Prova

Seat Mii


Avatar di Luca Cereda , il 24/11/11

9 anni fa - Citycar tedesca in salsa iberica

La sorella spagnola della up! arriverà a maggio anche in versione 5 porte. Due motori, due allestimenti e diverse possibilità di personalizzazione. Sotto il cofano della Seat Mii c'è anche un 1.0 da 60 cavalli a misura di città.

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Mii VENDO Tre caravelle all’attacco del segmento A. Dopo la up!, e in attesa della Skoda Citigo, Volkswagen lancia la Seat Mii. Stesso pianale per tre ma target, posizionamento e prezzi differenti. Nei piani di Wolfsburg la spagnola, faccia da monella e il pallino della personalizzazione, è quella per i giovani. A questi un incentivo dovrebbe darlo anche il prezzo d’accesso, non ancora ufficializzato ma stimato sotto i 9.500, ovvero circa 1.500 euro in meno di quanto dovrebbe costare la up!, che attacca però col motore da 75 cv rispetto ai 60cv della Mii base.

SVILUPPI FUTURI Se ne riparlerà in primavera, in ogni caso. Da noi la Seat Mii non arriverà nelle concessionarie prima di maggio, nonostante in Spagna sia pronta ad entrare sul mercato già il mese prossimo. A maggio debutterà anche la versione a cinque porte a fianco di questa “a tre”. Il calendario prevede poi l’introduzione del cambio automatico in abbinamento al motore 1.0 da 75 cv e l’aggiunta alla gamma della versione a metano, con motore 1.0 da 68 cavalli ed emissioni di soli 80 g/km di CO2. Escluso per il momento il diesel, l’ultimo innesto dovrebbe essere la versione Ecomotive della Mii, “purificata” dallo start&stop, dal dispositivo di recupero dell’energia in frenata e da pneumatici a bassa resistenza al rotolamento.

GUARDAMii Aspettando di metter su famiglia a sé con tutte queste varianti, la Mii entra nella famiglia Vw e, ancor prima, in quella Seat. Storicamente raccoglie il testimone della Arosa, adattandosi però ai tempi che corrono; il che significa condividere le linee geometriche e pulite tipiche del Gruppo e non trascurare le possibilità di personalizzazione, negli interni ma anche sulla carrozzeria, tramite appositi adesivi. Di qui anche la scelta di un nome che richiama all’individualità: Mii. Da pronunciare, ci dicono, nonostante la doppia, senza stiracchiare troppo la “i” alla siciliana.

APPUNTITA Benché figlia di un progetto multibrand, la Seat Mii sfoggia comunque una sua personalità, concentrata tutta nel frontale. L’aria paciosa della up! diventa, in salsa iberica, lo sguardo furbo di chi sa come farsi largo nel traffico: merito di fari più taglienti, di una griglia e di una presa d’aria nero-pece in netto contrasto con la carrozzeria pastello. In Seat lo chiamano “arrow design”, perché tutti i particolari disegnano un frontale appuntito, “a freccia”. “Arrow” sono è anche il design dei gruppi ottici posteriori. Senza elementi cromatici di rottura e un paraurti molto spigoloso, il posteriore della Mii appare però un po’ più pesante rispetto a quello della UP!.

BAD REFERENCE Negli interni ritroviamo qualche soluzione d’antan, come la lamiera a vista della portiera in tinta con la carrozzeria; che però sulla Mii, a differenza della UP!, a sua volta non fa pendant con la modanatura della plancia. La plancia è proprio il punto debole dell’allestimento Reference, quello d’accesso: la modanatura grigio opaca abbinata alle portiere gialle non mette di buon umore. I sedili di serie riportano invece agli anni Novanta, per il look.

CHIC O SPORT? Decisamente meglio va con l’allestimento superiore, lo Style, personalizzabile con i pacchetti Chic e Sport per creare un ambiente più modaiolo. A far la differenza sono i dettagli: la plancia con modanatura lucida, le cromature attorno alla strumentazione, sedili più sagomati e il volante rivestito in pelle, senza contare le dotazioni aggiuntive. La Mii in versione Sport è caratterizzata invece da vetri oscurati, fari fendinebbia, sospensioni più rigide e assetto ribassato di 1,5 cm.

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MENU’ FISSO E ALLA CARTA Le dotazioni. Di serie la Mii Reference offre ABS, airbag laterali, Isofix, divanetto abbattibile, volante regolabile in altezza e poggiatesta per i passeggeri posteriori. La Style aggiunge alzacristalli elettrici, chiusura centralizzata, calotte specchi e maniglie in tinta con la carrozzeria. Tra gli optional figurano il tettuccio scorrevole, il pacchetto sedili (con sedile conducente regolabile in altezza e divanetto posteriore frazionabile), lo stereo con sei casse e il navigatore portatile Navigon con schermo da 5 pollici, che funge anche da dispositivo di infotainment.  La chicca del listino però è il City Safety Assist, il sistema di frenata automatica che interviene quando si rischia il tamponamento a basse velocità; un dispositivo che, anche a richiesta, pochi modelli del segmento A possono vantare.

75 O 60 In attesa che prezzi ed allestimenti per il mercato italiano vengano definiti alla perfezione (probabilmente in occasione del Motor Show), le due certezze sulle quali pianificare un eventuale acquisto restano i motori. La Mii, a differenza della up!, assieme al 1.0 benzina da 75 cv propone una variante meno potente del 3 cilindri di Casa da 60 cavalli. Malgrado la potenza inferiore, quest’ultimo ha una coppia massima pari al 75 cv (95 Nm) e dichiara consumi di 4,5 l/100 km nel ciclo misto. Il 75 cv promette invece 21,2 km con un litro e da giugno avrà anche il cambio automatico, in alternativa al buon manuale a 5 marce di serie.        

