Autore:
Luca Cereda

DÉJÀ VU In mezzo alle futuristiche Twizy, Zoe e Fluence, ecco spuntare una onesta lavoratrice come la Kangoo, addobbata a puntino per illustrare le virtù dell'elettrico su una vettura di utilizzo prettamente commerciale. Delle quattro concept elettriche presentate da Renault a Francoforte, rappresenta probabilmente la novità più relativa: buona parte delle sue tecnologie, infatti, erano già state anticipate dalla Concept ZE, realizzata sulla base della Kangoo Be Bop e presentata da Renault all'ultimo salone di Parigi.

COME SI ALLUNGA? Se il problema principale degli EV resta l'autonomia, l'aspetto più interessante di questo studio sta nelle soluzioni studiate per prolungarla. L'obiettivo cruciale è presto spiegato: far sì che la maggior parte dell'energia erogata dalla batteria si traduca in chilometri percorsi, senza dissiparsi in altre funzioni (su tutte la climatizzazione), con un aiuto concreto derivante anche da un'aerodinamica ottimizzata.

SOFFIO STRATEGICO L'operazione-risparmio comincia da fuori, addirittura dalla vernice, che è atermica, e dalla carrozzeria, costituita da una doppia parete nella quale l'aria resta imbrigliata in mezzo tra i due strati e, così facendo, riesce a limitare l'escursione termica. Anche le superfici vetrate godono di un trattamento particolare per offrire un isolamento termico ottimale. Nell'abitacolo, poi, l'aria calda/fresca viene indirizzata dalle bocchette di aerazione verso mani e volto, le parti de corpo che percepiscono in maniera più intensa la temperatura.

ORECCHIE MOZZATE Quanto agli interventi sull'aerodinamica, un colpo di bisturi ha asportato i due specchietti retrovisori – colpevoli di ostruzionismo al flusso d'aria – e li ha sostituiti con due telecamerine profilate alimentate direttamente dall'energia solare accumulata dai pannelli installati sul tettuccio. Per lo stesso motivo - cioè abbassare il coefficiente di resistenza aerodinamica - Renault ha deciso di montare ruote "piene” in alluminio.

PRENDITELA MORBIDA… Sul frontale l'elemento di spicco è un paraurti che somiglia tanto a un paradenti pugilistico: corto, fatto di gel poliuteranico, incassa i colpi morbidamente grazie alla sua struttura deformabile. Una barra luminescente, invece, percorre il profilo della portiera e segnala il livello di autonomia residua prima che il conducente si metta al volante. Una volta dentro, chi guida si interfaccia con comandi touchpad posti tra un sedile e l'altro e display che segnalano i parcheggi liberi oppure le piazzole di ricarica dotate di apposita colonnina.

SE TELEFONANDO… Interessante è anche la soluzione adottata per ovviare alla mancanza di un computer di bordo, un lusso su una vettura votata a centellinare i volt. Che si fa, allora? Semplice: si collega alla plancia un cellulare tramite il quale il conducente può "comunicare” con l'auto senza privarla di energia preziosa per macinare chilometri.

DUE TEMPI I volt sono tempo e il tempo è denaro: per una ricarica completa delle batterie possono servire dalle 4 alle 8 ore a seconda che si disponga di una comune presa da 220 Volt (modalità standard) o di una colonnina ad alto voltaggio (modalità rapida a 400 Volt). L'autonomia della batteria dura in tutto 160 chilometri. Il motore, invece, è un elettrico da 95 cavalli di potenza e 226 Nm di coppia massima capace di spingere fino a un massimo di 130 km/h.


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