Autore:
Salvo Sardina

GIOVINAZZI, L’INTERVISTA A Silverstone si è già tolto il peso del primo punto in carriera in Formula 1. Adesso però davanti ad Antonio Giovinazzi, diciottesimo in classifica a parimerito con Robert Kubica – che il punto lo ha ottenuto nel Gp di Germania proprio grazie alla penalizzazione delle due Alfa Romeo – c’è la grande sfida di dover portare a casa buoni risultati con una certa costanza e di ridurre il gap dall’ingombrante compagno Kimi Raikkonen. MotorBox ha incontrato il giovane rookie pugliese nel paddock del Gran Premio del Belgio, alla vigilia di un back-to-back (dopo Spa ci sarà la tanto attesa gara di casa a Monza) molto importante per il prosieguo della stagione.

Antonio, lo splendido weekend di Monza in GP2 nel 2016 è stato un po’ il momento di svolta della tua carriera. All’epoca avresti scommesso che saresti diventato un pilota di F1, per di più sotto contratto con Ferrari e con il logo di un brand storico come Alfa Romeo cucito sul petto?
In effetti, quell’anno non mi sarei aspettato già di diventare un pilota Ferrari. Venivo dalla F3, debuttavo in una categoria molto difficile come la GP2 e sinceramente non mi aspettavo di poter fare così bene sin da subito né di poter lottare per il titolo fino all’ultima gara. Quella è stata un po’ una sorpresa, Monza la ciliegina sulla torta che ha consentito che si aprissero alcune porte. A fine anno è arrivata la firma con la Ferrari, step importantissimo per la mia carriera e, dopo due anni come terzo pilota, quest’anno c’è stata la notizia più importante, quella di essere titolare in F1 ma ancora con Ferrari. Per rispondere alla domanda: no, nel 2016 non mi sarei mai aspettato questa carriera e non posso che essere contentissimo di essere qui oggi.

Antonio Giovinazzi

Essere qui oggi, appunto. La realizzazione di un sogno…
Proprio così! Firmare il contratto con Ferrari è stato importantissimo, la realizzazione del sogno di un ragazzino partito dalla Puglia e che voleva diventare pilota di Formula 1. Prima come riserva Ferrari, poi il debutto davvero da titolare… Bellissimo, anche per la mia famiglia che ha fatto molti sacrifici per essere qui. Questo è un mondo molto difficile, ci sono solo 20 piloti in Formula 1… In ogni caso, però, deve essere un punto di partenza e non solo un traguardo.

La pausa estiva offre lo spunto per tracciare un bilancio della prima parte di stagione: se dovessi darti un voto per quanto fatto fin qui, che voto ti daresti?
Non mi piace darmi voti, preferisco che sia il capo di un team o persone importanti a valutare il mio operato. Ovviamente so che potevo fare meglio, potevamo tutti fare qualcosina di più. Abbiamo avuto molta sfortuna in questa prima parte di campionato, i punti potevano essere molti di più. A Baku, ad esempio, mi sono qualificato ottavo ma poi sono partito dal fondo, mentre in Germania avevamo ottenuto quattro punti pri
ma di essere penalizzati. Adesso bisogna guardare al presente, Spa è pista una delle mie preferite e spero di fare bene. La macchina ci può fare lottare per la zona punti ed è per quello che dobbiamo lottare sia qui che a Monza, altro weekend importantissimo per me.

Hai citato la penalità di Hockenheim. Come credi che andrà a finire l’appello contro la sanzione?
Sicuramente dieci punti sono importantissimi per il team, stiamo lavorando per portare prove che ci aiutino a riottenerli. Ci speriamo, ma dobbiamo comunque aspettare fine settembre. Anche per me, avere quei quattro punti in più non sarebbe affatto male.

