che sulla nuova Delta avrete sempre sotto il cofano un motore turbo, a scelta fra tre possibilità a benzina ed altrettante a gasolio, tutte equipaggiate di cambio a sei marce di serie. A livello di trasmissioni però, a breve sarà possibile avere un sei marce robotizzato per la diesel 1600, mentre nei prossimi mesi arriverà anche un nuovo automatico/sequenziale a convertitore di coppia, sempre a sei rapporti, abbinato ad un inedito 1800 ad iniezione diretta di benzina.

TANTO PER INIZIARE
Alla base della gamma si posizionano i recenti 1,4 litri a benzina e il 1,6 a gasolio. Il nuovo T-jet è disponibile con due livelli di potenza - 120 e 150 cv, entrambi con 206 Nm di coppia ed Euro 4 - mentre il diesel è solo in versione da 120 cavalli e 300 Nm di coppia. Questo propulsore è già pronto per la normativa Euro 5, come lo sono anche i diesel di cilindrata maggiore, che debuttano proprio sulla nuova Lancia.

DEBUTTANTI ALLO SBARAGLIO
Si tratta del rinnovato Multijet, ora da 2 litri (165 cavalli e 360 Nm), e dell'inedito 1.9 Twin Turbo Multijet che, come si deduce dal nome,  utilizza due turbocompressori di dimensioni differenti per poter sprigionare la non indifferente potenza di 190 cv a 4.000 giri e una coppia di ben 400 Nm a soli 2.000 giri. Questi due motori sono inoltre abbinati ad un nuovo cambio meccanico a sei marce, diverso da quello delle Delta di minore cilindrata.

EVOLUZIONE NATURALE Il due litri è l'evoluzione naturale del millenove common rail Fiat e si può permettere di essere già Euro5 ready grazie ad una serie di interventi sul rapporto di compressione (diminuito da 17,5:1 a 16,5:1 per ridurre i NOx) e sulle candelette per ridurne il tempo di preriscaldamento, mentre un filtro DPF di nuova generazione garantisce emissioni da oscar pur a fronte di una potenza maggiore.

DOPPIO LAVORO Gas di scarico sempre più puliti anche per il bi-turbo diesel di 1.9 litri, sul quale la coppia di giranti si divide amorevolmente il lavoro per offrire una risposta sempre vigorosa. In pratica, fino a 1.800 giri funziona solo la turbina più piccola, per avere meno turbo lag possibile. Da 1.800 a 3.000 le due turbine lavorano in tandem, con quella più grossa che precomprime i gas di scarico per quella più piccola. Dopo i 3.000, finalmente il girante più grosso prende il sopravvento, facendo schizzare la Delta in meno di 8 secondi sul canonico 0-100Km/h.

AISIN IN ARRIVO Per avere prestazioni ancora più incisive bisognerà però aspettare il febbraio prossimo, momento in cui sulla compatta Lancia verrà montato un nuovo motore ad iniezione diretta di benzina di 1800cc. Con 200 cavalli, questo 1.8 Di Turbo Jet sarà quindi il più potente della gamma, verrà proposto unicamente con il nuovo cambio automatico a sei marce Aisin e sarà anch'esso Euro5 ready.

RIDOTTI GLI ARRESTI A livello di telaio le scelte si rivelano più conservatrici, con un avantreno Mc Pherson e un retrotreno a ruote interconnesse e ponte torcente. In opzione, è possibile rendere più sofisticato l'insieme montando le sospensioni elettroniche studiate con Magneti Marelli. Il sistema, finora proposto solo sulle ammiraglie del Gruppo Fiat, gestisce la risposta degli ammortizzatori e, oltre a isolare idealmente l'abitacolo dalla strada, permette di ridurre gli spazi di arresto del 5%.

L'ESP ABSOLUTE Elevatissimi i contenuti elettronici delle nuova Delta, imbottita di  congegni e sistemi di aiuto e intrattenimento alla guida come forse non si era mai visto su una italiana. Parlando di sicurezza dinamica, per esempio, importante è il debutto di un ESP evoluto (Absolute Handling System) che alle solite funzionalità aggiunge l'LTF (Linearization Torque Feedback), il TTC (Torque Transfer Control) e il DST (Drive Steering Torque) con i quali - oltre ad imparare l'inglese - sarete al riparo da sovrasterzi inaspettati, sottosterzo e potrete gustarvi un volante più "pesante" quando vorrete guidare spediti.

UOMO AVVISATO Nel caso siate distratti, o vi cali impercettibilmente la palpebra, sarà ancora il volante, secondo i comandi impartiti dal sistema (Driving Advisor), a segnalarvi che state cambiando corsia, con una coppia applicata al volante che vi indicherà anche da quale parte sterzare per rimettervi in carreggiata. Oltre che in tutti questi sistemi di sicurezza, il volante si rivelerà instancabile anche al momento di lasciare ferma l'auto, a patto però che sia dotata di ausilio elettronico al parcheggio. Perché la Delta, caso unico per una italiana, parcheggia anche da sola.

