Autore:
Paolo Sardi

 

 

PER ANTONOMASIA Anche se i tedeschi sono notoriamente gente un po' freddina, stavolta un pizzico di emozione traspariva dagli sguardi degli uomini Mercedes. Quella che hanno presentato nei giorni scorsi a Madrid non è una novità qualsiasi, un modello secondario buono giusto per mettere un piede in una nicchia di mercato. Si tratta della nuova Classe E, modello che vanta una storia lunga più di 60 anni e che è stato venduto in una dozzina di milioni di pezzi. Quanto basta per farne la colonna portante del bilancio di Stoccarda oltre che la Mercedes per antonomasia ai quattro angoli del pianeta.

 

ESAME DEL DNA Tanto di cappello, dunque, di fronte alla scelta dei vertici della Stella di osare un po' e di rompere con il passatodal punto di vista stilistico. La doppia coppia di fari tondi finisce in soffitta rimpiazzata da nuovi proiettori rettangolari, che hanno l'unica colpa di ricordare un po' quelli delle Lexus. A fugare ogni dubbio sul DNA della nuova Classe E provvede la classica mascherina in stile rasoio multi lama, gene forte della stirpe teutonica.

 

ATLETICA Il resto della carrozzeria mostra un certo family feeling con le ultime proposte Mercedes. Il muso adotta uno scollo leggermente a V che fa di tutto per sembrare largo e per dare un tocco di sportività, aiutato in questo senso dalle nervature che solcano la fiancata, leggermente a cuneo, e disegnano parafanghi posteriori muscolosicome le spalle di un atleta. Le forme austere di un tempo sono un lontano ricordo, anche se non c'è nessuna caduta di stile: noblesse oblige. E l'eleganza va d'accordo anche con l'aerodinamica visto che si parla di un coefficiente aerodinamico record di soli 0,25.

 

UN TIPO (S)QUADRATO L'abitacolo ha forme un po' più rigorose e squadrate. La plancia si sviluppa lungo linee orizzontali, con il mobiletto centrale piazzato allo zenit. Dritto sull'attenti, raccoglie con la meticolosità di un bibliotecario i vari comandi, alcuni con pulsanti dedicati, altri accentrati nell'ormai immancabile manopola piazzata tra il pilota e il suo secondo. L'ordine è fondamentale, anche perché con la nuova Classe E gli ingegneri tedeschi si sono superati, infarcendo la macchina di dispositivi elettronici di ogni genere, utili a rendere la vita a bordo più comoda e sicura.

 

PAUSA CAFFE' Giusto per fare qualche esempio merita una prima menzione l'Attention Assist, montato di serie su tutta la gamma. Il sistema rileva se il guidatore abbassa la soglia di attenzione e rischia un eventuale colpo di sonno, invitandolo a fare una pausa. Tra gli altri effetti speciali - stavolta optional - spiccano lo Speed Limit Assist, che legge i cartelli che indicano i limiti di velocità e li riproduce al centro del tachimetro, e gli abbaglianti adattivi che si commutano in anabbaglianti in funzione dei veicoli che si incontrano lungo la strada per tornare poi a fare piena luce a strada libera.

 

SU MISURA Questa è solo la proverbiale punta dell'iceberg. La nuova Classe E può montare gadget di ogni sorta, lasciando anche all'acquirente ampio margine per personalizzare la sua Mercedes a piacimento, incrociando colori degli esterni a tessuti e pellami,finiture metalliche e in legno per la plancia, cerchi da 16 a 19 pollici, kit AMG e chi più ne ha più ne metta.

 

PER TUTTI I GUSTI L'imbarazzo della scelta si ha però già sul fronte dei motori, tutti realizzati avendo come obiettivo quello di migliorare nello stesso tempo prestazioni e consumi. Serbatoio pieno e macchina scattante hanno rimpiazzato nei sogni dei motoristi Mercedes la botte piena e la moglie ubriaca. I sogni sono però diventati quasi realtà, complice la filosofia BlueEfficiency, che cerca ogni più piccolo espediente per aumentare l'efficienza complessiva, e l'adozione, nella maggioranza dei casi, dell'iniezione diretta del carburante. Il fronte a benzina comprende le varie E 200 CGI (184 cv), E 250 CGI (204 cv), E 350 CGI (292 cv), E 500 (388 cv) ed E 63 AMG (525 cv). La parte del leone nella raccolta ordini la faranno però le versioni diesel e in particolare le E 220 CDI (170 cv) ed E 250 CDI (204 cv), affiancate dallaE 200 CDI (136 cv) e dalla E 350 CDI (231 cv), cui si aggiungerà poi la E 350 BlueTec (211 cv già il linea con le norme Euro 6), in attesa di una variante diesel ibrida.