Antonio Giovinazzi, Frederic Vasseur e Kimi Raikkonen alla presentazione dell'Alfa Romeo Racing

Recentemente hai dichiarato che convivere con Kimi presenta aspetti positivi e negativi. Quali sono le principali difficoltà nel dividere il box con lui?
Sono pochi i rookie che hanno esordito con un campione del mondo al proprio fianco… Gli aspetti negativi sono che lui sa cosa vuole, non sbaglia mai, porta sempre macchina al massimo delle proprie potenzialità mentre io, soprattutto a inizio anno, dopo due stagioni che non correvo, dovevo adattarmi un po’ a questo mondo. Tornare in F1 in gara non è stato semplice, lui invece era sempre lì, portava la macchina all’ottavo posto se la macchina era da ottavo posto. In qualifica riesce sempre a completare il giro e a mettersi lì davanti. C’è però anche del positivo: avere al tuo fianco un campione del mondo con così tanta esperienza ti dà la possibilità di imparare molto.

Lui è famoso per non essere un tipo di tante parole. In che modo interagite nei weekend di gara?
Sì, Kimi non è il tipo che viene da te, ti dà consigli e ti aiuta direttamente. Però ogni volta che sono andato a chiedergli qualcosa mi ha sempre risposto dandomi davvero una mano. È un bell’aiuto per un rookie.

Sei il primo italiano in Formula 1 ormai da parecchi anni ma, leggendo i commenti sui social, sembrerebbe che le critiche arrivino soprattutto dai tuoi connazionali…
Io però sono un ragazzo che non guarda tanto a queste cose. Alla fine, persino Cristiano Ronaldo, che ha vinto tanti palloni d’oro, magari viene continuamente criticato sui social. Ci sono delle persone che sanno solo criticare, è una cosa con cui devi convivere. Io non do molto peso a tutto questo né onestamente a quelli che magari ti fanno sembrare una superstar. Voglio sempre restare con i piedi per terra, semplicemente non ci faccio molto caso.

F1 2019, l'Alfa Romeo Racing C38 di Antonio Giovinazzi

Gasly era il tuo compagno-rivale in GP2. Sin da quel campionato in Prema avete un ottimo rapporto personale. Vi siete sentiti dopo la sua retrocessione in Toro Rosso?
Non l’ho sentito, ma mi spiace tantissimo. È un pilota fortissimo e non credo si sia meritato la retrocessione. In ogni caso, sono sicuro che andrà anche forte in Toro Rosso, si presenteranno altre possibilità per lui. Non è bello per un pilota essere retrocesso, ma ho la certezza che sarà in grado di riscattarsi.

Cosa pensi del calendario 2020? Credi che 22 gare siano troppe?
A me correre piace molto ed in fondo… è solo una gara in più! Il problema ovviamente non è per me né per gli ingegneri ma per tutti i meccanici che hanno tanto da fare. Per quanto mi riguarda, fare un’altra gara non mi pesa per nulla, anzi.

Quindi ci stai dicendo che correrai in F1 anche l’anno prossimo…
No, non ho certezze in quel senso (ride, ndr). Ma a parte tutto sono sicuro che se riuscirò a fare del mio meglio fino alla fine della stagione non ci saranno ragioni per cui non dovrei essere qui al mio posto anche nel prossimo campionato.

F1 GP Belgio 2019, Spa: MotorBox intervista Antonio Giovinazzi

Quando sei andato a punti a Silverstone c’è stato un siparietto esilarante con Frederic Vasseur. Vedremo ancora il tuo capo inseguirti per tagliarti ciocche di capelli?
Adesso per fortuna un po’ sono ricresciuti (ride, ndr). Ci tengo tantissimo ai miei capelli, in generale avevo già detto anche a Hockenheim che i capelli non si toccano, però poi è arrivata quella penalizzazione e allora forse è un segnale che avrei dovuto farmeli tagliare ancora! A parte gli scherzi, siamo rimasti d’accordo con Fred, non ci saranno altre situazioni del genere ogni volta che andrò a punti. Però sì, in caso di podio prometto che me li farò rasare a zero…


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