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Le Nostre prove Notizie correlate COM’E’ L’anello mancante è arrivato. Tra il 2.2 JTS e il V6 3.0 legato alla trazione integrale si infila di prepotenza il 2.4 JTDm, dove la m, amisci, sta per Multijet. Cinque cilindri in linea, quattro valvole per cilindro, 200 cavalli e 400Nm di coppia massima a 2000 giri scaricati sulle ruote anteriori. Sufficientemente nobile nell’architettura e nelle prestazioni per albergare sotto il cofano dell’Alfa Spider che grazie al Multijet si spinge fino a 228 km/h passando dai 100km/h con partenza da ferma in 9,4 secondi. Prestazioni da sportiva e consumi dichiarati da media, con più di 10 km/litro in città e quasi 15 nel ciclo combinato. Due allestimenti e due prezzi: 39.800 euro per la versione base e 41.800 per la Exclusive che aggiunge qualche finitura special un po’ di elettronica, dai sensori per luci, posteggio e tergicristalli all’impianto stereo Bose con comandi al volante. COL BAVAGLIO Non cambia nulla se non il motore, quindi valgono le solite considerazioni sulla posizione di guida con il sedile un po’ alto per una sportiva in cui ci si vorrebbe sdraiare dentro. Piacevoli i materiali degli interni, apprezzabile la capacità del bagagliaio e non fastidiosa è la rumorosità del 2.4 JTDm, aspetto che su una spider potrebbe dare parecchio fastidio. Il cinque cilindri dell’Alfa Spider è ben imbavagliato e, a capote chiusa si avverte appena che macina gasolio con poche vibrazioni e a capote aperta evita l’effetto agricolo. Alza la voce quando si preme a fondo sull’acceleratore ma questo può anche non dare troppa noia su una sportiva. ELASTICO Il cambio a sei marce ha leva corta ed è abbastanza veloce e il motore è sufficientemente elastico per non costringere a farne un uso smodato. Il cinque cilindri riprende bene dai 1500 giri per dare il meglio nell’intorno dei 2000 giri, suo regime più favorevole. Molto agile nella guida al passo si scatena se si affonda sul gas, nei toni e nella spinta. Spinge forte e il telaio, che fino a questo momento non ha manifestato molte delle classiche vibrazioni sulla plancia e sul volante delle scoperte non troppo rigide, si smolla un po’ e le ruote iniziano ad avere qualche difficoltà a rimanere appiccicate a terra se la strada non è più che liscia e adesiva. ANIMO GENTILE L’Alfa Spider con il suo bel motorozzo a gasolio è confortevole e si presta alla guida al passo, quella da Croisette, come a quella veloce o molto veloce purché il pilota abbia modi garbati e una precisa idea delle linee di corda delle curve per traiettorie pulite e pennellate. Se si tenta il gioco sporco la Spider regge botta, ma la guida diventa meno efficace e un poco di manico è richiesto per controllarne le reazioni. La coppia è tanta e se si preme troppo e troppo presto sull’acceleratore nelle curve la tendenza a tirare diritto è inevitabile e la si è cercata, con tutti gli scompensi di muso e di coda che ne conseguono. Commenti
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