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Toyota Auris 2010

Toyota Auris 2010

L'auto che ha interrotto la dinastia delle Corolla non ha sfondato come avrebbe dovuto e Toyota corre ai ripari seguendo le indicazioni di clienti e giornalisti. Ecco il risultato.

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Autore:
Gilberto Milano
Pubblicato il 18/03/2010 ore 18:29

LE RAGIONI DEGLI ALTRI Mica facile dare una rivitalizzata a un modello che fino a oggi ha un po' deluso le aspettative della Casa: bisogna prima capire perché non ha entusiasmato i suoi potenziali clienti, come ha coraggiosamente ammesso la stessa Toyota, e poi intervenire di conseguenza. Un percorso che diventa più difficile se il modello in questione è nato solo tre anni fa. Come l'Auris, che dal 2007, dopo nove generazioni, ha interrotto la dinastia delle Corolla, (era nata nel 1966) senza però riuscire a rinnovarne il successo. Come fare allora? Le strade non sono molte. Quella seguita dalla Casa giapponese forse è la più semplice, ma anche la più efficace: prestare attenzione a critiche e consigli provenienti dai clienti, analizzare quanto è stato scritto dai giornalisti specializzati e agire di conseguenza.

PRIMA CRITICA La Auris prima edizione assomigliava troppo a una Yaris gonfiata? Ecco allora gli interventi estetici a frontale e posteriore per cercare di differenziarla dalla sorella minore, con il cofano che diventa più aggressivo, solcato da nervature più marcate che coinvolgono anche la parte centrale contribuendo a dare maggior rilievo al logo Toyota. La griglia ora è più ampia e riprende il nuovo stile di Casa già visto su Avensis e Verso, con lamelle trasversali nello stesso colore della carrozzeria.

LE SOLUZIONI I fari anteriori inoltre si allungano verso il centro per dare una sensazione visiva del frontale più schiacciata e larga della precedente, effetto a cui contribuisce anche la presa d'aria inferiore, molto più ampia della precedente. Altre novità esterne riguardano gli indicatori di direzione, che sono ora integrati negli specchietti retrovisori, i paraurti, che si allungano di 15mm all'anteriore e di 10 mm al posteriore portando la lunghezza totale della Nuova Auris a 4,245 metri, e anche la coda, che si fa più sportiva, con un paraurti più marcato e squadrato, nuovi gruppi ottici e una guarnizione della targa più estesa e cromata.

ALTRA CRITICA La qualità percepita non era all'altezza delle migliori vetture del segmento? No problem: Toyota accetta le critiche e migliora la qualità di finiture interne ed ergonomia. Arrivano così plastiche soft-touch, un nuovo volante in pelle con la parte bassa smussata per favorire l'ingresso in auto e comandi audio ridisegnati per renderli più pratici e comodi; viene migliorata la posizione del bracciolo anteriore, migliorata la visibilità degli strumenti e modificato il design del freno a mano. Ma non è tutto.

EUROPEI DELUSI I clienti europei si lamentavano del comfort di marcia non all'altezza del marchio? Toyota prende di parola anche questi rilievi e con un intervento mirato interviene sulla messa a punto delle sospensioni anteriori e posteriori, migliorando anche la sensibilità dello sterzo, che ora è più preciso.

ECOLOGICA L'ultima notazione tocca invece la coscienza verde e il portafogli: emissioni e costi di gestione possono compromettere una decisione di acquisto? Toyota viene incontro anche agli ecologisti e propone una gamma di motori molto più attenta all'ambiente e molto più virtuosa nel bere. La Nuova Auris propone due motori a benzina e due diesel a cui aggiungerà dal prossimo luglio anche una versione ibrida con lo stesso sistema della Prius.

AURIS HYBRID La Auris HSD (questo il nome della ibrida) combinerà un motore termico di 1.8 litri VVT-i con un motore elettrico da 60 kW alimentato da una batteria al Nichel-Metallo idruro da 27kW, per una potenza complessiva di 136cv. Bassi ovviamente i consumi medi, che la Casa dichiara pari a 4,1 litri/100 km, con emissioni di CO2 inferiori a 99 g/km.

