Autore:
Paolo Sardi
Pubblicato il 31/05/2010 ore 05:40

BOOM Nel corso degli ultimi dieci anni la quota di mercato coperta dalle macchine a cambio automatico si è quasi quadruplicata, passando dallo striminzito 2,76% del 2000 al 10, 32% del 2008. E se anche nel 2009 c'è stato un piccolo passo indietro (si è ritornati al 9,33 per l'eccezionale boom registrato grazie agli incentivi dai segmenti più bassi, quelli in cui la trasmissione manuale non cede terreno), la tendenza è ormai chiara: il "fai da te" nella cambiate piace sempre meno, non solo aglio italiani ma agli europei in genere.

STATO DELL'ARTE Parlare però semplicemente di trasmissione automatica sarebbe anacronistico: negli ultimi tempi si sono venuti affermando sempre più i cambi robotizzati e in particolare quelli a doppia frizione, che rappresentano a oggi lo stato dell'arte in materia di efficienza, con una dolcezza e una rapidità nelle cambiate che hanno dell'incredibile. Ed è proprio questo il genere di trasmissione che lancia ora la Renault sull'intera gamma Mégane, a richiesta con il motore turbodiesel 1.5 dCi 110 cv FAP.

STAFFETTA Il nuovo cambio si chiama Efficient Dual Clutch, o EDC per i più intimi, ha sei marce ed è realizzato a braccetto con gli specialisti della Getrag. Come accede anche con le trasmissioni della concorrenza, una frizione si occupa delle marce dispari e l'altra di quelle pari, facendo continuamente la staffetta: quando una stacca l'altra attacca, rendendo quasi inavvertibili i passaggi di marcia. In questo modo si riducono gli assorbimenti di potenza, a tutto vantaggio anche dei consumi. Basti pensare che, a parità di motore e carrozzeria, la Renault dichiara un taglio del 17% dei consumi rispetto all'automatico vecchia maniera, con una riduzione di 30 g/km anche a livello di emissioni di CO2.

TELEPATIA Numeri a parte, al volante le sensazioni sono ottime. Sin dai primi metri gli innesti sono puliti, morbidi ma senza inerzie. La progressione è regolare, con le marce che vengono inserite con tempismo, segno che la centralina "legge" bene lo stile di guida del pilota e interpreta magistralmente il modo in cui agisce sul pedale dell'acceleratore. I rapporti sono snocciolati in sequenza ma senza particolare fretta, con la coppia generosa che permette poi di riprendere bene senza che sia sempre per forza necessaria una scalata.

CHIP AL POTERE Quando la pressione sull'acceleratore si fa più decisa, il cambio butta giù senza troppi indugi una o più marce, dimostrandosi ben più svelto nell'operazione di un automatico classico. Nella guida brillante c'è anche la possibilità di selezionare il rapporto gradito manualmente, spostando la leva nel cursore a sinistra e azionandola quindi avanti e indietro. L'elettronica ha però sempre l'ultima parola: quando per esempio si sale troppo di giri passa d'ufficio alla marcia più lunga.

VALE LA PENA Cronometro alla mano, i tempi di accelerazione salgono leggermente rispetto alla performance ideale ottenibile con il cambio manuale ma ciò non cambia il giudizio complessivo. Messi sulla bilancia il minore impegno nella guida e la fluidità di marcia in ogni frangente, vale la pena di spendere i 1.250 euro chiesti dalla Casa.