Autore:
Salvo Sardina

KVYAT, L'INTERVISTA Insieme a Max Verstappen, è stato il grande convitato di pietra dello scambio di sedili tra Red Bull e Toro Rosso. Ma chi si aspettava di trovare un Daniil Kvyat demoralizzato per non essere stato scelto al posto di Pierre Gasly, sarà rimasto molto deluso. Nel paddock del Gran Premio del Belgio a Spa-Francorchamps, MotorBox ha incontrato il giovane pilota russo – che nel 2016 era stato a sua volta retrocesso da Helmut Marko per far posto proprio a Verstappen – per parlare della vicenda del momento, ma anche per farci raccontare una stagione sorprendentemente positiva che lo vede al nono posto in classifica piloti, con la Toro Rosso in quinta posizione tra i costruttori.

Sei da poco diventato papà: in che modo Penelope ha cambiato la tua vita?
Difficile spiegarlo, non c’ho pensato troppo onestamente. Vivo giorno per giorno con lei e cerco di essere d’aiuto il più possibile a casa. Sono bravo? Non lo so, penso di sì ma dovreste chiedere alla mamma (ride, ndr)…

Enzo Ferrari però diceva che un pilota perde un po’ di velocità dopo ogni figlio…
Allora dovremmo dire che Vettel è un fermo? Oppure che se non avesse avuto dei figli forse ci avrebbe doppiati tutti tre volte!

Anche nel tuo caso non si direbbe che la nascita della tua bambina abbia influito sulle prestazioni, a giudicare dal tuo podio in Germania un giorno dopo essere diventato papà. Credi sia stata la tua gara più bella?
Sì, credo di sì. È anche stata la mia prima gara da padre, davvero molto emozionante. Ho vissuto due giorni assolutamente incredibili.

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Al momento sei nono in classifica, a soli 4 punti da Raikkonen che è ottavo. Ti saresti aspettato di essere così avanti a questo punto del mondiale?
Non lo so, è difficile da dire. A inizio anno non sai mai come andrà la tua stagione, ma ovviamente il podio non era una cosa che potevamo aspettarci. Per una squadra come la nostra, si devono mettere insieme tante cose per riuscire a ottenere un risultato del genere. A Hockenheim abbiamo massimizzato il risultato e portato a casa un bel bottino di punti, adesso vogliamo sfruttarlo. Siamo quinti in classifica costruttori, abbiamo fame. Sarebbe bello provare a difenderlo fino a fine stagione, ma onestamente non sarà facile.

Quanto a te, è realistico mantenere o addirittura migliorare questo nono posto?
Penso che Albon riuscirà a prendere un bel po’ di punti in più rispetto a prima, quindi sarà difficile tenerlo dietro. Ma, in ogni caso, essere nono, settimo o undicesimo cambia poco per quanto mi riguarda. Quello che veramente cambia è tra essere primo o secondo a fine anno, quindi ovviamente cercherò di fare le migliori gare possibili senza però pensare granché alla classifica.

Albon, appunto, è stato protagonista della bomba di mercato dell’estate dopo lo scambio di sedili con Gasly. Hai avuto modo di parlare con entrambi i tuoi compagni?
Sinceramente abbiamo parlato poco, non c’è tanto da conversare perché siamo qui per lavorare. La Red Bull ha preso la sua decisione, l’abbiamo accettata e siamo andati avanti.

Cosa consiglieresti a Gasly, visto sei già passato da una delusione come quella che lui si trova ad affrontare oggi?
Non c’è niente da consigliare, è una cosa che deve vedere lui da solo cercando di capire quale sia la cosa migliore da fare.

F1 GP Belgio 2019, Spa: l'intervista di MotorBox a Daniil Kvyat

La partita per il sedile in Red Bull 2020 è però ancora aperta. Ti aspetti una promozione qualora dovessi riuscire a confermare l’ottimo livello di performance di questa prima parte di mondiale?
Mah, in Red Bull la situazione è sempre abbastanza aperta. Quello che è importante fare è riuscire a far bene il proprio lavoro. Per il resto, tutto è un po’ fuori dal mio controllo, non so come andrà Albon in Red Bull… È una cosa che non posso controllare. L’unica cosa che posso fare è provare a dare il meglio in queste ultime nove gare. Il resto si vedrà, c’è poco da discutere.

Albon ha colpito tutti in questa prima parte di campionato. Quali sono i suoi punti di forza e i suoi punti deboli?
Non credo sia giusto parlare tanto di punti di forza e di punti deboli. Certo è che è Alex è andato forte sin da subito, ha fatto molto bene così come tutti gli altri piloti arrivati dalla Formula 2, che adesso è una scuola molto valida. Albon, così come anche Norris e Russell, ha debuttato in F1 che era già pronto. In ogni caso io guardo ai risultati e ai fatti. E i fatti dicono che sto correndo una stagione molto molto buona.

E infatti Albon lo stavi battendo…
Sì, ma le decisioni vanno prese su tanti fattori, non solo quello. Per la Red Bull nel 2020 devo intanto finire questa stagione nel miglior modo possibile e poi vedremo se meriterò la promozione. Chiaro è che ogni pilota, a un certo punto della carriera, vuole lottare per i podi e per le vittorie. Lo stesso vale anche per me, sto cercando di meritarmi questa opportunità e fino a ora ho fatto una stagione abbastanza buona, devo continuare a essere paziente e fare bene il mio lavoro.

È stato da poco ufficializzata la bozza di calendario 2020, che prevede un mondiale a 22 gare. Sei favorevole a un campionato con così tanti Gp?
Non lo so, io sono un pilota e faccio quello che ci dicono di fare. Certo, 22 gare sono parecchie…  credo che vada bene, stiamo di sicuro andando verso un numero che è abbastanza alto.

F1, Daniil Kvyat nel 2018 con la divisa della Ferrari

Lo scorso anno, hai passato una stagione “in panchina” vestendo però la divisa Ferrari. In che modo questa esperienza ti ha cambiato come pilota?
Ho avuto un anno molto positivo con la Ferrari, sono stati molto buoni con me, mi hanno aperto le porte in un anno molto difficile per me e per la mia carriera, permettendomi di non restare una stagione totalmente fermo. Gli sono molto grato per avermi dato questa opportunità di lavorare con loro, spero anche di essere stato utile.

Maglia pesante da indossare?
Alla fine saranno stati 200 grammi, forse 170. Direi più o meno come quella che indosso ora (ride, ndr).

 


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