AURIS NORMAL I due benzina sono il 1,3 litri da 99cv, con 135 g/km di emissioni di CO2, una coppia massima di 128Nm e 5,8 l/100km di consumo medio, e il 1.6 da 132cv con 146 g/km di emissioni di CO2, 160 Nm e un consumo medio di 6,3 l/100km. Il primo dei due è l'unico del poker Toyota dotato di tecnologia Start&Stop e del VVT-i, il sistema di variazione dell'alzata della camma di aspirazione e scarico, per una riduzione dei consumi del 17% rispetto al 1.4 benzina della "vecchia"Auris. Il 1.6 benzina, offre invece il sistema Valvematic, che rappresenta l'evoluzione del VVT-i. Quindi, maggiore controllo sull'apertura delle valvole di aspirazione e conseguente maggiore potenza disponibile con minori consumi e minori emissioni di CO2. Il 1.6 può essere associato a scelta al cambio automatico M-MT.

LE DIESEL Più marcata la differenza di prestazioni dei due diesel: un 1.4 litri da 90cv, 205 Nm da 1.800 a 2.800 giri/min, 127 g/km di CO2 e consumi medi di 4,8 l/100 km (i più bassi di tutti i motori della Auris) e un 2.0 da 126cv, 310 Nm da 1.800 a 2.400 giri, consumi ridotti a 5,2 l/100 km e 138 g/km di emissioni di CO2. Il 1.4 può essere associato al cambio automatico M-MT oppure al cambio manuale a sei marce. Entrambi sono equipaggiati con filtro anti Particolato DPF.

OPTIMAL DRIVE La novità maggiore di tutti questi nuovi motori è comunque rappresentata a quella che Toyota definisce Optimal Drive, ovvero, una combinazioni di soluzioni tecniche che ha portato a una riduzione di peso dei motori, a minori consumi, minori emissioni e maggiore efficienza.

AURIS E SOL Due gli allestimenti: Auris, inteso come livello base, e Sol, il più completo. Auris ha di serie la radio/Cd, la presa USB/AUX, il volante in pelle con i comandi audio, e il condizionatore manuale come optional. Altre differenze con la Sol sono la mancanza dei fendinebbia anteriori, delle maniglie in tinta con la carrozzeria, dei retrovisori elettrici ripiegabili, gli alzacristalli elettrici posteriori e la possibilità di montare il Plus Pack (climatizzatore automatico + cerchi in lega da 16").

LISTINO LUNGO Quanto ai prezzi, per la versione Auris, ovvero la base (l'aria condizionata è optional – 950 euro - ma ci sono radio e presa USB, volante in pelle con comandi audio) si va da un minimo di 15.100 euro per la 1.3 benzina Dual VVT-i tre porte, ai 17.350 euro della 1.4D diesel DPF 5 porte. Per la Sol invece, oltre al condizionatore d'aria manuale di serie ci sono i retrovisori esterni ripiegabili elettricamente, fendinebbia, alzacristalli elettrici anteriori e posteriori, due altoparlanti aggiuntivi e interni con inserti cromati (optional – 1000 euro - c'è un pacchetto Plus con climatizzatore automatico e cerchi in lega da 16"). I prezzi delle versioni benzina variano dai 16.950 euro della 1.3 ai 18.900 della 1.6 con cambio automatico M-Mt, e dai 18.550 della 1.4D ai 20.750 della 2.0D. La vernice metallizzata è optional (500 euro) per tutte le versioni. Tutti i prezzi sono chiavi in mano.

COME VA Il facelift è leggero, ma dosato sapientemente per ottenere il massimo risultato con il minimo sforzo. Vista affinacata alla vecchia Auris le novità sono abbastanza evidenti, e anche presa da sola la sensazione è che la nuova Auris sia più larga e più acquattata della precedente. Sarà anche un effetto ottico, però ora è un po' più difficile scambiarla per una big Yaris, anche se non si può ancora parlare di personalità spiccata. Un modello sobrio, discreto, ma non per questo cheap.

SOFT-TOUCH All'interno la sensazione di qualità è più percepita, le nuove plastiche soft-touch sono di bell'aspetto e ingentiliscono tutto l'abitacolo, già sufficientemente curato nel design e nella disposizione dei comandi. La plancia non cambia, con la strumentazione molto nitida, la console centrale a ponte (nella parte bassa è ricavato un tunnel che collega la zona di guida con quella del passeggero) sulla quale è sistemato il cambio con la leva corta e alla giusta altezza, e sedili di buona fattura, sufficientemente ampi e avvolgenti anche per persone di taglia superiore alla media. Il nuovo volante a tre razze in pelle poi si impugna con piacere. Un abitacolo senza troppi orpelli, semplice ma curato.

