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COME SONO Raffinate, potenti, vistose e soprattutto nude. Con le superbike 1000 da 190 e passa cavalli relegate ad un utilizzo quasi esclusivamente pistaiolo e a numeri di vendita certo non da best seller, le naked ad alte prestazioni sono una alternativa stuzzicante per chi vuole divertirsi su strada senza spezzarsi la schiena, divertirsi in pista con prestazioni di alto livello e perché no, correrci anche qualche gara (queste moto sono sempre ben accette nella classe open) sfidando le moto con il manubrio basso. Insomma, moto come l’Aprilia Tuono 1000 R Factory e la KTM Super Duke si possono considerare le sportive del terzo millennio. Non fingono, sono sportive sul serio. IL LATO ESTREMO DELLA NAKED Estreme, sfacciate, rigide, arrivano con codini monoposto e ninnoli in carbonio, amano più sfogarsi tra i cordoli che viaggiare in colonna nel traffico. E da brave sportive impongono a chi le guida qualche sacrificio, visto che hanno un raggio di sterzo da Moto Gp, sospensioni perfino più sofisticate della maggior parte delle sportive, assetti più votati al circuito che ad assorbire il pavè e comfort per il passeggero scarso. In comune il passaporto austriaco dei motori che hanno anche la stessa architettura, con i cilindri a V stretta per entrambi, la voglia di stupire con dotazioni di primo piano e prezzi elitari, che però, chissà perchè, non fermano mai chi è interessato l’acquisto. LA CAPOSTIPITE Spetta ad Aprilia il merito di averci creduto per prima, la Tuono non è mai stata una naked come le altre; fin dalla prima versione a Noale le hanno iniettato lo stesso DNA della RSV 1000 di cui la Tuono ha seguito le evoluzioni anno dopo anno. Di fatto, la Tuono altro non è che una RSV 1.000 spogliata, una vera sportiva con il manubrio alto e per questo si è sempre permessa di strapazzare le concorrenti sul fronte della guida e delle prestazioni in pista. BELLA DENTRO Diciamoci la verità la Tuono non è mai stata la più bella del reame, ma lei è bella dentro, perché ha sempre saputo conquistare chiunque grazie ad una ciclistica da riferimento. La diretta discendenza dalla RSV è evidente in tutto e per tutto e l’unica grafica disponibile di questa Factory fa di tutto per farsi notare, un patchwork vistosissimo, base bianca, fregi rossi, telaio bronzo, forcella oro, cerchi blu…. Manca qualche colore? Ma oltre a questo, della Factory colpisce la raffinatezza della ciclistica, la sua scheda tecnica può far impallidire qualsiasi moto. ROBA DA GARA Telaio e forcellone scatolati in alluminio, sospensioni Ohlins (ammortizzatore di sterzo compreso), freni con pinze radiali Brembo serie oro a quattro pastiglie (ma la pompa è assiale) e cerchi ultraleggeri forgiati della OZ. Per lei c’è l’ultima evoluzione del V2 Rotax, quello con valvole e condotti maggiorati, capace di 139 cv dichiarati (137 al nostro banco) che rappresentano il record per un bicilindrico naked da 1.000 cc. PREZZO DA AMATORE Logico che poi il prezzo lieviti fino ai 14.100 €, che non sono certo bruscolini per una nuda. Ma questa non è una nuda normale, per cui si può accettare di pagare una cifra mediamente superiore di 2.000 € rispetto alle concorrenti più stradali e allineata a quella richiesta per una sportiva vera. L’AUSTRIACA PIÙ FUORI Perché la KTM invece è normale? Già la Super Duke standard (protagonista quest’anno nel trofeo in pista) non scherza, ma per dimostrare che quando ci si mettono non sono secondi a nessuno, a Mattighofen ti sfornano anche la R, un inno all’ignoranza motociclistica. Non fosse per telaio e ammortizzatore colorati in un fiammeggiante arancio potrebbe anche passare inosservata come la moto di Diabolik. Nera come la pece è cattiveria allo stato puro e alla fine, proprio grazie a quegli inserti fluo non è meno vistosa della concorrente italiana. La Super Duke R non deriva da nessuna sportiva è una naked "nativa" ed è per questo che affronta il tema della sportività in modo differente rispetto alla Aprilia. TRALICCIO RIGIDO Il telaio è un traliccio in acciaio, le dimensioni più compatte, ma quanto a dotazione ciclistica la nuda d’Austria non fatica a tenere il passo dell’Italiana, ha gli stessi freni, per esempio, non ha i cerchi forgiati ma sul piatto della bilancia mette la pompa freno radiale, assente invece sull’Aprilia. Per lei in KTM hanno attinto a piene mani al catalogo Power Parts (in pratica chiunque può farsi una R, volendo) piazzando sulla R forcella e ammortizzatore WP Racing e l’ammortizzatore di sterzo regolabile. Rispetto alla Super Duke standard, l’ammortizzatore più lungo montato sulla R porta a quote di sterzo piuttosto radicali (l’inclinazione del cannotto è di soli 22°7’) che enfatizzano la già esagerata maneggevolezza del duca d’Austria. MONOPOSTO E per non creare fraintendimenti sul come la R ama essere usata, a Mattighofen l'hanno vestita con un codino monoposto (anche se la moto è omologata per due). Peccato che, già che c’erano, in KTM non abbiano messo mano al motore. Il V2 di 75° è lo stesso della versione base da 120 cavalli dichiarati (anche la Factory condivide il motore con la Tuono R), sulla carta manca qualche puledrino, ma la KTM ha nell’erogazione il suo punto di forza. E il prezzo non si discosta molto dalla concorrente, 13.900 €. Eiltario.
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