Prova

Fiat Doblò my 2010


Avatar di Mario Cornicchia , il 28/01/10

11 anni fa - La nazionale giamaicana di bob si rimette in viaggio e trova più spazio, motori ecologici e forme più muscolose. Quasi allo stesso prezzo di prima.

La nazionale giamaicana di bob si rimette in viaggio e trova più spazio, motori ecologici e forme più muscolose. Quasi allo stesso prezzo di prima.

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COM'E' Rimane invariata la formula, con lo spazio di un furgone messo a disposizione di famiglie, gruppi di amici o nazionali di bob. Ma Doblò cambia completamente con una nuova piattaforma, derivata dalla piattaforma Small su cui appoggia la Punto Evo, con dimensioni più generose e con uno stile meno semplice e più massiccio.

MASTINO Ha una faccia importante la nuova Doblò, una faccia da mastino. Un frontale alto e squadrato, con una bocca grande al centro e due grandi placche che possono incorporare i fendinebbia ai lati del paraurti, sovrastate da fari abbondanti e bombati che definiscono lo spigolo ai lati del cofano. I fari si allungano all'indietro come il tettuccio a bolla di un aereo biposto.

FASCIA ALTA Il parabrezza e i vetri laterali sono inseriti in una fascia disegnata dalla carrozzeria che sotto gli specchi si abbassa per poi invertire la tendenza verso la coda e finire con un montante posteriore ad angolo negativo. Per sottolineare l'effetto fascia e per far sembrare i vetri più grandi i montanti anteriori e centrali sono rivestiti in nero, anche se il gioco del camouflage con i colori chiari è reso evidente da montanti massicci come colonne doriche.

FORZA BRUTA Sotto la linea netta dei vetri scorre la linea dei parafanghi, una bombatura che vuole rendere l'effetto muscolo quasi che valigie e/o cassette della frutta le scaricasse Doblò da solo.

CINEMASCOPE La coda è la parte più riuscita e segue lo stile della Qubo, con un grande lunotto che allunga il suo look scuro nella fascia nera su cui appoggia, dando illusione di un lunotto enorme. Al centro, il logo Fiat e, più sotto, il logo Doblò.

SPESA PALLET Per caricare, la nuova Doblò rinuncia alla doppia porta della prima serie per un portellone grande quanto la porta di un box. Arriva ad aprirsi fino al livello del piano di carico e lascia spazio a un muletto per caricare un pallet. Ottimo per Doblò Cargo, la versione da lavoro, ma meno comodo per la casalinga di Marghera (mica sono solo a Voghera…) che deve aprire una giga porta anche per caricare una borsa della spesa. Le due portine erano forse più pratiche oppure sarebbe stata comoda anche un'apertura parziale del solo lunotto.

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GIROVITA Se la Doblò prima serie aveva linee sfuggenti e dimensioni compatte, la nuova Doblò oltre alle forme muscolose mette su centimetri, 24 in più in lunghezza e 11 in larghezza, per un bel 439x183cm di suolo pubblico occupato. Si alza anche di un paio di centimetri (184,5 senza barre, 189,5 con barre) anche se il nuovo stile macho la fa sembrare molto più alta.

MONOLOCALE PER SETTE La nuova Doblò ricambia però con una forte generosità negli spazi interni disponibili, con 799 litri a disposizione per i bagagli se si viaggia in cinque, fino a 3200 litri se si ripiegano i sedili della fila centrale. Alcune concorrenti offrono sedili che spariscono sotto il piano di carico ma Doblò pensa più a ottimizzare lo spazio e a contenere i costi con un sistema più economico. Sono disponibili, optional, anche due sedili per una terza fila e sette posti in totale che si possono soltanto ripiegare o anche smontare.

DI TASCA LARGA Per i passeggeri lo spazio in altezza non manca e l'aria sopra la testa sembra esagerata anche ai più alti o per chiome alla Branduardi, tanto che sopra le teste di chi siede davanti non manca il classico tascone, così grande che si rischia di perderci anche un volume della Treccani. In 439 centimetri di lunghezza massima non si fanno miracoli e lo spazio longitudinale è tra il giusto e il comodo per i cinque posti istituzionali, più sacrificato per chi siede sui due posti supplementari che, gambe a parte, sono comunque poltrone degne di tale nome.

PLANCIA BASKET A plastiche durette Doblò abbina un rivestimento color rosso Cartier per la fascia che percorre la plancia da parte a parte e che riveste anche la parte centrale delle portiere, un rivestimento gradevole, un po' gommoso e che ricorda la superficie dei palloni da basket, un tocco prezioso, nel colore e nel materiale, che ingentilisce plastiche da lavoro. Anche la parte alta della consolle centrale, quella che racchiude i comandi audio, trattata nera lucida dà un tocco sofisticato. La vaschetta integrata più sopra può fare da base al supporto del TomTom, integrato con i sistemi dell'auto. Include il software EcoDrive di Fiat e si occupa anche del sistema Blue&Me per musica e vivavoce.