INCOLLATA A TERRA Va da sé che un abitacolo ben fatto sia anche il preludio a un buon comfort. E così è, con spazio sufficiente anche per chi viaggia dietro, una buona insonorizzazione, un volante sensibile, ottime sospensioni e una bella sensazione di controllo della vettura. L'intervento dei tecnici sulla sensibilità del servosterzo elettrico e sull'assetto, leggermente più rigido del precedente, ha portato maggiore agilità e stabilità alla Auris, che si guida con grande sicurezza, anche quando si affrontano percorsi con molte curve o tratti autostradali in velocità.

PADRONA DELLA STRADA Una sensazione di padronanza che si percepisce sin dai primi metri e che forse è la vera arma vincente della nuova Auris. I fondi stradali, anche quelli più butterati, vengono assorbiti senza problemi e senza far pesare il lavoro extra alla schiena degli occupanti. Completa l'opera una dotazione di sistemi elettronici di assistenza alla guida, tra cui i sistemi di distribuzione elettronica della frenata (EBD), del controllo di stabilità (VSC) e di trazione (TRC), che vigilano su eventuali errori o eccessi del pilota.

1.3 DUAL VVT-I La tecnologia Optimal Drive applicata al più piccolo dei motori benzina della Auris ha portato i consumi a risultati sorprendenti (5,8 l/100km), ha abbattuto le emissioni, il peso del motore, ma ha anche un po' smorzato la vivacità dei 99 cavalli del quattro cilindri giapponese, dotato anche del sistema Stop&Start, l'unico dei motori della Auris ad adottarlo. Un motore perfetto per chi ha sempre un occhio fisso sul livello del carburante e l'altro sul display con il dato del consumo instantaneo; per chi da tempo ha adottato uno stile di guida "ecologico", progressivo, attento a dosare la pressione sull'acceleratore e che anche al semaforo non scatta mai per primo all'arrivo del verde.

DOLCE E ASTEMIA A costoro la nuova Auris offre grandi soddisfazioni e anche in città riesce a tenere livelli di percorrenza intorno ai 14 km/litro, grazie anche al sistema Stop&Start, efficace ed estremamente pronto nelle ripartenze, mentre in autostrada raggiunge i 19,6 (in media sono 17,2 km/l). Non è la Auris più astemia, ma possiede i pregi dei motore a benzina, tra cui quello della silenziosità e della progressione dolce. Più problematica la guida in autostrada, dove per arrivare alla velocità limite del codice è necessaria una lunga rincorsa.

1.4D M-MT DPF Se invece si è disposti ad accettare un po' più di rumore interno pur di conciliare bassi consumi e maggiore prontezza di risposta del motore la soluzione che meglio combina portafogli e piacere di guida è quella del 1.4 diesel con cambio automatico M-MT. Non che la differenza sia abissale rispetto al 1.3 benzina, ma i 205 Nm di coppia massima disponibili a partire dai 1.800 giri (e fino ai 2.300), danno la sensazione di una maggiore prontezza di risposta, perlomeno nel traffico cittadino, tutto frenate e ripartenze. In realtà nel 0-100 la 1.4D con cambio automatico impiega 1,6 secondi in più della sorella a benzina (14,7 secondi contro 13,1) persi in prossimità dei 100 km/h.

UNA BELLA LOTTA Il cambio è attento a mantenere il 1.4D al numero di giri più adatto alla guida risparmiosa, tuttavia sufficientemente pronto per non far rimpiangere l'autonomia di gestione di un manuale. Per entrambe le Auris che abbiamo potuto testare la velocità massima è di 175 km/h, ma la versione diesel può vantare percorrenze superiori rispetto al 1.3 benzina piuttosto sensibili. Bisogna sempre tener conto però del prezzo di acquisto superiore della versione diesel: a parità di allestimento (Sol) la 1.4D M-MT costa 20.000 euro contro i 17.600 della 1.3. Una penalizzazione che si trasforma in vantaggio solo se si percorrono molti chilometri all'anno.


TAGS: ginevra lifting auris corolla Tutte le prove auto del 2010

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