Prova

Nissan Murano Diesel


Avatar Redazionale , il 15/07/10

11 anni fa - Scusate il ritardo! La gamma della crossover giapponese si completa finalmente con l'arrivo di un motore turbodiesel.

Scusate il ritardo! La gamma della crossover giapponese Nissan Murano si completa finalmente con l'arrivo di un motore turbodiesel. Come in passato, però, le dotazioni ricche in rapporto ai prezzi restano l'asso nella manica per far bene sul mercato.

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PECCATO ORIGINALE A diversi anni dal lancio la Nissan sta finalmente per cancellare quello che può essere considerato il peccato originale della Murano, ovvero l'assenza nella gamma di un motore turbodiesel. Tanto la prima quanto la seconda generazione hanno infatti vissuto fino a oggi sul solo motore V6 a benzina, un tipo di alimentazione che nella fascia di mercato delle grandi crossover e delle Suv di taglia Large fatica a raggiungere una quota del 10% del segmento. Nonostante questa tara, la macchina ha comunque trovato il suo spazio in passato ed è quindi normale che al quartier generale Nissan guardino ora al futuro con rinnovata fiducia.

NUOVO LOOK L'ottimismo è giustificato dal fatto che i designer hanno rifatto il trucco alla Nissan Murano Diesel approfittando della necessità di rivedere le prese d'aria per le diverse esigenze di raffreddamento del motore a gasolio. La macchina ha ora una maggior presenza scenica, grazie a una nuova mascherina e a un paraurti inedito, che ha una forma più sporgente e che vede i fendinebbia spostarsi verso gli spigoli per dare un tocco di grinta in più.

TRAPIANTO DI CUORE Quanto al motore, la scelta della Nissan è caduta su qualcosa già presente nel listino, ovvero il 2.5 dCi già montato dalla Pathfinder e dal pick-up Navara. Questo quattro cilindri è stato però profondamente rivisto e mandato a scuola di galateo per meglio adattarsi a un cofano aristocratico come quello della Murano. Rispetto alla versione più fuoristradistica – nome in codice YD25 - rimane immutato in pratica il solo basamento in ghisa mentre tutte le altre parti sono aggiornate e ottimizzate.

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UPGRADE Gli interventi più importanti dell'evoluzione YD 25-kai3 riguardano il sistema common rail, capace ora di raggiungere pressioni anche di 2.000 bar, gli iniettori, più efficienti nell'atomizzare il gasolio e il turbo a geometria variabile. I risultati al banco si vedono subito: la potenza massima raggiunge ora i 190 cv (sono 171 sulla Pathfinder), mentre la coppia massima è di 450 Nm, 400 dei quali sempre disponibili tra i 1.500 e i 3.200 giri (in origine il picco era di 403 Nm). Dotata di un cambio automatico a sei marce con funzione sequenziale, su strada la Murano Diesel scatta da 0 a 100 in 10,5 secondi, allunga fino ai 196 km/h e sorseggia un litro di gasolio ogni 12,5 chilometri. Questo risultato è reso possibile dal lavoro di fino fatto sul fronte dell'aerodinamica: grazie soprattutto a una nuova carenatura per il sottoscocca, il Cx scende da 0,37 a 0,34.

BARITONO Al di là dei numeri, questo motore si avvia lesto e con una voce decisa da baritono che resta avvertibile anche ai bassi regimi, nonostante la presenza di un'abbondante quantità di materiale fonoassorbente e di un parabrezza stratificato. Il frazionamento a quattro cilindri, su queste cubature, d'altro canto, è naturale che porti con sé una certa ruvidità, garantendo per contro una corposità dell'erogazione non comune per queste cilindrate. I motoristi hanno comunque fatto il possibile per imborghesire questo dCi, aggiungendo anche un quinto supporto al motore e adottando una cinghia per azionare la pompa del servosterzo, al posto della tradizionale catena.

SENZA FRETTA La Murano si muove dunque sorniona, pronta a piazzare un'eventuale zampata se stuzzicata con l'acceleratore. Il cronometro però non mente e la Murano Diesel non si può certo definire dotata di un temperamento sportivo. A ben vedere, però, questa macchina non ha mai avuto un'indole da bruciasemafori o da castigamatti del misto. Solo la vecchia versione GT aveva qualche velleità di aggredire le curve ma con la seconda generazione questa Nissan ha messo definitivamente la testa a posto e la turbodiesel rispetta la tradizione di famiglia.

DOLCE PER TUTTI Per apprezzare al meglio la macchina si deve quindi viaggiare con il piede felpato, evitando le accelerate e le manovre brusche. Anche il cambio asseconda questo stile di guida. La presenza dell'Adaptive Shift Control, che varia modalità e tempi di cambiata in funzione dello stile di guida del pilota, non stravolge il quadro. L'automatico Nissan fa della dolcezza il suo pregio maggiore e anche le scalate innescate con il kick-down sono piuttosto soft. Volendo, ci sarebbe sempre la modalità manuale ma il suo uso è utile più nella remota ipotesi di un passaggio fuoristradistico che non per una sparata su asfalto. Anche l'assetto, in fondo, è tarato più per l'andamento lento delle highway americane che non per attaccare con il coltello tra i denti il Col de Turini.

SCELTA DI VITA Visto il quadro generale, si può concedere un'attenuante a quelli della Nissan per aver preferito questo motore al V6 3.0 che è finito invece sotto il cofano della Infiniti. Certo, con quello tutto sarebbe stato più ovattato e brillante (e caro…) ma lo spirito della Murano Diesel è un altro e per fare cruising e viaggiare al trotto si può anche fare a meno di una manciata di cavalli in più. Non si può invece fare a meno della sontuosa dotazione di serie, che si trova già sulla versione base Acenta (42.600 euro) e che comprende tra le altre cose i rivestimenti in pelle, il navigatore satellitare e il climatizzatore automatico bizona. Per chi non si accontentasse c'è comunque sempre anche la variante Tekna (44.900 euro) con standard anche il tetto panoramico e apribile, i cerchi da 20" invece che da 18" e lo stereo Bose.


Pubblicato da Paolo Sardi, 15/07/2010
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