MULTISGET Quattro sono i motori disponibili per la nuova Doblò con un millequattro a benzina alla base della piramide, con 95 cavalli e 127Nm a 4500 giri per 15,4 secondi sullo 0-100 km/h e consumi cittadini dichiarati vicini ai 10km/litro. La famiglia dei Multijet a gasolio si propone con consumi medi nell'ordine di almeno 20km/litro e parte con il 1.3 da 90 cavalli e 200Nm a 1500 giri, prosegue con il 1.6 da105cv e 290Nm a 1500 giri e al vertice il 2.0 da 135cv e 320Nm a 1500 giri.

I PREZZI Per una Doblò minimal si spendono 16.000 euro (1.4 Active) fino ai 23500 euro della Doblò 2.0 Multijet Emotion. Per una Doblò 1.6 Multijet Dynamic si spendono 22000 euro. Di base Doblò offre alzacristalli elettrici anteriori, chiusura centralizzata, volante regolabile in altezza e in profondità, ESP e quattro airbag con i laterali che svolgono funzione di airbag a tendina. Doblò Dynamic aggiunge finiture più pregiate, climatizzatore manuale, alzacristalli elettrici posteriori, telecomando chiusura, tendina copri bagagli e specchi regolabili elettricamente. Doblò Emotion ha in dote cerchi in lega da16", vetri posteriori scuri, climatizzatore automatico, sedile di guida regolabile in altezza, fendinebbia e sintoCd Mp3.

COME VA Le dimensioni aumentano, è vero, ma la seconda serie di Doblò sembra più grande della prima rispetto a quanto dichiari la scheda tecnica. È piuttosto imponente e non tanto per i pochi centimetri guadagnati anche in altezza, quanto forse per le sue forme meno sfuggenti e ora dichiaratamente massicce, specie nel frontale alto con fari grandi e sagomati come sculture.

ANIMA RUDE Lo sforzo per rivestire un mezzo da lavoro e renderlo adatto ai doveri famigliari è apprezzabile e alcuni tocchi come il rivestimento gommoso e il prezzo contenuto fanno passare in secondo piano alcune plastiche pensate per mani callose più che per la french manicure. E l'origine professionale di Doblò porta in dote anche lo sfruttamento dello spazio fino all'ultimo centimetro per metterlo a disposizione di imballaggi. Così le fiancate sono diritte e nei tre posti affiancati della seconda fila non si consumano le giacche all'altezza delle spalle e le porte laterali scorrevoli rendono facile salire e scendere oltre al carico, magari del pupo sul sedilino. E per i bagagli c'è uno spazio enorme se si viaggia in cinque.

BOLLA INDICATIVA La posizione di guida è piuttosto verticale ma non è scomoda nemmeno alla lunga, con le giuste distanze tra le spalle e il volante e la leva del cambio che gli sta vicina e tra bacino e pedaliera. La visibilità è buona, sopralevata e con la bolla superiore dei fari che rende ben percepibili gli ingombri. I montanti laterali sono massicci e non serve l'abito nero all'esterno per snellirli e creare un buco nero nella visibilità laterale negli incroci obliqui. Ma per caricare pallet la struttura deve essere solida, a garanzia di una ottima resistenza nell'uso da famiglia.

PASSO LUNGO Il passo più lungo migliora il relax di viaggio ma l'aumento di peso peggiora l'agilità rispetto all'attuale Doblò. Il nuovo Doblò è un po' pesante alla guida ma il peso trasmette anche una piacevole sensazione di robustezza e di protezione. E il peso è tenuto a bada con sapienza in curva, con una leggera tendenza ad allargare le curve ma un minimo spostamento del peso verso l'esterno della curva per un controllo preciso della manovra e/o della correzione.

VOCE AI MOTORI I motori si fanno sentire, senza disturbare troppo ma rendendo partecipi del loro lavoro e della loro presenza. A muovere i circa 14/15 quintali di Doblò si rende più adatta la famiglia a gasolio, con più coppia ai bassi regimi a rendere la guida più sciolta nel traffico o nei sorpassi. Se nella Doblò si cerca la capacità di carico in termini di volume più che di peso anche il 1.3 Multijet da 90 cavalli è un motore adatto non nel da-casello-a-casello ma a una guida sufficientemente sciolta. Se invece la famiglia pesa e i suoi annessi e connessi pure meglio orientarsi almeno sul 1.6 Multijet da 105 cavalli per non doversi trovare a frustare il cruscotto quanto si richiede potenza.


Pubblicato da M.A. Corniche, 28/01/2010
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