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CROSSOVER Enduro stradale? Turistica? Macché, non c’è niente da fare: alla Versys tutte le definizioni tradizionali dell’universo a due ruote vanno strette come una seconda di reggiseno a Manuela Arcuri. Si era già detto anche all’uscita delle prime foto ufficiali e dal vivo l’impressione non cambia: la definizione giusta si può pescare solo nel mondo dell’auto. Questa Kawasaki è una crossover, parola buona un po’ per tutte le stagioni anche se in sé dice ben poco; semplicemente afferma che neonata di Akashi sta a cavalcioni di almeno un paio di categorie canoniche.
STAFFETTA Anche trovare una rivale alla Versys è un’impresa non da poco. La Transalp è un pelo più fuoristradistica, come pure la V-Strom, almeno nell’aspetto. Avanzerebbe la Multistrada 620, se non fosse stata messa in prepensionamento dalla Ducati. Quel che è certo è che questa Kawasaki evolve in chiave stradale in Dna della KLE 500, che resta ancora a listino ma pare ormai pronta a passare il testimone dopo tre lustri di onorato servizio. A FUNGO La Versys (vale la pena di ricordarlo: il nome è l’acronimo di Versatile System) è realizzata partendo dalla base della gamma ER-6, da cui eredita, tra le altre cose, il telaio e il motore. Le sovrastrutture sono invece inedite. L’elemento più originale è senza dubbio il nasuto cupolino, che termina con un curioso faro a forma di fungo, sovrastato da un piccolo parabrezza regolabile su tre posizioni per un totale di 40 mm. Alle sue spalle c’è una strumentazione composta da un contagiri analogico, da una nutrita serie di spie e da un display digitale che dà tutte le indicazioni del caso. Completa il ponte di comando il manubrio rialzato, sostenuto da un riser molto massiccio. MINIMALISTA L’insieme serbatoio-cupolino esaurisce quasi da solo il capitolo carrozzeria, decisamente attillata. I fianchetti laterali e il codino hanno un aspetto minimalista, come i convogliatori del radiatore e le piastre ai lati del telaio. Queste parti sono tutte in plastica, come pure il guscio che protegge dai colpi il motore. A colmare l’apparente vuoto sono i molti componenti tecnici dal look ricercato, primo fra tutti il lungo forcellone asimmetrico in alluminio, rettilineo con capriata di rinforzo sul lato sinistro, a banana sul lato destro. TUTTO IN UN CLIC Decentrato dalla stessa parte fa bella mostra anche l’ammortizzatore, uno Showa regolabile nel precarico molla e nel freno idraulico in estensione. Le stesse operazioni si possono fare sulla forcella upside-down da 41 mm. Ai suoi piedi sono vincolate pinze a doppio pistoncino Tokico, che mordono una coppia di dischi a margherita da 300 mm. La stessa merlatura caratterizza anche il disco posteriore da 220 mm, su cui lavora una pinza a pistoncino singolo. Le ruote, sono entrambe da 17" e calzano pneumatici 120/70 all’anteriore e 160/60 al posteriore. QUESTIONE DI POCO Come già accennato, il telaio in tubi tondi mantiene la medesima architettura della ER-6n e 6f, a parte il telaietto ausiliario che irrobustisce il posteriore per la gioia di chi si dedica ai trasporti eccezionali, specie in vacanza. Le modifiche a livello di sospensioni comportano solo lievi variazioni a livello di geometria. Il cannotto di sterzo della Versys è inclinato di 25°, come sulla ER-6f, mentre la ER-6n fa segnare mezzo grado in meno. Nel terzetto di sorellastre, la Versys è anche quella che fa segnare i valori più alti alle voci avancorsa e interasse, con 108 e 1.415 mm. Giusto per la cronaca, la ER-6n dichiara 102 e 1.405 mm, mentre la ER-6f si pone a metà strada, con 106 e 1.410 mm. SACRIFICIO RIPAGATO Il motore bicilindrico frontemarcia è a sua volta rivisto per esaltare le doti di spunto e il tiro ai regimi intermedi. I tecnici di Akashi hanno lavorato soprattutto sugli alberi a camme e sullo scarico, che resta sotto il motore ma guadagna un raccordo di compensazione tra i collettori. La centralina ha una diversa mappatura, che tiene conto anche del nuovo catalizzatore, indispensabile per rientrare nei parametri Euro 3. La potenza massima è ora di 64 cv a 8.000 giri, contro i 72 delle due ER-6. La rinuncia alla potenza assoluta paga sul fronte della curva di coppia, che si fa più robusta nell’arco tra i 4.000 e i 6.200 giri e ha un picco di 61 Nm (6,2 kgm) a 6.800 giri. Per i neopatentati è prevista anche una versione depotenziata da 25 kW. SU MISURA La Versys farà il suo debutto in società all’Intermot di Colonia. Nei giorni successivi al salone, i primi esemplari arriveranno nelle concessionarie, a un prezzo che è ancora in via di definizione. La cifra dovrebbe comunque aggirarsi attorno ai 7.000 euro per la versione priva di Abs, offerto comunque in opzione. Il conto potrebbe poi salire ulteriormente per chi si lasciasse tentare dalla lunga lista di accessori messa a disposizione dalla Kawasaki. Ce n’è davvero per ogni esigenza, come per esempio il cupolino maggiorato, il portapacchi con bauletto, il supporto per il navigatore TomTom, la sella ribassata e gli specchi con frecce integrate.
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