Prova

Mini Clubman


Avatar di Mario Cornicchia , il 10/09/07

14 anni fa - Rimane compatta, pur allungandosi di 24cm

Rimane compatta, pur allungandosi di 24 centimetri per diventare più versatile, rispettando lo spirito originario. Ma ne perde la semplicità di stile, un poco malata di sovradesign.

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COM'E' Finalmente una Mini che, pur rimanendo sotto la soglia urbana dei quattro metri riesce ad avere la versatilità di un'auto normale. Si allunga nel passo e nello sbalzo posteriore e riprende lo stile delle mai dimenticate Traveller e Clubman, con la doppia portina posteriore, con uno stile riuscito ma un po' carico che della semplicità delle antesignane ha ereditato davvero poco.

ARABESQUE L'allungamento non rovina le proporzioni della Mini e rispettalo stile delle Mini lunghe di un tempo, con la coda quasi verticale e il vetro posteriore lungo lungo. Mini wagon decisamente fighetta ma forse troppo disegnata. Le fiancate sono lisce ma la coda non è un esempio di pulizia, tutta stretta in una cornice argento o nera in pendant con il tetto, disegnata dai montanti posteriori e dalla linea superiore del paraurti. Idea originale e che affila la coda, ma la serie di linee, tagli cromature, tergicristalli, catarifrangenti e profili sporca un poco il risultato.

SU IL CAPPELLO Anche il tetto a coppola, rialzato verso la parte posteriore da due finti rail portapacchi (in realtà con funzione aerodinamica) e con il labbro sporgente sopra le portine, è un poco pesante nello stile. La Cooper S ha la terza luce di stop che disegna il labbro posteriore in bianco e, con le finte grigliette nere profilocromate sui paraurti un po' Dolce&Gabbana, aggiunge peso e tormento stilistico. Il doppio tubo di scarico della S, invece, fa tanto shooting brake...

CLUBDOOR Otto centimetri vanno ad aumentare il passo e tutti ad aumentare la distanza tra i sedili anteriori e quelli posteriori, lasciando uno spazio umano per le gambe di chi siede dietro. La Mini Clubman guadagna anche un posto in più, omologata per cinque, e si possono scegliere due posti posteriori singoli o un divanetto piatto. L'accesso è garantito, come nella Mini, dai sedili che si piegano e scorrono in avanti e da una terza porta, la Clubdoor, una porticina che si apre controvento sul lato destro (e che rimane sul lato destro anche per i Paesi con guida a destra) dopo aver aperto la porta anteriore. Un elemento di stile, una ricerca di novità ma, soprattutto una vera furbata funzionale, con il passaggio ai sedili posteriori un poco basso ma decisamente ampio.

SPLITDOOR Altri sedici centimetri vanno ad aumentare lo sbalzo posteriore e, di conseguenza, anche la capacità della Mini di digerire bagagli. Le due portine della Clubman sono comode, leggere e facili da aprire e chiudere. Se ne può aprire soltanto una (la destra) o entrambe, a seconda che si carichi la borsa della spesa o il borsone da fine settimana, e lasciano le luci saldamente ancorate alla carrozzeria, come legge vuole. Soltanto i catarifrangenti si muovono, per delimitare l'ingombro delle portine quando sono aperte. Le due portine separate sono chic e originali in un mondo di orridi portelloni e si aprono anche quando lo spazio è limitato.

MINIWAGON Il bagagliaio non è da vera wagon, e ci sono auto di pari lunghezza (393cm) decisamente più versatili, ma altrettanto decisamente meno eleganti. Sembra anche più piccolo dei 260 litri dichiarati (100 in più rispetto alla Mini tre porte), di cui 50 possono esser nascosti in un gavone se si richiede un piano aggiuntivo pieghevole optional, che livella il piano di carico quando si abbassano gli schienali dei sedili posteriori. In questo caso la Mini Clubman riesce a digerire fino a 930 litri di bagagli. Ma gli schienali posteriori possono mettersi sull'attenti, più verticali, per guadagnare quei pochi centimetri che a volte impediscono la chiusura delle portine. La Clubman non è una vera wagon ma una Mini più versatile, dove caricare la bici o la spesa settimanale senza troppi problemi.

MINIMOTORI Tre i motori disponibili per la Clubman al lancio del 10 novembre, moderni, tutti nuovi, già collaudati e conosciuti con la Mini seconda generazione: Cooper, con il 1.6 da 120cv cavalli, 160Nm per 201 km/h e 9,8 secondi per lo 0-100km/h; Cooper S, con il 1.6 turbo twin scroll da 175 cavalli, 240Nm per 224 km/h e 7,6 secondi per lo 0-100 km/h;Cooper D, con il nuovo turbodiesel 1.6 in alluminio da 110 cavalli, 240/260Nm per 193 km/h, 10,4 secondi per lo 0-100km/h e più di 20 km/litro medi dichiarati. Cambio manuale a sei marce di serie per tutti i motori e automatico a richiesta.

