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Citroën DS4


Avatar Redazionale , il 31/08/10

11 anni fa - Partendo dalla rinnovata C4 la DS4 si trasfigura in qualcosa di più raffinato, pretenzioso e personalizzabile.

La Citroën DS4 si trasfigura in qualcosa di più raffinato, pretenzioso e personalizzabile. Con una batteria di motori ecologici o cavalluti e assistenza postvendita tipica dei prodotti premium. Ecco prime foto e dettagli, premiére al Salone di Parigi.

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MUTATIS MUTANDIS Come previsto, prosegue l'allargamento della gamma DS sotto le insegne Citroën. Dopo la piccola DS3, alternativa postmoderna nel segmento B per chi cerca esclusività e originalità senza cadere nel solito immaginario Mini, ora arriva la Citroën DS4. Partendo dalla base C4, appena rinnovata, si delineano i contorni di un'auto che pur condividendone la sostanza si presenta diversa, sia per forma sia per contenuti e destinazione d'uso. Auto nuova per clienti nuovi, in un certo senso lontani dal classico mondo Citroën ma, a partire dallo stile e proseguendo con sfizi e vizi ai limiti del capriccio, la DS4 sembra avere le carte in regola per distinguersi. Ecco le prime foto della compatta luxury cucinata alla francese, per vederla in metallo e personalizzazioni appuntamento a Parigi.

MUSO E CURVE A partire dal muso si notano eredità Citroën ma anche le tipiche influenze genetiche della gamma DS. Vedi i fari oblunghi che giocano agli inseguimenti geometrici con la mascherona centrale fino ad allungarsi verso i passaruota. Non mancano nervature, bombature a mo' di powerdome sul cofano relativamente corto e una presenza atletica ai limiti del muscolare. La DS4 è leggermente più corta, alta e larga della C4 (427cm x 153 x 181) e, a seconda delle angolazioni, sembra tozza oppure slanciata, simile più a una crossover che alla classica coupé. La fiancata corre via tra nervature e listelli cromati, qui non ci sono pinne rovesciate come sulla DS3 a cercare l'originalità ma un'insieme di soluzioni personali. Vedi gli specchi che spuntano dalle portiere come funghi o la cornice cromata ai limiti del lezioso che circonda le vetrate laterali.

FIANCO ALTO A delineare un mix comunque originale e figlio del coraggio ci pensano alcune suggestioni, solo in apparenza fuori contesto. Vedi i passaruota rigonfi - ospiteranno cerchi fino a 19 pollici - anche più vicini all'immaginario Suv che a quello di una coupé, secondo una ricetta già azzardata da Nissan con la Juke. Ma il tetto arcuato, i cerchi extralarge e il posteriore rastremato nel lunotto, con i fari trapezoidali in bella vista che si allargano ai lati per spingersi al centro, parlano il linguaggio della compatta sportiveggiante. Come le maniglie celate alla vista secondo una ricetta proposta nel secolo scorso da de' Silva con le Alfa (156 e 147) e poi imitata da molti. Nel complesso la DS4 si propone con una presenza scenica acchiappa-occhi, che sembra coerente con il posizionamento e fuori dal solito contesto dell'auto da famiglia tutta razionalità e rigore.

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PLANCIA RICCA Discorso che se vale per l'esterno vale a maggior ragione per l'abitacolo. Dove dalla plancia in materiali che si promettono morbidi e dal tono upmarket, passando per sedili originali nel disegno e diversi particolari tipici del mondo delle ammiraglie, tutto o quasi sembra parlare ai sensi del piacere. Particolari cromati, finiture in pelle per portiere e plancia sulle versioni top e illuminazione soffusa per l'ambiente e personalizzabile per il quadro strumenti. Non mancano ripostigli e vani refrigerati per ospitare le bottiglie d'acqua, come le prese USB e 12V per accontentare i tecnologi ad oltranza. Il bagaglio misura 370 litri.

MOTORI ALLA CARTA Sotto il profilo motoristico ci sono le possibilità di scelta che ci si aspetta nel segmento, alcune tarate verso l'alto in termini di cavalleria e con un occhio al tema ecologico. In questo senso devono essere visti i motori 1,6 litri HDI e 2.0 Hdi che, tutti omologati euro 5, si offrono nei rispettivi livelli di potenza: 110 e 160 cavalli. Con la potenza d'ingresso si può avere anche la versione ambientalista, abbatte consumi ed emissioni fino al 15%, con alternatore rinforzato, sistema start&stop e rapporti del cambio allungati. I benzina si offrono invece con l'entry level 1,6 litri aspirato da 120 cavalli e i due THP sempre da 1,6 litri frutto del progetto congiunto con BMW. In questo caso i cavalli sono 155 o 200 e si entra nel recinto delle compatte arrabbiate.

SFIZI E VIZI Incrociando tutte le combinazioni possibili di propulsori e personalizzazioni si possono immaginare tante DS4 diverse. Dalla compatta originale con un motore a gasolio particolarmente attento a consumi ed emissioni fino alla piccola GTI, con interni in pelle bicolore e dettagli sfiziosi. Passando per l'ammiraglia liofilizzata con motore e cambio robotizzato tranquilli. Ma sempre con attenzione ai dettagli e un occhio di riguardo al pilota che potrà scegliere, siamo arrivati anche a questo, il tipo di melodia da associare all'inserimento degli indicatori di direzione. In un'epoca dove le suonerie dei telefonini sono in grado di generare business considerevoli non c'è poi troppo da stupirsi.

LUXURY MARKETING Prosegue dunque a tappe forzate la creazione di una gamma alternativa all'interno del brand Citroën. Esperimento originale e che, al di là delle suggestioni legate al nome della mitica DS, è in assoluto figlio del moderno mondo automotive. La DS4 ha senso per due motivi: diversa dalla C4 si stacca decisamente per immagine e tipo di cliente dal tradizionale posizionamento Citroën, e va a giocarsela in modo originale con le tante compatte che si danno le arie, tipiche di marchi più prestigiosi. I francesi più che su marchio e rete di vendita, che rimangono in comune, puntano su personalizzazione e varietà fuori dagli schemi.

POSTVENDITA DEMOCRATICA Ma fanno sul serio e lo dimostra l'attenzione alla fase post vendita particolarmente curata. Si prevede anche il ritiro a domicilio della DS4 in occasione dei tagliandi e la contemporanea fornitura di un'auto di cortesia, proprio come accade in altri mondi e altri prezzi automobilistici. Che piaccia o meno per il cliente contemporaneo, tra pianali e propulsori condivisi o sviluppati in joint venture, c'è il vantaggio di poter scegliere. Chi vuole avere una compatta con interni in pelle, optional a go-go e motori firmati BMW non è obbligato a varcare i confini tedeschi, ma può scegliere anche questa interpretazione più latina e capricciosa. Chiamiamola democrazia a motore...


Pubblicato da Luca Pezzoni, 31/08/2010
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