Tre moto, tre tester di diverse capacità, due tecnici, 6 treni di pneumatici e una pista a disposizione su cui percorrere quasi 1500 km in tutto. Così abbiamo messo a confronto per due giorni
interi le tre Superbike più ambite del momento.
Perché proprio loro? Il motivo è semplice, l’arrivo delle ultime 1000
ha portato ad una frammentazione del segmento delle maxi supersportive. Se
nelle competizioni alla fine corrono tutte nello stesso campionato, sul
mercato le tecnologia e i prezzi hanno portato a differenti sottosegmenti.
Ci sono le Jap più economiche e se vogliamo "normali" da una parte e ci sono le
superbike più raffinate e costose (quelle da 20.000 € o giù di li) dall’altra.
Esattamente nel mezzo troviamo Aprilia RSV4 R, BMW S1000RR , e Yamaha R1.
La prima è la versione per umani della moto di Max Biaggi, meno esoterica ma
ugualmente efficace costa 16.000 €. La seconda (15.850 € che diventano
17.200 con l’elettronica) è la prima moto supersportiva della storia BMW.
Una moto che vuole conquistare terreno grazie alla potenza del suo motore e alla
gestione dinamica estremamente sofisticata. La terza è la prima superbike
giapponese a quattro cilindri a voler offrire una personalità unica grazie
ad un motore a scoppi irregolari. La moto che ha vinto l’ultimo mondiale
Superbike, è una Giapponese un po’ meno giapponese del solito anche per il
prezzo, visto che costa 16.990 €. E poi, le tre moto hanno molto in comune
quando si parla di elettronica, sono al momento le uniche 1.000 a offrire in
un sol colpo l’acceleratore Ride by Wire, sistemi multimappa di gestione del
motore, aspirazioni a geometria variabile (BMW e Yamaha) e, nel caso
della bavarese, anche un ABS e un controllo di trazione di altissimo livello.
Insomma di carne al fuoco ce n’è davvero molta e per "cuocerla" per benino
abbiamo analizzato a fondo le moto… ecco cosa ne è uscito.
In collaborazione con Marco Selvetti, Luca Pedersoli, Massimo Tresoldi,
Maurizio Alari.
17 Febbraio 2010