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MONOFACTORY Quello di produrre una versione Factory delle proprie moto
più rappresentative è ormai un vizietto assodato in casa Aprilia. Factory è
la parola simbolo dei modelli più prestigiosi, spesso dotati di ciclistica
sopraffina e con dotazioni superiori alla media. Fino ad oggi sono state solo le
bicilindriche a potersi fregiare del prestigioso appellativo ma da oggi la
famiglia delle Factory si allarga. Anche la Pegaso, infatti, è stata
sottoposta alla cura da parte dei tecnici il cui obbiettivo era quello di creare
una motard stradale più aggressiva e vicina alle ruspanti motard racing. La
Factory è quindi la Pegaso più sportiva sul mercato, più vicina al mondo
delle motard specialistiche ma senza dimenticare la solita versatilità.
MOTORE EURO 3 Le differenze rispetto alla versione Strada sono, come sempre nel caso delle Factory venete, riservate alla dotazione tecnica e alla ciclistica, perché il monocilindrico quattro valvole da 48 cv non subisce modifiche di rilievo, se non per l’arrivo dell’omologazione Euro 3 (comune ovviamente alle altre Pegaso) e del nuovo carter frizione in alluminio stile Mulachèn. Grazie alla nuova dotazione tecnica la Pegaso ci guadagna in cattiveria e contenuti. PIÙ DOTATA Parlando puramente di tecnica, impossibile non notare immediatamente i cerchi a raggi (con canale anodizzato oro). Il loro arrivo, oltre a dare un impatto più aggressivo alla moto ha anche portato un inevitabile beneficio nella guida visto che pesano parecchio meno di quelli in lega adottati fino ad oggi. Buone nuove anche per l’impianto frenante anteriore che, fermorestando il disco da 320 mm, conquista la pinza radiale FTE e la pompa, anch’essa radiale, derivata direttamente da quella della SXV . L’ammortizzatore posteriore con piggy back è più sofisticato e regolabile nel precarico molla e nel ritorno idraulico, mentre da buona Factory che si rispetti anche la Pegaso riceve qualche pezzo di carbonio come il parafango e il carter paracalore montato sul collettore di scarico. MANUBRIO PROFESSIONALE Ma non è finita, perché a cambiare completamente il colpo d’occhio una volta in sella pensa il manubrio in alluminio biconico come quello della Tuono fissato con un riser finemente lavorato. Davvero tutta un’altra vista. A dare conferma della maggiore sportività ricercata dai tecnici Aprilia ci sono anche nuove pedane sprovviste di copertura in gomma e una sella rialzata di 20 mm, artefice di una posizione in sella leggermente più caricata sull’avantreno a offrire un miglior controllo. FACTORY IN TUTTO Anche la grafica è, a mio parere, la meglio riuscita della serie Pegaso, vista dal vivo la Factory fa senz’altro bella figura, è aggressiva ma non pasticciata e ha tutto in regola per piacere. È una Factory anche nel prezzo, perché i 7.190 € richiesti la pongono sopra la concorrenza diretta, almeno quella mossa dallo stesso motore, MT-03 e XT660 costano un po’ meno e solo la Mulachen la batte. Ma chi vuole risparmiare può sempre rivolgere le proprie attenzioni verso la Pegaso Fun, modello di accesso della gamma (in pratica la vecchia Strada) in listino a 6.490 €, vista la qualità del prodotto un prezzo sicuramente competitivo.
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