SAVE THE PLANET Tutte le Mini Clubman, come le Mini, si sono messe una mano sul cuore e pensano all'ecologia, mutuando la filosofia Efficient Dynamics di BMW. Così si spengono quando ci si ferma, si mette il folle e si solleva il piede dal pedale della frizione, per riaccendersi da sole quando si preme di nuovo il pedale. Poi, non sprecano energia quando si accelera e sfruttano le decelerazioni per caricare la batteria. E si permettono di suggerire la marcia migliore alla guida ecology conscious con le freccine sul visore sotto il contagiri.

PREZZI PICCANTI L'allungamento costa da 1000 a 2000 euro in più rispetto alla Mini a tre porte, con prezzi da 21.400 euro per la Cooper a 25.800 per la Cooper S, 22.900 euro per la Mini Clubman Cooper D. A cui aggiungere uno dei tre pacchetti opzionali, salt, pepper e chili, che permettono un risparmio tra il 20 e il 24% rispetto al listino dei singoli optional, fino ai 28.600 euro per la Clubman Cooper S più fighetta.

COME VA Più lunga sì, ma sempre compatta e, soprattutto, bassa malgrado il tetto a coppola la alzi di due centimetri rispetto alla Mini tre porte. Al diavolo Suv e monovolume, la Mini è una piccoletta sportiva, divertente, nell'aspetto come nella guida. Ci si infila nell'abitacolo come in quello di una coupé e il sedile si schiaccia bene fino al fondo del pavimento, con grande soddisfazione degli amanti della guida sdraiata, e ben coordinato con la regolazione del volante che, solidale con il contagiri,si abbassa fino quasi ad appoggiarsi alle ginocchia senza compromettere la visibilità dello strumento.

QUALITA' TEDESCA Con la seconda serie la Mini ha fatto un bel salto di qualità negli interni, con materiali più gradevoli per tutti i sensi e assemblaggi più teutonici e meno inglesi nell'accuratezza. Quattro sono le tinte a disposizione per gli interni, cinque le varianti per la Colour Line, tre i rivestimenti per i sedili (stoffa, stoffa/pelle e pelle) e una scelta ampia per le modanature, dal legno al piano black. Combinate con le 40 soluzioni cromatiche per l'esterno, è facile avere la Clubman differente da quella del vicino.

CHE BATTUTA! Al posto di guida non si percepisce che dietro i sedili anteriori è tutto diverso. Anche se, alla prima occhiata nello specchio, la battuta centrale delle portine si fa notare subito, non fastidiosa in città o in statale, sembra allargarsi però quando in autostrada la carreggiata si stringe per effetto della prospettiva, coprendo completamente chi segue a distanza. Ma saranno in molti a non accorgersene nemmeno, data la nuova tendenza a guardare sì e no davanti senza curarsi di chi segue, anche se è un'ambulanza a sirene spiegate luminosa come l'albero di Natale.

MENO NERVOSA Sul fronte comfort la Mini Clubman è un importante passo avanti rispetto alla Mini. Otto centimetri in più nel passo la rendono più stabile e serena nelle reazioni e anche il comfort acustico è stato curato, con la sensazione tutta personale che la Clubman sia anche più silenziosa. Meno nervosa e salterina della Mini, rende i viaggi più rilassanti.

SEMPRE MINI Ma non pensate che la Mini con la Clubman si sia imborghesita. Mantiene intatto lo spirito originario e inalterato l'impegno necessario per guidarla spingendo a fondo. Per la primissima prova era disponibile soltanto la Cooper S, con assetto normale o sportivo e tutte con differenziale autobloccante. La coda protesica rende la Mini meno nervosa anche alla guida e se già la Mini seconda generazione ha le medesime reazioni della prima, ma meno brusche, la Clubman rende le reazioni ancora più temperate e lente.

CHE CARATTERE... La Mini Clubman si infila sempre bene in curva, ma sullo sterzo elettromeccanico fa sentire reazioni che all'inizio si fa anche fatica a interpretare, quasi degli scatti che rendono poco fluida la scelta della traiettoria. Il differenziale autobloccante, poi, rispedisce subito all'interno della curva quando si dà gas, dovendosi preparare alla correzione della traiettoria verso l'esterno. Va meglio con l'assetto sportivo, con meno reazioni al volante e una guida più precisa, che ha meno bisogno di correzioni. Viene da chiedersi, comunque, come mai tutte le Mini disponibili per la primissima prova erano dotate di differenziale autobloccante, optional certo non tra i più diffusi...

CORTA O LUNGA? Se volete il vero feeling Mini, meglio la corta, se volete una sportivetta anche versatile preferite la Clubman. Anche se sono convinto, e aspetto di provare una Cooper senza la S (e senza differenziale autobloccante) per averne conferma, che alla Clubman si addica un telaio meno sportivo, con ruote e assetto più tranquilli, più rilassante ma non per questo meno efficace.


Pubblicato da M.A. Corniche, 10/09/2007
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