 

FAMIGLIA ALLARGATA Guardando al futuro, a maggio arriverà la versione coupé mentre nel corso dell'anno sarà presentata la station wagon, cui seguirà poi, pare, anche una Classe E apribile. Tornando al presente, questa Mercedes è offerta anche con trazione integrale nelle versioni 350 diesel e benzina e in abbinamento al V8 della 500. Quanto infine agli allestimenti, le varianti proposte sono quattro: Executive, Elegance, Avantgarde e Avantgarde AMG. I vertici della Casa pensano che la best-seller sarà l'Avantgarde ma, volendo, ci si potrebbe accontentare anche della "base, che dispone comunque tra le altre cose di clima automatico bizona, cerchi in lega, Esp, sensore crepuscolare e volante multifunzione. Giusto per fare due esempi, così equipaggiata, la E220 CDI Executive costa 43.900 euro mentre la E 250 CDI viene 49.000 euro.

 

VIAGGIO NELLO SPAZIO La prima impressione che si ha a bordo della Classe E è di spazio, grazie soprattutto al disegno della plancia che, con il suo fascione molto esteso, dà un'idea di grande larghezza. Non è comunque solo un'illusione: i centimetri a disposizione sono tanti davvero e non potrebbe quasi essere diversamente, con una carrozzeria lunga 486 cm, larga 185 e alta 147. Il posto di guida presta il fianco a poche critiche, con sedili ben profilati e imbottiti, il volante angolato come si deve e regolazioni ampie.

 

TAXI DRIVER La qualità delle finiture sembra all'altezza del buon nome della Casa, con parti schiumate piazzate anche lontano dagli occhi e dalle mani dei passeggeri. Anche questi ultimi sono trattati in guanti bianchi. Chi viaggia dietro, anche se più alto della media, non ha nessun problema, né per le ginocchia né per la testa. Chiamando un taxi, in futuro, e vedendo arrivare una Classe E si potrà tirare un sospiro di sollievo, con la certezza di poter sistemare senza fatica tutte le borse nei 540 litri del bagagliaio.

 

GIROTONDO Nei primi metri questa Mercedes mette un po' in soggezione con i suoi ingombri ma negli spazi stretti si dimostra più agile del previsto. La visibilità è discreta e lo sterzo ha un diametro di volta molto contenuto, che permette di trarsi d'impaccio in fretta anche lasciando per prudenza qualche centimetro di margine prima degli ostacoli. In ogni caso, i sistemi di assistenza al parcheggio sono una benedizione per chi pensa di muoversi spesso in ambito urbano.

 

TAPPETO VOLANTE La Classe E si muove a meraviglia anche sullo sconnesso dei lastricati del centro. L'assetto Direct Control, che si adatta automaticamente alle varie situazioni di marcia, filtra bene le buche e lascia arrivare soli i colpi più secchi alle terga dei passeggeri. Il suo comportamento è ottimo soprattutto sugli avvallamenti autostradali, superati con un effetto "tappeto volante". E che la Classe E sia soprattutto un animale da autobahn lo dimostra anche losterzo, poco diretto e non molto reattivo.

 

FRECCIA ROSSA Nel misto la Classe E preferisce che non le si metta troppa fretta. Gli ingombri e la massa importanti e, soprattutto, un volante che non offre un gran feedback suggerisco di evitare una guida arrembante, con il coltello tra i denti. Le soddisfazioni più grandi si hanno pennellando le curve più veloci in appoggio. Qui questa Mercedes viaggia come un treno ad alta velocità, lasciando i passeggeri nel comfort e nel silenzio più totalie seguendo la linea impostata rigorosamente. Giusto per la cronaca, la velocità massima è di 242 km/h.

 

PARTNER IDEALE Vista l'indole della macchina, c'è poco da stupirsi che a Stoccarda indichino come partner ideale della Classe E il turbodiesel 2.2 che spinge la 250 CDI, provata con il cambio manuale a sei marce ma venduta in Italia solo con cambio automatico. Questo motore strappa consensi incondizionati. Attacca a spingere con forza molto presto, con la coppia massima che viene raggiunta tra i 1.600 e i 1.800 giri e allunga poi il passo in modo imperioso, dando in meglio di sé ai medi.Volendo insistere si può portare la lancetta del contagiri nell'orbita dei 5.000 giri ma l'operazione non dà grandi frutti. E' più redditiziopassare al rapporto successivo molto prima e sfruttare la grande elasticità in progressione.

 

NON ALZA IL GOMITO Strapazzando il pedale dell'acceleratore in uscita dalle svolte più strette si ottengono anche risposte grintose, che possono anche arrivare a chiamare in causa il controllo della trazione e della stabilità. Il pane quotidiano della Classe E è però ben altro, nella guida con piede felpato, in cui si ha l'impressione di poter arrivare in capo al mondo senza alcuna fatica. Condotta così, tra l'altro la E 250 CDI si conferma anche una parca bevitrice, visto che su strade scorrevoli ci è capitato di leggere consumi reali inferiori ai 6 litri per 100 km.


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