Autore:
Luca Pezzoni
Pubblicato il 03/09/2008 ore 09:57

NIENTE TRIBUNALI Con le anticipazioni fotografiche della nuova Mégane c'è anche chi ha fatto arrabbiare la Casa transalpina. In causa con una nota testata francese per immagini rubate qualche mese fa. Poi alcune anticipazioni dai set e dalle scenografie pubblicitarie. Oggi, finalmente, un album completo della terza generazione Mégane. Per ora vediamo la 5 porte, presumibilmente la più conservatrice per target e destinazione d'uso. E bisogna tenerne conto nella valutazione complessiva. Ma a bruciapelo vien da dire: normalizzazione!

MATURA Niente bauletti sporgenti e arrotondati da sogni wonderbra di design anticonformista, ai limiti della provocazione. Niente lunotti verticali e linee curve che girano al contrarioscappando dai volumi. Niente giochi di compasso tagliati da linee secche. La nuova Mégane si presenta senza colpi di scena, più matura. O consapevole del ruolo in società. Basta guardarla: tipicamente Renault last generation nel muso, con gli occhi spalmati ai lati dei passaruota. Qui rispetto al passato il miglioramento è indiscutibile.

FRANCOTEDESCA? Ma anche quasi teutonica nel portamento complessivo, con una linea di cintura alta che sale decisa. E passaruota anteriori ben messi, rapporto vetrata - lamiera a favore del metallo, con un montante posteriore ben piantato. Mentre la linea della portiera segna una diagonale riecheggiata dal montante, nel dettaglio specifico viene in mente la Golf IV. La fiancata vive di svasature e rigonfiamenti a scendere, quasi a disegnare un corpo ben tornito.

FRANCOGIAPPONESE Poi la si gira di coda e si rimane spiazzati. Il tetto degrada dolcemente e uno spoiler lo raccorda alpadiglione, molto inclinato, che scende a punta stondata verso il centro.Accompagnato da due gruppi ottici avvolgenti e mandorlati come ci si aspetta da auto di origini orientali. Un insieme comunque armonico e un melting pot di diverse suggestioni stilistiche. Fatalmente uniformata ma non per questo noiosa. Continuando a guardarla si scorgono dettagli e giochi leziosi pensati solo per chi si vuole soffermare.

BOCCA CHIUSA Come le linee di raccordo del muso che si alzano, quasi pizzicando il metallo, come pinne fino a raggiungere il parabrezza. O la nervatura centrale che divide in due la piattezza del cofano, per poi raccordarsi con la losanga di casa. Proprio la vista frontale, in tempi di calandrone, si distingue per spirito controcorrente, con solo una feritoia e la bocca del paraurti aperta verso l'asfalto.

NUMERI O EMOZIONI? In attesa della versione tre porte, che si annuncia più azzardata, le linee rimangono lontane dalle suggestioni del Concept presentato solo pochi mesi fa. Del resto la Casa francese - dopo aver puntato sul "think out the box" - sembra alla ricerca di un equilibrio stilistico e formale, rapportato col bilancino al target dei rispettivi modelli. Pensati per piacere senza traumi al pubblico di riferimento. Puntando anche su valori dinamici e qualità dei materiali e assemblaggio. L'ultima generazione Laguna ne è un esempio.

PRIMO ATTO Non mancheranno le ormai classiche declinazioni per single, leggasi coupé/3porte, o per chi viaggia con prole e valigie al seguito: station wagon, monovolume lunga e corta. Oltre ad eventuali derivazioni coupé cabriolet, per gaudenti double face. La base meccanica dovrebbe essere in comune alle cugine Qashqai e X-trail. Con una versione rivista dello stesso pianale.

A SEGUIRE Mentre non ci sono notizie di trazione integrale o doti fuoristradistiche. I propulsori a benzina seguiranno la volata tirata da Volkswagen e Fiat, con la disponibilità di piccoli ma generosi turbo in omaggio all'obbligo del downsizing. I soliti diesel, per tutti i piedi e tutte le stagioni, e le 5 stelle EuroNCAP, si accettano scommesse, completeranno il vassoio di portata.


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