Prova

Renault Mégane SporTour 2009


Avatar di Luca Cereda , il 23/06/09

12 anni fa - Con l'arrivo della station-wagon previsto per il prossimo settembre, la gamma della Mégane si completa. Nata come compromesso tra la generosità di spazio e la ricerca di sex appeal, appare più sportiva nel look che nelle prestazioni. Che comunque appagano

Con l'arrivo della station-wagon previsto per il prossimo settembre, la gamma della Mégane si completa. Nata come compromesso tra la generosità di spazio e la ricerca di sex appeal, appare più sportiva nel look che nelle prestazioni. Che comunque appagano a fondo le esigenze turistiche.


EN PLEIN E con questa, la famiglia è al completo. Dopo la berlina e la coupé, ecco la "vagonata” che chiude il terzo capitolo Mégane. Ventisei centimetri in più di lunghezza, passo allungato di 6,2 cm (270,2 cm in totale), un volume di carico che va da 524 dm³ a 1600 giocando con i sedili. Nei piani di mercato della Régie dovrebbe appetire quella fetta di pubblico propensa al compromesso: che cerca spazio senza voler sconfinare nel segmento delle grandi monovolume, che vuole la station ma non in giacca e cravatta, preferibilmente sportiva tanto nel look quanto nel feeling al volante.


SPALLATA Il padiglione spiovente la identifica subito se la si guarda in faccia, ricambiati da un frontale paro paro alla berlina cinque porte, con i due occhi tirati in su fino ad affiancare la linea dei passaruota. La linea di cinta, parte alta e finisce ancora più alta dalle parti di un posteriore che, come le fiancate, bandisce spigoli e tagli secchi a favore di una scolpitura profilata, particolarmente netta in corrispondenza delle spalle. Non è originalissima, ma nel suo complesso armonica.

CAMERE SEPARATE Negli inseguimenti la si mette nel mirino grazie ai due gruppi ottici disegnati a ferro di cavallo, abbastanza distintivi nel loro genere. Sono sdoppiati, attraversati dalle linee di confine del portellone che dai montanti di un lunotto molto inclinato scendono senza curvare fino al termine del paraurti. Ne guadagna così la soglia di carico, posta ora a 56 cm da terra, grazie alla quale si accede a un generoso bagagliaio che dei suoi 524 dm³  di carico ne riserva 38 alla cambusa (un vano sotto-pianale). Nel caso in cui il bagaglio sia talmente eterogeneo da necessitare camere separate, semplicemente issando un pannello semirigido si issa un separé che divide il bagagliaio in due scompartimenti.

REGOLAZIONI Una volta entrati nella SporTour, il confort diventa per lo più una questione di centimetri. Renault ha puntato molto sulla modulabilità della sua wagon e sulla possibilità di ricavare spazio in risposta a ogni singola occorrenza. Cinque umani e relativo necessaire vacanziero albergano comodamente nei 4,56X1,76X1,80 del perimetro-scocca della SporTour, con un raggio alle ginocchia di 21,8 cm per chi siede sui sedili posteriori. Quelli anteriori, invece, prevedono la regolazione verticale dell'assetto su una corsa di 7 cm, quella longitudinale di 24 cm, la regolazione lombare e l'inclinazione dello schienale. Con i poggiatesta si può fare gioco fino a raggiungere l'assetto ideale in altezza e profondità.

TRE GRADINI In Italia arriverà con tre livelli di equipaggiamento: Confort, Dynamique e Luxe. Tra i plus che offre il Dynamique figurano cerchi da 16” Sport in lega, volante in pelle, barre cromate sul tetto, sedile passeggero regolabile in altezza, regolatore e limitatore di velocità, mentre l'ESC con antislittamento, il navigatore integrato Carminat TomTom e la radio con lettore CD e MP3 sono di serie anche sulla versione base. Una volta promossi nella top class, la Luxe, ci si gode pure del park-assit, il clima bi-zona, il retrovisore interno fotocromatico e i retrovisori esterni si ripiegano con un robotico "bzzzz”.

SEI MOTORI Sei, in tutto, le motorizzazioni proposte, due a benzina e quattro diesel. Il 1.4 TCe sovralimentato è nuovo e paventa coppia e potenza da cilindrate superiori, rispettivamente misurate in 190 Nm e 130 cv. Ottimizzato grazie a un lavoro di fino sull'aerodinamica interna (per ottimizzare la combustione), una dieta incentrata sull'adozione di un carter in alluminio e l'adozione di un variatore continuo di fase sull'albero a camme, dichiara un consumo omologato sul misto di 6,5 l/100 km. L'altro motore benzina è il 1.6 16v da 110 cv che, sin dal lancio, sarà disponibile anche con GPL di primo montaggio. Entrambi saranno accoppiati a un cambio manuale a 6 rapporti.

