Autore:
Paolo Sardi

COPIA E INCOLLA Al lancio della Golf VI c'era stato chi aveva pensato che l'auto si sarebbe potuta chiamare Golf V e mezzo, vista la forte somiglianza con la generazione precedente e ora che arriva la Volkswagen Golf Variant è probabile che qualcuno la voglia battezzare V… e un quarto. Se la due volumi aveva uno stretto legame con il passato, la station wagon sembra davvero più un restyling che altro. A cambiare è infatti giusto il frontale, che si adegua al nuovo corso dello stile Volkswagen fatto di linee orizzontali specie a livello della mascherina.

ACQUA E SAPONE La coda mantiene invece lo stesso look degli anni passati, anche se forse una rinfrescatina all'immagine non avrebbe guastato. Le forme acqua e sapone restano infatti sobrie al limite dell'austero, nonostante piccoli ritocchi al paraurti, che ora ha anche la parte più bassa in tinta con la carrozzeria e lascia in vista i terminali di scarico delle versioni TSI e TDI. Il suo taglio ha però il pregio non da poco di assicurare una buona capacità di carico, che può arrivare a ben 1.495 litri sacrificando i posti posteriori.

CUORI GENEROSI Con questa Volkswagen, i motoristi hanno lavorato di sicuro più dei designer. Così come la Golf vulgaris, anche la Variant ha una gamma di meccaniche con i fiocchi, tanto a benzina, quanto a gasolio, abbinabili a cambi manuali o robotizzati a doppia frizione DSG. Ad accompagnare la macchina al lancio pare saranno l'ottimo 1.400 TSI da 120 cv e due turbodiesel, il recentissimo 1.600 TDI da 105 cv e il due litri TDI da 140 cv. In seconda battuta la famiglia a benzina si allargherà verso il basso, con unità aspirate tra cui il sempreverde 1.6 da 102 cv, e verso l'alto, con il 1.400 TSI declinato anche in configurazione da 160 cv. Tre sono i livelli di allestimento previsti, chiamati come vuole la tradizione Trendline, Comfortline e Highline.


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