Test Drive

Mitsubishi ASX DI-D 1.8 invite 2WD


Avatar di Luca Cereda , il 06/09/10

11 anni fa - Il suv compatto tira più che mai, soprattutto se ha un look sportivo ed è a trazione anteriore

Il suv compatto tira più che mai, soprattutto se ha un look sportivo ed è a trazione anteriore. Nella mischia ci si è buttata anche Mitsubishi con l'Asx, che nella sua semplicità riserva anche delle belle sorprese...

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COSI' VAN TUTTE Piaccia o non piaccia, auto come queste sono la moda del momento. Categoria Suv, ma sportiva, spaziosa, però non pachidermica, e preferibilmente a trazione anteriore (che così consuma meno...). Se poi c'è l'opzione del 4x4 inseribile - che chissàmai domani finisco impantanato nelle paludi della Maremma -, tanto di guadagnato. La versione da noi testata non la prevedeva, ma immaginando di comprarla avremmo dovuto aggiungere poco meno di duemila euro al conto (arrivando sui 25.500). Per la ASX, potrebbe valerne la pena.

PARENTELA STRETTA Perché seguire la moda non è da pecoroni, se si fanno le cose per bene. Anche se per riuscirci, come ha fatto Mitsubishi, si ricicla oltre il 70% di un altro modello collaudato, l'Outlander (stesso passo da 267 cm, ma carcassa più ingombrante), e anche se nel mirino si mettono concorrenti forti come Qashqai e Kuga, tanto per fare nomi. E non c'è nemmeno bisogno di strafare: di pregi l'ASX ne ha diversi, ma se dovessimo sceglierne uno su tutti - insieme all'efficienza nei consumi - votiamo la semplicità, che caratterizza la guida come l'arredamento interno.

TRAPEZIO STYLE Lo stile si forgia un po' sui diktat del mercato - struttura compatta, profilo da sport-wagon -, un po' sul family feeling - la calandrona a trapezio e gli occhi da squaletto non hanno bisogno di presentazioni. La coda è disegnata alla maniera delle crossover, mentre le fiancate sono solcate dalle due nervature, una in alto, a cavallo della spalla, l'altra in basso, tanto gettonate dalle nuove berline. Non è certo un'estetica di rottura, si capisce, e nemmeno un inno alla pulizia delle linee, ma fa la sua figura.

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COMANDO FACILE L'abitacolo invece è ciò che di più sobrio si può, spazioso oltretutto, sia per chi siede davanti sia per chi si accomoda dietro. La qualità delle plastiche è più che discreta, rare quelle troppo durette, i sedili sono comodi e all'occorrenza si possono scegliere in pelle. Nel complesso, senza traccia di fronzoli, tutti i pezzi dell'arredamento creano un ambiente confortevole sotto ogni punto di vista. Da buon suv, non mancano tasche, vanetti e porta bicchieri da Drive-in, mentre la strumentazione, ben poco originale e ricercata nel look, ha il pregio di essere chiara ed estremamente intuitiva.

GOLA PROFONDA Un altro punto a favore lo segna il bagagliaio (442 dm³), una gola profonda pronta a fagocitare valige, sdraio, ombrelloni e tutto il necessaire per andare in vacanza. Ha una sola pecca: la soglia di carico è piuttosto alta. Alta è anche la posizione di guida - altra chiave del successo dei suv compatti tra le signore -, che accentua la sensazionedi padronanza della strada in coppia col maxi parabrezza, garanzia di ampia visibilità. Chi invece non ama guidare troppo a picco sull'asfalto può sempre ricorrere alla regolazione del sedile (completa) e del volante (in altezza e profondità) per trovare un "assetto" un po' più stradale.

A VOCE BASSA Dopodiché si mette in moto, e quel che sorprende di primo acchito è l'insonorizzazione. Dal sottoscocca filtra poco, sia in termini di rumori, sia di vibrazioni: buona parte del merito va al 1.8 diesel che tiene bene a bada la sua voce roca, ma in generale tutto l'abitacolo è ben isolato dall'esterno, il che contribuisce non poco a farne apprezzare la guida. Guida rivelatasi piuttosto agile anche in città - nonostante l'ASX resti pur sempre un'auto da 4 metri e 30 per 1 metro e 77 di larghezza -, grazie a una servoassitenza elettrica consistente che facilita di molto le manovre negli spazi stretti. Quando ci si fa prendere la mano e si infilano le curve in velocità, invece, un po' di rollio va messo in preventivo, ma non è niente di esageratamente fastidioso.

OCCHIO ALLA FRECCIA Soddisfacente è anche il comportamento del motore, un diesel con fasatura variabile delle valvole da 150 cavalli made in Mitsubishi. La sua specialità - oltre ad essere silenzioso - è nel far sorridere il portafoglio: nel nostro day by day il computer di bordo ha calcolato un consumo medio tra i 5.3 e i 5.5 l/100 km nel misto, risultato cui si è giunti anche al prezioso contributo dell'indicatore di cambiata. L'indicatore compare nel display del quadro strumenti con le sembianze di una freccina all'insù quando consiglia di cambiare marcia, all'ingiù se invece sarebbe opportuno scalare. La sua è una presenza abbastanza ingombrante, nel senso che, volente o nolente, finisce con col condizionare il comportamento di chi guida. Seguirlo di certo non istiga alla guida sportiva, ma serve eccome a far durare il pieno.

ALTI E BASSI (REGIMI) Economicità a parte, il milleotto piace soprattutto nei lunghi tragitti, dove senza disturbare macina chilometri con andatura costante e senza strappi, pronto a darti un po' più di slancio laddove serva per un sorpasso o un'immissione. Viceversa lo stesso l'avremmo gradito un filino più elastico per l'utilizzo più cittadino: a bassi regimi, infatti, la ripresa non eccelle e ciò costringe, per avere il giusto spunto, a metter mano di frequente al cambio a sei marce. Fatica ampiamente sopportabile, considerato tutto il resto.


Pubblicato da Luca Cereda, 06/09/2010
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