Autore:
Salvo Sardina

MOTORSPORT IS DANGEROUS Spa-Francorchamps, il sole alto in un cielo serenissimo e una prima fila tutta targata Ferrari, con Charles Leclerc davanti al compagno di squadra Sebastian Vettel. Sembrava, insomma, un sabato (non così tanto) normale in un bel weekend di sport. Di questo avremmo dovuto parlarvi, prima che il terribile incidente occorso nel secondo giro della Feature Race della F2 ci facesse piombare in un clima triste e surreale. Perché è difficile accettare la morte di un giovane campioncino di 22 anni, mentre un altro suo coetaneo viene elitrasportato nell’ospedale più vicino in condizioni molto serie, anche se stabili. Perché in fondo quello che vi raccontiamo è solo un ricco circo, poco più che un gioco. E un po’ anche perché (fortunatamente) non siamo più così abituati a convivere con il concetto che “Motorsport is dangerous” nonostante la celebre frase sia stampata su tutti i pass che la Fia rilascia per l’accesso ai paddock.

FATALITÀ Sì, il motorsport è pericoloso e ogni tanto, il vecchio bastardo, fa di tutto per ricordarcelo. Stavolta a costo della vita di Anthoine Hubert, vittima di una carambola fatale in cui non ci sono responsabili, ad eccezione della nostra insana passione per questo gioco d’azzardo. Non lo è Giuliano Alesi, in lacrime dopo l’annuncio ufficiale della morte del collega, che ha perso il controllo dell’auto a Eau Rouge. Non lo è lo stesso Hubert che ha fatto di tutto per evitarlo. Né tantomeno Juan Manuel Correa, il quale non ha avuto tempo per frenare centrando in pieno il collega francese. Una fatalità appunto, evitabile solo ammettendo che la mitica curva di Eau Rouge-Raidillon è terribilmente rischiosa. Ma anche e soprattutto per questo motivo tanto amata dal pubblico e dagli stessi piloti.

Anthoine Hubert

CLIMA SURREALE Facile intuire come il paddock del Gp del Belgio sia in pochi minuti piombato in uno stato di profonda angoscia nell’attesa, lunga quasi due ore, di una notizia che si era intuita sin da subito e che nessuno mai avrebbe voluto dare. Farsi un giro tra i tendoni dei team della Formula 2 e della Formula 3, in mezzo ai giovani piloti e alle loro famiglie, ai più o meno anziani addetti ai lavori che con Anthoine hanno condiviso la pista, i garage, i pasti o semplicemente l’odore della benzina e della gomma bruciata è stato surreale. Gli occhi lucidi di molti si alternavano alle faccende terrene di quei meccanici che comunque avevano un compito da portare a termine. Giusto dunque, per rispetto nei confronti dei familiari di Hubert ma anche per consentire alla F2 di dare sfogo al proprio dolore, che il carrozzone si fermi. Anche se la F1 e la F3, forse anche comprensibilmente, proseguiranno il loro cammino già a partire da domani.

NIENTE FESTA Il tutto, ovviamente, con tono dimesso. Non ci sarà probabilmente alcun festeggiamento sul podio, ma “The show must go on”. A condurre le danze ci sarà una Ferrari che oggi in qualifica si è mostrata nettamente superiore alle rivali, riuscendo con un buon compromesso di assetto a limitare i danni nel settore centrale – quello più guidato e quindi più ostico per la SF90 – per poi spingere forte sui lunghi rettilinei di Spa. Leclerc, smaltite le scorie è tornato dalle vacanze bello carico, una spanna sopra tutti rifilando sette decimi al compagno di squadra Sebastian Vettel e a Lewis Hamilton, con il grande rivale Max Verstappen addirittura a oltre un secondo. Nove titoli mondiali alle spalle, con lo spettro di una vittoria che in altre occasioni è sempre sfuggita in maniera beffarda, ma anche con l’incognita di gomme Pirelli che nelle libere del venerdì non hanno funzionato a dovere. Insomma, la Ferrari che vola in qualifica non necessariamente dominerà in gara, senza contare che l’atteso repentino abbassamento delle temperature potrebbe mescolare le carte in tavola. Visto che dovrà andare avanti, sarà un bello show. Hubert, sognava di esserne parte. È andata diversamente, ma ci piace pensare che, magari, potrà goderselo con una visuale privilegiata.


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