ECO 2 Sul fronte diesel, l'offerta si fa più articolata e parte dal fortunato 1.5 dCi declinato in due diversi livelli di potenza. Entrambi dotati di filtro antiparticolato, i 1.5 litri da 90 e 110 cv si accoppiano rispettivamente a una trasmissione manuale a 5 rapporti e a una manuale a 6 rapporti, promettendo consumi nel ciclo misto compresi tra i 4,4 e i 4,8 litri ogni 100 chilometri. Le emissioni ridotte a 116 e 126 g/km, poi, garantiscono a entrambe il bollino Renault Eco² e spalancano il portone degli incentivi rottamazione.

VEDI ANCHE




ALTE CILINDRATE Eco² è anche il millenove da 130 cavalli reduce da profonde evoluzioni al turbo, agli iniettori e alle candelette. Ne beneficeranno l'erogazione della coppia (max 300 Nm da 1750 giri) e le performance acustiche, mentre le emissioni scendono sotto la soglia dei 140 g/km (135 g/km per l'esattezza) e i consumi si fermano 5,1 litri su 100 km nel misto. Chiude il gruppo il duemila dCi da 150 cv, euro 5 e dotato di filtro antiparticolato. Offre una coppia massima di 360 Nm a partire da duemila giri e dichiara di non bere oltre 6,6 litri di gasolio ad ogni centello percorso. In Italia, arriverà esclusivamente abbinato al cambio automatico Proactive.

ALLA CASSA Un "porte aperte” datato settembre 2009 inaugurerà lancio nostrano della Mégane SporTour. Il listino è ancora da definire ma si parla di una differenza di prezzo attorno ai 1.200 euro rispetto alla versione berlina, offrendo di serie il navigatore Carminat.


IN SELLA Pranzo finito, un buon caffé (per quanto bene possa riuscire ai francesi) e via, saliamo sulla SporTour per una galoppata di un centinaio di chilometri che ci riporta all'aeroporto. Sulla seduta nulla da ridire, anche perché le svariate possibilità di adattamento della postazione di pilotaggio ci mettono a buon agio. Il volante si aggiusta in altezza (5 cm) come in profondità (4,5 cm), tra freno e acceleratore c'è un po' più di aria di prima e lo stesso pedale del freno è diventato più largo (3 cm) di quanto lo fosse l'antenato. Buona l'ergonomia del sedile.

CANALONE Prima di partire ci divertiamo un po' a sconvolgere l'ordine immobile dell'abitacolo ribaltando gli schienali, giusto per capire come ce la caveremmo in ottica di trasloco. Gli schienali del divano posteriore sono frazionabili 1/3-2/3, a seconda di come faccia più gioco, ed oltre a liberare decimetri cubi preziosi aprono un canale – se si ripiega a tavolino anche il sedile del passeggero anteriore – che permette di caricare mensole di oltre due metri e mezzo.

TUTTOFARE SCOMODO Di plastiche propriamente cheap non v'è traccia, anche se il tocco non è particolarmente vellutato. Quella che riveste il tunnel centrale è probabilmente la meno gradevole a vista e tatto, non resta che accontentarsi delle sue virtù funzionali. Da quelle parti campeggia una manopola tonda "tutto-comandi” che non solo richiede un pochino di perizia, ma va anche considerata nel momento in cui si regola il sedile; tutto ciò quando l'istinto porterebbe invece a metter mano ad una consolle semplice semplice o a comandare direttamente con le dita il monitor del navigatore Carminat.


‘TACA LA MUSICA Apriamo il portaguanti e "allacciamo” la nostra musica, direttamente dal nostro lettore Mp3. La si ascolta sostanzialmente senza interferenze di brusii esterni né sottofondi baritonali provenienti dal motore: l'insonorizzazione della SporTour  è più che accettabile. Così come, nonostante i volumi, buche e dossi sono ben sopportati dal molleggio e anche l'assetto - dove la la rigidità trasversale della culla "a corna” è migliorata sulla Mégane vagonata - non dà di che lamentarsi.SILENZIATO In sorte ci tocca il duemila dCi da 160 cv abbinato al cambio manuale, che in Italia arriverà con dieci ronzini in meno e accoppiato al cambio automatico Proactive. Per le crociere a lungo termine e i viaggi vacanza sembra avere tutte le carte in regola: la spinta cresce progressiva, dai duemila giri in su inizia a distendere il passo e soprattutto mentre si sforza riesce a non dar fastidio più di tanto. Quest'ultimo aspetto è stato particolarmente curato dalla Renault nella progettazione di un motore che ha ridotto le vibrazioni imputate all'architettura a quattro cilindri e ha rivestito di schiuma la protezione del common rail per ridurre i rumori delle componenti site nella parte alta del motore. In compenso, se si ricerca un po' di emozione, una spinta tanto regolare lascia un po' meno soddisfatti.
Pubblicato da Luca Cereda, 23/06/2009
Gallery
Vedi anche
Logo MotorBox