Autore:
Salvo Sardina

VAR GP BELGIO 2019 Il weekend del Gran Premio del Belgio 2019 ha anche segnato il ritorno nel collegio degli steward di Emanuele Pirro, tra gli artefici della discussa penalizzazione che ha cancellato la prima posizione di Sebastian Vettel in Canada. In questo caso, però, non ci sono state particolari questioni da annotare, con i commissari che hanno correttamente applicato il nuovo metro di giudizio imposto dall’Austria in poi nelle poche occasioni in cui sono stati chiamati all’intervento. Ecco la nostra Var del Gran Premio del Belgio 2019, con cui analizziamo alla moviola le scelte del collegio giudicante.

CAOS GRIGLIA Come spesso accade ogni anno tra Spa e Monza, numerose sono le penalizzazioni sulla griglia di partenza, considerando che è in questa fase della stagione che i motoristi solitamente fanno debuttare le nuove power unit. A farne le spese sono stati nello specifico Daniel Ricciardo, Nico Hulkenberg, Carlos Sainz, Lance Stroll, Alexander Albon e Daniil Kvyat. Nella mattinata di ieri, invece, è poi arrivata la penalità per Antonio Giovinazzi che ha subito sostituito il nuovo motore Ferrari montato in questo weekend. Robert Kubica – anche lui con una nuova PU – è invece partito dalla pit-lane per via di alcuni cambiamenti nel setup in regime di parco chiuso, oltre all’utilizzo del nuovo propulsore Mercedes.

F1 GP Belgio 2019, Spa Francorchamps, Antonio Giovinazzi (Alfa Romeo)

COME NEL 2016 Deve suscitare un po’ la sensazione del déjà-vu, la prima curva di Kimi Raikkonen e Max Verstappen. Già nel 2016 i due erano finiti a contatto a La Source, un incidente che i ferraristi ricorderanno bene perché in un sol colpo mise fuori dai giochi entrambe le rosse. Stavolta Vettel era, per sua fortuna, ben più lontano, ma la dinamica è stata del tutto analoga: Max si trovava all’interno nel tentativo di guadagnare posizioni ma viene chiuso a muro da Kimi (stavolta non stretto a sua volta da qualcuno sulla destra). L’impressione è che il finnico avrebbe potuto lasciare un po’ di spazio in più, ma è anche vero che la manovra dell’olandese è un azzardo. Giusto dunque lasciar correre, anche per mantenere fermo il trend permissivo inaugurato da qualche gara a questa parte.

ALBON SULL’ERBA Agli osservatori più attenti non sarà certo sfuggito lo spettacolare sorpasso di Alexander Albon ai danni di Sergio Perez nel corso dell’ultimo giro. Il thailandese prende la scia del messicano della Racing Point sul rettilineo del Kemmel e poi si sposta sulla destra, ma viene chiuso e costretto a passare appunto sull’erba. Anche in questo caso la Direzione gara ha deciso di non intervenire dopo aver comunque verificato che il sorpasso era stato portato a compimento nonostante il potenziale pericolo causato da Perez, il quale ha ammesso di essersi spostato verso destra perché convinto che il rivale avrebbe provato ad attaccare a sinistra. Entrambi i piloti hanno in ogni caso derubricato l’accaduto come una situazione di gara.

TRAGEDIA IN F2 Visto il tragico incidente occorso ad Anthoine Hubert, crediamo sia doverosa un’appendice della nostra moviola relativa alla dinamica della carambola in Formula 2, nella quale ha purtroppo perso la vita il ventiduenne francese. Impossibile trovare una responsabilità per quanto accaduto: Giuliano Alesi picchia con il posteriore della vettura a Eau Rouge e viene spinto nuovamente in pista, mentre Hubert prova a evitarlo passando sulle vie di fuga all’esterno di Raidillon. Transitato sullo sporco o con troppa velocità, il francese finisce contro le barriere diventando un ostacolo mobile per Juan Manuel Correa, che nulla può fare per evitare l’impatto. Una tragica fatalità senza colpevoli.


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