DI SOSTANZA Come già accennato, l’accoglienza cambia di molto se si sale su una Mii Reference o una Mii Style. Questione più di apparenza che di sostanza (vedi il Com’è), perché per il resto nella sua semplicità l’abitacolo della Mii non tradisce grosse pecche. Le componenti, anche quando non troppo rifinite, appaiono solide e ben montate. Trovare una posizione di guida idonea a tutte le taglie non è un’impresa sebbene si possa regolare il volante solo in altezza, mentre il sedile scorre avanti e indietro ma si alza e si abbassa solo se si acquista il Seats Pack. Alti o bassi che ci si metta, la Mii garantisce sempre una buona visibilità.

PER QUATTRO Tra tasche e portabicchieri, chiavi, monete cellulare trovano asilo in ogni angolo, restando sempre a portata di mano, come si deve sull’auto di tutti i giorni. Buona l’idea di accorpare tutta la strumentazione in un pannello trapezoidale ben concentrato, posto esattamente all’equatore della plancia, con ogni comando sulla rotta delle dita. Avendo ricavato da un’auto lunga 3,5 metri un passo di 2,42 metri, va dato atto alla Casa di aver fatto un certo sforzo per offrire più spazio possibile all’interno. La capienza è però sempre di 4 posti secchi, non uno di più. Se sono adulti i quattro passeggeri ci stanno a filo, ma ci stanno, godendo anche di un discreto agio per la testa (la Mii è alta 1,48 metri). Ben venga la cinque porte che eviterà ai Vatussi mosse da speleologo per accedere al divanetto.

VANO A DUE PIANI Il bagagliaio è di 251 litri: basta per due trolley e il necessaire di una vacanzina; ha anche un ripiano mobile utile a sollevare il piano di carico se da mettere via c’è solo la spesa di una settimana. Ben piantata sulle quattro ruote, con le due carreggiate che sfruttano al massimo la larghezza concessa, la Mii sgattaiola con un’ottima tenuta di strada, facendosi guidare in tutta comodità. Le reazioni dello sterzo sono sincere, consentono svolte rapide e precise nei labirinti di città, che è poi il suo habitat naturale. Buono il compromesso raggiunto nella taratura delle sospensioni, né troppo morbide né troppo secche nelle risposte quando si incappa in qualche dosso o buca.

SLALOM SPECIALE Con misure ultracompatte e diametro di sterzo contenuto (9,8 metri), la Seat Mii ha ottime carte da giocare nel traffico e nella guerra dei parcheggi. Ma è anche un’auto che si lascia guidare piacevolmente a velocità più sostenute, proprio perché stabile, ben bilanciata e precisa negli inserimenti in curva. A spingerla c’è il nuovo tre cilindri 999 cc a benzina di VW declinato in due varianti di potenza: da 60 o 75 cv.

60 PER CITTA’ Il 1.0 da 60 cv è, al momento, un’esclusiva della Mii. La up! infatti non lo prevede, la Skoda Citigo si vedrà. Il millino da sessanta è un onesto motore da città; non gli manca lo spunto in partenza, ma quando si tratta di riprendere vigore ai medi chiede spesso di scalare la marcia, pena qualche titubanza iniziale. Nell’abitacolo la sua voce si fa sentire abbastanza, ma è un frullare sopportabile. Durante la prova consumi dichiarati dal computer di bordo si sono assestati intorno ai 6 litri ogni 100 km, dopo aver gironzolato a lungo nelle arterie più congestionate di Barcellona.

75 PER TUTTO Più vigoroso e versatile è certamente il 75 cv, che per assurdo si fa notare di meno a livello di acustica. La spinta più energica la dà ai medi, ma anche ai bassi non ne fa mancare. In città dà risposte sempre pronte; il vantaggio è che anche una volta usciti si dimostra all’altezza quando si ricerca l’allungo, offrendo un’erogazione corposa. In futuro si sposerà al cambio automatico anche sulla Mii, ma il manuale di serie è già in grado di fargli da buona spalla, per facilità di cambiata e spaziatura, anche se la quinta marcia è piuttosto lunga. I suoi dati di consumo non si discostano di molto da quelli del 1.0 da 60 cv: se il differenziale di prezzo non sarà di troppo superiore, conviene. Anche se Seat prevede di vendere soprattutto Mii da 60 cv, proprio per la fascia di prezzo in cui si collocherà.

ALTRO SEGMENTO Ragionamenti più concreti sulla convenienza si potranno fare soltanto quando Seat renderà note le specifiche commerciali per il mercato italiano, eventuali promozioni, e soprattutto la lista-prezzi degli optional. Tra questi ingolosisce il City Safety, gadget tutt’altro che da utilitaria. Serve a sventare i tamponamenti a basse velocità, funziona tra i 5 e i 30 km/h ed è venduto nel pacchetto sicurezza assieme all’ESP.

5 STELLE Se ci distraiamo, il nostro destino non è segnato: grazie a radar che misurano la distanza tra la nostra Mii e il veicolo che ci precede, il Safety Assist attiva una frenata automatica totale che blocca la macchina e ci risparmia un bel botto. Occhio però che nel momento in cui si interviene sullo sterzo, oppure si inizia a frenare premendo il pedale, tutto torna in mano nostra. E la frenata del City Safety non è più integrale, ma solo potenziata per venirci incontro. In caso di crash consolatevi: la protezione è da 5 stelle EuroNCAP.                       


Pubblicato da Luca cereda, 24/11/2011
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