MULTIMEDIALE A bordo non mancano tutti i sistemi di "infotainmet" che possono rendere piacevole un lungo viaggio o l'uso quotidiano dell'auto. Per cui, alla conosciuta tecnologia multimediale Blue&Me e Blue&Me Nav (ulteriormente implementata), la Delta può essere equipaggiata con un inedito navigatore satellitare, denomitato Istant Nav e realizzato in collaborazione con Magneti Marelli.
COME VA L'obbiettivo di offrire un abitacolo spazioso e di classe elevata era una delle priorità del progetto della nuova Delta. Per questo, una volta seduti al posto di guida, stupisce non poco ritrovarsi di fronte una plancia chiaramente derivata da quella montata sulla Fiat Bravo, sebbene rifinita utilizzando accostamenti cromatici e materiali più raffinati, come il rivestimento in poliuretano brevettato che ricorda la vera pelle.

BUSINESS CLASS Lo spazio per guidatore, passeggeri e bagagli è ottimo, grazie al sedile posteriore abbattibile, scorrevole e regolabile nell'inclinazione dello schienale, che permette di modulare lo spazio a favore di chi è seduto dietro o dei bagagli (380/465/760 lt). Buona parte dell'appeal degli interni però è demandata ai rivestimenti di sedute e pannelli porta che possono essere in tessuto, alcantara o pelle, in base all'allestimento.

SIMIL FERRARI Se volete il massimo, i rivestimenti in esclusiva pelle Poltrona Frau sono un must anche se non avete in programma di dare un passaggio a Carla Bruni. Accrescono di molto lo status degli interni, e completano al meglio la già buona dotazione di serie dei tre allestimenti previsti (Argento, Oro e Platino). Comune a tutti, per esempio, il bel volante a tre razze, con al centro il rinnovato scudetto Lancia, ripreso anche sugli appoggiatesta, una soluzione utilizzata prima d'ora solo su Ferrari e Maserati...

COME IN SALOTTO La posizione di guida è soddisfacente, il sedile può essere regolato per non essere troppo alto e il volante offre un'ottima impugnatura e una corona di diametro non troppo grande. Solo i sedili anteriori sono perfettibili, perché hanno un'imbottitura poco ergonomica e fin troppo rigida. Dietro le cose vanno decisamente meglio, lo spazio per le gambe è commisurato al passo extra-large e solo i centimetri sopra la testa non consigliano pettinature alla Marge Simpson.

ATTENTI AL PARKING Il padiglione spiovente crea anche qualche problema di visibilità verso il posteriore, per cui sarà meglio prevedere il montaggio dei segnalatori acustici per il parcheggio, anche perché i paraurti in tinta con la carrozzeria o la prominente calandra cromata non sono il massimo in quanto a protezione contro le piccole "distrazioni", proprie o altrui.

GRANLUCE Davanti la visibilità non dà problemi
e lo stesso avviene quando si vuole buttare un occhio a cosa accede di fianco all'auto. In compenso, se amate guardare le stelle anche quando siete alla guida, il tetto panoramico Granluce (optional) ha una superficie vetrata pari a circa l'80% del "cielo", giustifica così ampiamente il suo nome. Peccato solo che montandolo si debba rinunciare al rivestimento "Noise absorbing Roof" capace da solo di ridurre in media di circa 2 decibel il rumore a bordo. Anche perché, nonostante gli sforzi profusi in questo senso, la silenziosità di marcia della Delta è un po' sotto le aspettative, soprattutto per quello che riguarda il rotolamento dei pneumatici e il vento sui montanti.

CONFORTEVOLE Più curato invece il lavoro fatto per incapsulare il vano motore. Persino con il piccolo Multijet di 1.6 litri, infatti, il rumore meccanico non arriva mai a disturbare i passeggeri, nemmeno quando gli si tira il collo. Non fosse per qualche rumorino di troppo, quindi, i viaggi a bordo della Delta sarebbero di tutto riposo, grazie al buon assorbimento delle sospensioni e al comportamento generale dell'auto, improntato più sul comfort che sulla guida dinamica.

AGILE E SICURA Comunque, grazie allo sterzo preciso e ai numerosi sistemi di sicurezza attiva di cui è dotata, la Delta riesce a non essere impacciata tra le curve come il suo passo e le dimensione farebbero supporre. In questo contesto non sfigurano nemmeno i freni e il cambio, entrambi puntuali nel rispondere alle richieste di chi è alla guida.

1.6 MULTIJET Il diesel common rail Fiat di ultima generazione, dal canto suo, ce la mette tutta per muovere con un minimo di vivacità gli oltre 1400 chili in ordine di marcia della Delta e, visto nell'ottica dell'utilizzo per cui è nata quest'auto, si può presumere che sarà il motore più apprezzato della gamma. Che si presenta con prezzi allineati verso l'alto del segmento, dato che partono da 21.500 euro per la 1.4 T-Jet da 120 cavalli e arrivano ai 30.700 euro della 1.9 Twin Turbo Multijet, entrambi in allestimento base Argento.

Pubblicato da Michele Losito, 06/06/2008
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